Asili in casa, la rivoluzione Carfagna per le mamme lavoratrici

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 Mara Carfagna
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Un piano in cinque punti per favorire l’occupazione femminile attraverso azioni concrete quali la diffusione dei nidi familiari, il sostegno economico a chi lavora da casa via computer, gli sgravi fiscali sul lavoro delle donne del Mezzogiorno. Lo hanno presentato oggi i ministri Mara Carfagna (Pari opportunita’) e Maurizio Sacconi (Lavoro) a palazzo Chigi. Sul piatto ci sono 40 milioni per favorire l’inserimento lavorativo delle donne “gia’ stanziati”, ha spiegato Carfagna, e che presto arriveranno in Conferenza unificata per la distribuzione.
In particolare, 10 milioni serviranno per la diffusione delle ‘Mamme di giorno’, i nidi familiari, dove donne non occupate si prendono cura, in casa, dei figli di altre donne che lavorano. In Germania si chiamano tagesmutter. Altri 4 milioni serviranno per far sì che “in ogni comune” ci siano, ha spiegato Carfagna, “elenchi e albi di baby sitter e badanti appositamente formate e accreditate”. Ci sono poi 12 milioni di euro per voucher e buoni lavoro destinati all’occupazione femminile, 6 milioni per il sostegno diretto alle cooperative senza scopo di lucro che si occupano di favorire la conciliazione dei tempi tra lavoro e famiglia, 4 milioni per il tele-lavoro (“Serviranno per favorire- ha detto Carfagna- l’acquisto di software e computer”), 4 milioni per l’aggiornamento delle donne che hanno preso congedi parentali o che sono rimaste a casa per assistere un anziano o un non autosufficiente.
“Italia 2020. Programma di azioni per l’inclusione delledonne nel mercato del lavoro”, è questo il titolo del piano. Il governo prevede, con una “prospettiva di medio periodo”, il potenziamento dei servizi di assistenza per la prima infanzia. “Ci sarà una diffusione massiccia dei nidi familiari- ha detto Sacconi- Ci sono esperienze in Alto Adige che possono essere replicate anche altrove”. Per favorire il pagamento delle mamme di giorno e garantire loro la copertura previdenziale potranno essere usati anche i voucher ei buoni lavoro.
Il punto due del piano prevede, invece, la revisione delle modalità attuali per concedere i contributi a sostegno di paternità e maternità. La direzione è quella di una maggiore flessibilità, soprattutto nel rapporto datore-lavoratore, in particolare nelle realtà aziendali più piccole.
Terzo punto, bisognerà evitare che le donne siano escluse dalle potenzialita’ della green economy, l’economia verde, ha detto Sacconi: secondo i dati del governo il settore potrebbe offrire nei prossimi anni 250 mila posti.
Infine, per il ministro del Welfare, vanno rivisti, in sede europea, i vincoli sui contratti di inserimento che potrebbero sfavorire le donne del Mezzogiorno. Le regole Ue prevedono che possano essere usati “a livello settoriale- ha spiegato Sacconi-per i lavoratori occupati in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparita’ uomo-donna”. Non sono previste, insomma, forme di incentivazione di tipo geografico che, invece, potrebbero favorire ledonne del Sud. “Forse l’Italia fu un po’ distratta- ha sottolineato il ministro-nella negoziazione di queste regole, ora cercheremo di difendere questa possibilita’ di decontribuzione sul lavoro delle donne del Mezzogiorno prevista da questi contratti”.
L’Italia, ha chiuso Carfagna, “deve colmare il gap occupazionale e salariale tra uomo e donna. In particolare è importante sostenere e aiutare le donne che hanno bisogno di lavorare e di dedicarsi, al contempo, alla famiglia”.

 
foto e testo tratto da affaritaliani.it   inserito da michele de lucia