Pompei. Multati cliente e prostituta.

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Il primo cliente di una prostituta, multato per aver infranto l’ordinanza sindacale anti-lucciole, è un trentaquattrenne libero professionista dei paesi vesuviani. L’uomo è stato fermato dai vigili urbani mentre usciva da un camping, nei pressi dell’area archeologica, in compagnia di una prostituta trentenne di Piano di Sorrento, nota alle forze dell’ordine per la sua attività di meritricio. Entrambi sono stati condannati a pagare una multa di cinquecento euro. L’uomo è il primo cliente ad essere multato dopo la modifica ultima dell’ordinanza sindacale che prevede, oltre ad una contravvenzione fino a cinquecento euro, anche, il sequestro dell’automobile utilizzata per l’adescamento. Nel provvedimento contro le prestazioni a luci rosse il sindaco ordina «il divieto di esercitare attività di meretricio con qualunque modalità e comportamento, nei luoghi pubblici, spazi aperti o visibili al pubblico, con particolare riferimento dove è maggiore il rischio di incidenti stradali. Se il cliente è a bordo di un veicolo, la violazione si concretizza anche con la semplice fermata al fine di contattare il soggetto dedito al meretricio, di conseguenza tale veicolo è sottoposto al sequestro». Il blitz anti-lucciole è stato disposto dal comandante dei vigili urbani, Saverio Valio, su indicazione del sindaco Claudio D’Alessio, per dare una risposta rapida all’arcivescovo Carlo Liberati, dopo l’ennesimo proclamo sull’esistenza della prostituzione nella città sacra, sull’attenzione alta che l’amministrazione ha riposto nel contrasto del fenomeno. Tra i provvedimenti restrittivi è previsto, anche, il sequestro dell’auto utilizzata per l’adescamento. In particolare, nell’operazione di ieri, l’auto del cliente non è stata possibile sequestrarla, in quanto il trentaquattrenne era giunto nella città degli scavi in treno, appositamente per intrattenersi con una prostituta. Lo scorso agosto era stato proprio il primo cittadino a guidare una retata nel circuito del sesso a pagamento. In quell’occasione tre prostitute, di nazionalità italiana, brasiliana e rumena, furono identificate ed allontanate dalla città. «L’amministrazione – ha evidenziato il sindaco – adotterà tutti gli strumenti in suo possesso per combattere il fenomeno. L’immagine e il decoro della città vanno salvaguardati. La brillante azione portata a termine dai vigili urbani, oltre che uno strumento di repressione della prostituzione, vuole essere un controllo del rispetto dell’ordinanza a suo tempo realizzata – ha tenuto a precisare D’Alessio -. Si tratta di un fenomeno che non può essere più tollerato. Purtroppo, non sempre si riesce ad intervenire in maniera efficace, in quanto non è in nostro possesso uno strumento legislativo atto a debellare il problema. È noto che praticare la prostituzione non è reato, non ci resta altro che perseguire, laddove è possibile, l’adescamento. Il braccio duro contro il fenomeno proseguirà nei prossimi giorni. L’intento è di creare difficoltà alle lavoratrici per spingerle ad abbandonare il territorio pompeiano». Il primo cittadino, inoltre, ha già dato disposizione agli uffici competenti di monitorare tutti gli alberghi e le attività recettive che danno ospitalità alle prostitute e ai loro clienti per consumare la prestazione sessuale. Oltre ad una salata contravvenzione amministrativa, il sindaco annuncia pene più severe fino al ritiro della licenza ad esercitare l’attività alberghiera. Il sindaco ha, dunque, dichiarato guerra aperta al circuito che ruota intorno al sesso a pagamento: prostitute, clienti e alberghi ad ore. (Susy Malafronte – Il Mattino)
inserito da A. Cinque