È morto Treccani, poeta dell´immagine

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Da direttore della rivista «Corrente» a esponente della Resistenza, ha ritratto la realtà contadina e industriale

MILANO – È morto il pittore Ernesto Treccani. Figlio del fondatore dell’omonima enciclopedia, era nato a Milano nel 1920, aveva 89 anni. I funerali si svolgeranno sabato alle 14.45 nella chiesa di San Bartolomeo in via Moscova a Milano. «Negli ultimi giorni era un po’ debole, ma fino alla settimana scorsa ha continuato a dipingere – ha raccontato la figlia Maddalena -. È morto in casa, serenamente, tra le sue cose ed è quello che aveva sempre desiderato».
LA TERRA E L’INDUSTRIA – Entrato giovanissimo nei gruppi di avanguardia artistica, è stato direttore della rivista Corrente e ha esposto per la prima volta nel 1940 con gli amici Birolli, Guttuso, Migneco e Sassu. Dopo la guerra e la Resistenza, cui ha partecipato attivamente, è stato animatore del gruppo Pittura e ha collaborato con riviste come Il 45 e Realismo. La prima personale è del 1949, nella Galleria del Milione a Milano. Poi Treccani comincia a frequentare assiduamente Parigi, che diventerà un punto di riferimento fondamentale per il suo lavoro. Negli anni ’50 ha partecipato a tre edizioni della Biennale di Venezia, esponendo anche a Londra e New York: la realtà contadina calabrese, conosciuta direttamente nei lunghi soggiorni a Melissa, e il paesaggio urbano industriale di Milano e di Parigi hanno costituito in quel periodo i temi fondamentali della sua pittura. Nel 1956 ha fatto parte di una delegazione culturale in Cina, viaggio che lo ha fortemente impressionato e dal quale ha riportato oltre un centinaio di disegni e acquarelli.
DA CUBA A MOSCA – Tra i lavori degli anni Sessanta sono da ricordare le cinque grandi tele ispirate a «La luna e i falò» di Pavese (1962/63), il ciclo delle opere «Da Melissa a Valenza» (1964/65), i dipinti sul tema del giardino e delle siepi e la serie di acquarelli dedicata a un viaggio a Cuba. Nel 1976 le sue opere sono arrivate in Russia, grazia a una grande mostra a Volgograd, Mosca e Leningrado organizzata dal ministero della Cultura sovietico. Negli ultimi decenni la sua ricerca pittorica ha seguito molteplici direzioni: dalla campagna emiliana alle regioni dell’Italia meridionale, dove ha lavorato a Potenza, Matera e Policoro, fino ai paesi contadini dell’Ucraina, attraversati sulle orme del romanzo di Babel in un viaggio fantastico, ispiratore della grande tela «Rosso cavaliere» del 1977.
GLI ULTIMI ANNI – Nel 1978 Treccani ha dato vita alla Fondazione Corrente, con l’obiettivo di recuperare documenti, testimonianze e opere del periodo storico compreso tra la nascita del movimento Corrente e gli anni del Realismo. Dagli anni ’80, Nizza diventa uno dei luoghi prediletti da Treccani, insieme a Parigi, Macugnaga e Forte dei Marmi. È della metà degli anni Ottanta una delle sue opere più importanti, «La casa delle rondini»: duemila formelle ceramiche che rivestono interamente la facciata della sede della Fondazione Corrente e della Collezione Studio Treccani in via Carlo Porta a Milano. Tra i lavori più significativi degli anni a cavallo del secolo anche i grandi cicli ispirati al «Don Chisciotte» di Cervantes e al «Decamerone» di Boccaccio. Nello Studio Treccani è conservata la collezione di dipinti, grafica e scultura che documenta tutto il percorso figurativo dell’artista.
 corriere.it     inserito da   michele de lucia