Divisi e diversi: il libro di Nello Rega presentato a Cava de´ Tirreni

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Venerdì 4 dicembre, presso il Palazzo Vescovile di Cava de’ Tirreni l’Associazione Giornalisti Cava-Costa d’Amalfi “L. Barone” ha curato la presentazione di un libro che ha fatto discutere i mass-media nazionali. Si tratta di “Divisi e diversi” di Nello Rega, giornalista di Televideo Rai.

Edito dalla casa editrice Terra del Sole, il libro racconta di una storia d’amore impossibile tra il giornalista e una musulmana, ma la vicenda è stata poi lo spunto per parlare dell’Islam.

Come ha ricordato il giornalista Franco Bruno Vitolo il libro presentato è un libro che scotta non solo per la storia d’amore tra la libanese Amira, stoia d’amore appunto interrotta a causa delle minacce degli Hezbollah sicché la donna alla fine è sparita.

L’episodio ha indotto Rega a scrivere un libro che racconta un conflitto di civiltà cha ha portato l’autore a ricevere serie minacce da parte degli integralisti e l’ultimo messaggio una testa d’agnello sgozzata.

Il Sindaco di Cava dr. Luigi Gravagnuolo ha dunque espresso la sua solidarietà al giornalista, invitando i presenti a firmare la petizione relativa alla scorta a Rega.

“La capacità di andare al cuore del problema ha aiutato l’autore a guardare alla problematica del dialogo tra due civiltà attraverso la storia d’amore rivela6tasa impossibile.”

Dopo i saluti del presidente dell’Associazione Giornalisti Cava-Costa d’Amalfi Antonio Di Giovanni e del prof. Antonio De Caro che ha portato i saluti dell’Arcivescovo è stato il turno di Franco Bruno Vitolo di analizzare il libro.

“E’ un libro pieno di elettricità – ha esordito Vitolo – E’ un libro che è anche una storia d’amore per Amira. Chi scrive è un uomo innamorato che ha vissuto momenti di estasi. Descrive una vita matrimoniale e poi scopriamo che non è mai avvenuto il matrimonio. Vi è un conflitto tra l’ideale e il reale. Vi è l’utopia del sogno della possibile convivenza di due culture diverse, ma poi l’autore si risveglia e si trova davanti alla realtà. Vi è poi la descrizione della dimensione quotidiana che è indirizzata dall’ideologia totalizzante dell’Islam. La donna, infatti, porta il velo ma dopo una lunga discussione, vi rinuncia. Amira è una musulmana laica orgogliosa di essere musulmana e in effetti poiché lei è sciita per il periodo che i due sono stati insieme (due anni) sono stati sposati con il Mutah, il matrimonio a tempo, perché una musulmana non può stare con un uomo che non sia suo marito. La convivenza con la donna porta l’autore a conoscere bene l’Islam. Studia il Ramadan che serve per la Jhiad, lo sforzo. Durante il Ramadan il credente non deve mangiare, non deve arrabbiarsi, non deve commettere peccato, deve dominare la fame per capire chi non mangia perché non ha nulla.

Ma l’autore scopre e descrive le contraddizioni dell’Islam: perché lo Stato non deve essere laico? Perché la donna è un essere di serie B? Perché la donna islamica non può sposare un infedele?

Il libro però non invita al razzismo, è una provocazione che invita a riflettere su un dato di fatto che siamo diversi e divisi. Il cammino per un dialogo è ancora lungo e non dobbiamo nasconderci i problemi.”

Ha preso poi la parola il giornalista ed editore Alfonso Bottone che ha raccontato i suoi dubbi nel pubblicare questo libro. Dubbi fugati soprattutto quando il libro ha provocato negli integralisti le lettere minatorie e i proiettili. “Nello Rega racconta la verità tramite i teologi e filosofi islamici e mette in discussione il rapporto con l’Islam, è stata una scelta coraggiosa.questo libro pone domande anche a noi che crediamo nel dialogo.”

Infine ha preso la parola l’autore. “Ho macinato migliaia di chilometri per presentare questo libro e moti mi hanno chiesto che cosa è questo libro… un saggio? Un romanzo? Un reportage? Se dovessi inserire il libro in uno scaffale lo metterei nella sezione Dovere Civico. È infatti un dovere civico per la libera informazione non farsi imbavagliare. È un dovere civico presentarlo in giro per l’Italia. È un dovere civico con il ricavato del libro dare un sorriso a un oratorio salesiano a nord di Beirut. È dovere civico far capire cosa sia l’Islam perché esso è una presenza concreta. In Italia su 3 milioni e mezzo di immigrati oltre i l50 % è musulmano. Non conosciamo cosa pensano dei diritti delle donne, della morale e di quei valori della nostra civiltà per cui milioni di persone sono morte a partire dalla Rivoluzione Francese. In Italia prevale una sorta di buonismo perché c’è la paura di essere chiamati razzisti, ma è un impegno e un dovere studiare il vicino. È un libro che parla d’amore, io mi batto per i diritti delle donne, se questo è razzismo, io sono razzista.

Come europei siamo diversi dagli americani, noi abbiamo avuto il Rinascimento, abbiamo un bagaglio culturale che ha le sue radici cristiane,dall’Islam siamo diversi e divisi.

Per l’Islam le bambine a 9 anni sono donne e possono sposarsi, per noi è pedofilia. Loro ammettono la poligamia, è il contesto a far portare lo jhiad lo sforzo a tutti.

Noi non possiamo trovare un punto d’incontro. Ci vergogniamo del crocefisso e delle nostre radici cristiane, mentre dovremmo poter rivendicare la nostra cultura.

Loro hanno come collante la fede e un dogma che dal 622 non può essere modificato.

Se continuiamo così ci sarà lo scontro e non il dialogo. Occorre dialogo alla pari.

Vorrei che un islamico potesse rispondere a queste domande:perché una donna non può guidare? Perché l’infibulazione? Perché impiccare i gay? ”

Un animato dibattito ricco di domande ha permesso a Rega di ricordare la profonda diversità dell’Islam con la nostra religione, la religione cattolica è fondata sul libero arbitrio dell’uomo che sceglie se salvarsi o meno, mentre per il Corano l’uomo non può essere libero perché altrimenti pecca e la legge della Sharia è superiore alla legge umana.

Magrina Di Mauro