Russia, per la strage sul trenoaperta inchiesta: terrorismo

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Il Nievski Express deraglia nella notte. Le autorità: un attentato. Bilancio provvisorio: 39 morti e 18 dispersi

MILANO – E’ di 39 morti e 18 dispersi l’ultimo drammatico bilancio del deragliamento del treno Mosca-San Pietroburgo, avvenuto venerdì sera in Russia. Lo ha riferito sabato mattina ai giornalisti il ministro per le emergenze russo Sergei Sojgu. La sua collega titolare della Sanità, Tatyana Golikova ha aggiunto che al momento 95 feriti sono ricoverati negli ospedali delle regioni di Tver e Novgorod. Sulla strage incombe l’ombra del terrorismo: una delle cause prese in considerazione è quella di un’esplosione visto che, come ha dichiarato una fonte degli organi di polizia citata dall’agenzia Interfax, «vicino alla ferrovia è stata trovata una buca del diametro di un metro, e testimoni dicono di aver udito un’esplosione. Tutto ciò potrebbe indicare un atto terroristico». La tv di Stato Vesti-24 ha mostrato d’altronde le immagini dei rottami di un auto, nelle vicinanze dei binari.
IL DERAGLIAMENTO – Il Nievski Express – un convoglio a 14 vagoni che trasportava 633 passeggeri – è uscito dalla carreggiata tra Alyoshinka e Uglovka, 350 km a nord di Mosca alle 21.34 ora locale (le 19.34 in Italia). Gli ultimi tre vagoni sono deragliati. Sul luogo dell’incidente, avvenuto a circa 25 km dalla località di Bologoie, a ridosso delle regioni di Tver e Novgorod (nord di Mosca), sono state impegnate tutta la notte le squadre di soccorso, che si appoggiano agli elicotteri della protezione civile e un ospedale mobile.
L’INCHIESTA – La magistratura russa ha aperto un’inchiesta per far luce sulle cause del disastro, sulla base delle ipotesi di terrorismo e uso illegale di armi, come ordinato dal presidente russo Dmitri Medvedev. Il ministro per le emergenze Sojgu ieri sera ha convocato a Mosca una riunione d’urgenza con i colleghi titolari degli Interni e della Sanità, prima di raggiungere in mattinata il luogo della tragedia.



IL PRECEDENTE – Il 13 agosto del 2007 un’esplosione aveva fatto deragliare il Nievski Express, la linea veloce che collega Mosca a San Pietroburgo in quattro ore e mezzo, raggiungendo velocità di 200 km orari. Lo scoppio, avvenuto alle 21.43 di Mosca (le 19.43 in Italia) nella regione di Novgorod, aprì nel terreno un cratere di un metro e mezzo di diametro. Il bilancio fu di una trentina di feriti. Anche in quel caso si parlò subito di possibile attentato terroristico Nel 2005 Fu poi confermato che una bomba artigianale, a basso potenziale, era stata piazzata sui binari. Vicino al luogo dell’attentato fu anche ritrovato il congegno usato per attivare l’ordigno: era simile a quello rinvenuto nel giugno 2005 quando fu fatto esplodere un treno ceceno in viaggio da Grozny a Mosca. Un attentato per il quale sono stati condannati a 18 anni due nazionalisti russi.

 CORRIERE.IT          Inserito da michele de lucia

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