POSITANO: PIU´ LIBRI PIU´ LIBERI

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Più libri più liberi” è l’efficace logo della Fiera del Libro della piccola e media editoria, la cui edizione di quest’anno si è aperta ieri a Roma con uno straordinario numero di visitatori (14.000 e rotti). Per una felice coincidenza ieri c’è stato anche il battesimo ufficiale di una Nuova Casa Editrice, la prima nella storia di Positano, con la presesentazione dell’antologia “I MOTI DELL’ANIMA”, curata da Maria Rosaria Manzini.

I due eventi meritano qualche riflessione.

C’è da premettere innanzitutto che il libro, nonostante la concorrenza del web e della dilagante moda degli sms, resta sempre valido come strumento di cultura, anche se sociologi, tanto al chilo, ne prevedono, con superficiale leggerezza, la morte a breve. E’ infatti insostituibile per quel piacere quasi tattile di sfogliarlo, per il contagio d’amore nel sentirlo tuo, per la libertà che ti consente di riappropriarti, rigo per rigo, di riflessioni che, spesso, hanno bisogno di verifica nella rilettura, per il gusto di sottolinearne le espressioni più felici, per la confidenza di stropicciarne le pagine e sfregiarne la verginità con le “orecchiette” che, spesso, lo trasformano in vaporosa fisarmonica. Ed ha successo crescente a giudicare dalle ultime statistiche che registrano, in Italia, ben 25.000.000 di  lettori, con punte massime al Nord e nelle fasce giovanili. Il nostro Sud batte, come al solito, la fiacca, denunziando, anche in questo, un pauroso e preoccupante gap con il resto del Paese. Ed è un errore, che ne limita e ritarda la crescita non solo culturale, ma anche e, forse, soprattutto, civile e politica.

E sì, perchè è bene ricordare che libro ha la stessa radice di libertà, dal latino liber. Più libri letti equivale ad un maggiore esercizio della libertà e, conseguentemente, della crescita nella consapevolezza della propria dignità di uomini e di cittadini, che hanno nelle loro mani il futuro dei destini propri, delle proprie comunità e dell’intera società.

Una Casa Editrice, che investe in risorse finanziarie ed umane, assolve ad una insostituibile funzione di fecondare cuore, anima e pensieri di generazioni da mettere a servizio della collettività. Certo ci sono libri più belli e meno belli, più validi e meno validi, ma nessuno è mai inutile, perchè contiene, sempre e comunque, qualche spunto di riflessione utile a far scattare meccanismi di ulteriori approfondimenti. Che, poi, Positanonews abbia scelto il suo debutto nell’editoria con un libro di poesie acquista un valore maggiore e lancia, forse inconsapevolmente, un invito al rispetto della bellezza nella prismaticità delle sue manifestazioni, di cui la poesia è per sua stessa natura portatrice, soprattutto se, come nel caso specifico, il messaggio è lanciato da ragazzi freschi di intatta e coinvolgente verginità ed immediatezza di valori. La Costa di Amalfi e Positano non potevano trovare voci più credibili per comunicare la malia e la seduzione del territorio ed appello più disinteressato a non ferirne e sfregiarne la bellezza.

Ci sono tutte le premesse, quindi, perchè il libro abbia successo. E sarei felice se operatori turistici ed economici in generale, per una volta tanto, non si lasciassero stordire dall’odore dei soldi ed abbagliare dal loro colore, metteressero mano al portafogli e comprassero un numero congruo di copie dell’antologia, come concreta testimonianza per lo sforzo di impegno dell’Associazione Posidonia, come premio alla grande sensibilità dei giovanissimi poeti, come incoraggiamento ai responsabili della neonata Casa Editrice a continuare nell’esaltante avventura, che dota la città di un altro servizio e consente di dare voce e visibilità a quanti, indigeni e turisti, abbiano capacità e voglia di impegnarsi nella ricerca e conseguente scrittura creativa. Se, come temo, i più ricchi, che, notoriamente, sono anche i meno sensibili alle cause nobili ed egoisticamente attenti prevalentemente al ritorno dutriquadruplicato della benchè minima spesa, allora ci pensi la più vasta società civile con una bella prova di generosa partecipazione ad una iniziativa che, apparentemente, temeraria o addirittura velleitaria, contiene semi in grado di fecondare il futuro.

Ne diano prova concreta soprattutto i giovani che affollano il web e di cui non ho avuto modo di leggere commenti in proposito. Sorprende questo loro strano ed ingiustificato silenzio sul tema. Come stupisce anche, per altri versi, la loro scelta (o incapacità?) di trasformare le loro sacrosante proteste in proposte credibili e convinvcenti. Così non scongeleranno mai la democrazia ossificata nelle mani dei pochi maggiorenti e consentiranno la pietrificazione del potere come esercizio loro e dei loro eredi, quasi per diritto ereditario. Ma questo è un altro tema, sul quale conto di tornare a breve.

Giuseppe Liuccio

email:g.liuccio@alice.it