POSITANO NEWS IN SIBERIA, IL NOSTRO INVIATO GIOVANNI RUSSO A KVER FRA NEVE E CENTRALI NUCLEARI

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Positanonews, dalla costiera amalfitana e penisola sorrentina va nel mondo, dalla nostra redazione seguiamo Giovanni Russo, videoreporter di Tramonti sulla costa d’Amalfi, che si trova in Siberia e ora a Kver in Russia. Giovanni Russo realizzò per noi un video della Festa del Pesce di Positano e ha vari suoi prodotti nella videogallery di Positanonews con una sezione.

“Vi sto scrivendo dalla Siberia e seguo quello che succede in costiera amalfitana e in Italia da Positanonews così anche qui lo leggono – ci dice Giovanni Russo – qui fa un freddo cane, veramente se ti fermi si congelano i piedi, non li senti piu e diventano cianotici. Una bella esperienza, sto rivivendo il tempo del comunismo, qui vivono solo per mangiare, guadagnano 100 euro al mese, ho affittato un appartamento con 100 euro al mese e mangio patate lesse. Cerco di vivere come loro, cioé mi devono bastare 100 euro per tutto il periodo di permanenza per mangiare, così capirò come veramente vivono. La cosa importante è che le case sono caldissime. La gente soffre in genere di mal di testa, di depressione e reumatismi. Il sole non si vede mai per tutto l`anno, tranne i mesi di agosto e luglio, e piove sempre. A Kver vi sono centrali nucleari, la gente muore di cancro e nessuno dice niente per paura, ci sono quattro reattori che portano energia elettrica fino alla Siberia, per raffreddare un solo reattore utilizzano acqua di un intero fiume che aumentando la sua temperatura forma una nebbiolina che raffreddandosi si deposita sulla coltivazione che la gente mangia, è incredibile ma è tutto vero”.

L’atmosfera, per chi abbia letto i fratelli Boris e Arkadi Strugatzki (lo straordinario Picnic sul ciglio della strada, 1972) oppure abbia visto il film che molto liberamente ne trasse Andrej Tarkovskij nel 1979 (Stalker), replica alla perfezione quel mood, sospeso tra nostalgia e inquietudine, tra angoscia e abbandono. Kipple all’ennesima potenza, insomma, caricato dall’ombra retroattiva di Chernobyl. Invece si tratta di una città russa a 160 km da Mosca, rasa al suolo dalla Wehrmacht durante la Seconda Guerra Mondiale e risorta in epoca sovietica come polo industriale: Tver, già Kalinin.

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