MAIORI, COSTIERA AMALFITANA IL FLOP DEL REFERENDUM, PARLANO I PROTAGONISTI

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Il primo referendum comunale della storia di Maiori in costiera amalfitana si conclude con un nulla di fatto. Non è stato, infatti, raggiunto il quorum richiesto (50 per cento più uno degli aventi diritto al voto) e, dunque, la votazione non è stata dichiarata valida. A nulla, quindi, sono valsi gli appelli per convincere i cittadini a recarsi alle urne domenica. Ai seggi si sono recati 1364 maioresi (25,9%) e, nonostante il “sì” (1315 voti) abbia ottenuto una vittoria schiacciante sui “no” (41), la situazione resta identica a come era prima. Perché, a questo punto, l’Amministrazione comunale potrá continuare a portare avanti, anche legittimata dalla popolazione, in virtù dell’astensionismo che ha invalidato il referendum, il suo programma riguardo l’edilizia scolastica. E, precisamente, potrebbe, a questo punto, senza che nessuno possa dire nulla, attuare il progetto che prevede l’abbattimento della attuale sede delle scuole Elementari e il loro accorpamento, mediante la costruzione di un nuovo edificio, con le Medie. E la realizzazione, al posto dell’immobile che ospita le Primarie, di 120 box, di una palestra, di circa cento posti auto e di un chiosco bar, attraverso un project financing che consentirebbe ai privati di vendere liberamente i garage e di gestire il parking per 99 anni. Il quesito referendario, appunto, chiedeva ai maioresi se avessero o meno “voluto accantonare il progetto”, ritenuto, dai propugnatori della consultazione, un vero e proprio business per i privati, che non avrebbe portato nessun vantaggio alla collettivitá. «L’affluenza alle urne – commenta Valentino Fiorillo, presidente del comitato promotore – è stata, più o meno, quella che noi avevamo pronosticato. A favorire l’astensionismo, infatti, non è stato esclusivamente l’invito dell’Amministrazione a non recarsi ai seggi ma, soprattutto, le condizioni meteo avverse. Ringrazio tutti coloro che, con il loro voto, hanno voluto dare un contributo di democrazia al nostro paese» “La minoranza non ha detto la verità e la gente lo ha capito, quando si parlava di rischio camorra ci si dimenticava di dire che quella ditta era già stata esclusa e veniva meno uno dei motivi del referendum – dice Salvatore Della Pace, capogruppo di maggioranza -. Io non ho promosso l’astensione perchè credo nella democrazia, ma lo strumento referendario è stato usato male. Il Referendum non era sentito e quando un referendum non è sentito la popolazione non risponde, poi i motivi su cui si basava in parte erano decaduti come il coinvolgimento della ditta iniziale per cui gli elettori non hanno risposto perchè la mancanza di verità è nemica della democrazia.” “ll clima di apatia e paura percepibile nel paese non ci consentiva di sperare di più – dice Antonio Della Pietra – , tutto sommato la parte dell’elettorato che ha votato ed ha votato praticamente sì in toto, costituisce una parte consistente dei maioresi che contribuirà a ricostruire il lacerato tessuto civile e sociale del paese. Dal punto di vista tecnico-amministrativo il voto non cambia la partita della scuola; si è perduta la possibilità di chiudere per sempre la questione, invece dovrà essere la prossima amministrazione a individuare le soluzioni ed assumere le decisioni relative.”