POSITANO: PAESE DI ANTENNE E RIPETITORI? ED E´ GIA´ CAMPAGNA ELETTORALE

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Domani mattina alle 10 c’è un importante consiglio comunale sul piano antenne a Positano in costiera amalfitana. Il dibattito politico è forte e si è incrementato dalla designazione di Corrado Catenacci come candidato sindaco del Pdl nella cittadina della costa d’Amalfi. Pubblichiamo al proposito l’intervento del professor Giuseppe Liuccio.
 
 
Positanonews ha il grande merito di proiettare, in tempo reale, a chilometri di distanza, le problematiche del territorio e farne vivere umori, stati d’animo, sensazioni a quanti, costretti dalla diaspora del lavoro, ne sono lontani, feriti, però, profondamente nel cuore da lancinante nostalgia. A me capita; e quando voglio tuffarmi in un bagno di emozioni e raccordarmi con la “mia” terra lontana, accendo il computer e mi ritrovo catapultato da Roma nella piazza mediatica della Costiera, si tratti di Maiori, Minori, Ravello, Amalfi o Positano. E mi rimbalzano, d’incanto, visi noti ed ascolto voci amiche, quasi fossimo ai tavoli di un bar o sulla spianata di un terrazzo a respiro di mare. Tempo qualche mese e, probabilmente, una televisione web esalterà ancora di più questro miracolo di comunicazione a distanza nella corposità delle immagini. Sono sicuro che quel geniaccio di Michele Cinque ci sta pensando e, prima o poi, ci farà un nuovo regalo sull’onda della moderna diavoleria della telematica. In attesa mi contento del giornale online che mi consente frequenti incursioni nei “miei paesi dell’anima” con vagabondaggi della memoria innervati, però, nel reale. Da qualche settimana mi fermo spesso a Positano, che si trova a vivere fermenti tipici del periodo elettorale. Ne registro gli umori e, per quel poco che posso, dò il mio contributo al dibattito con proposte, che mi illudo abbiano una qualche utilità. Continuerò a farlo, agitando problemi del presente a proiezione di futuro, soprattutto nei settori che mi sono più congeniali e che frequento da sempre: turismo e cultura.
Per intanto registro una gran voglia di partecipazione e di democrazia che viene dal basso. Si tratta, per lo più, di esponenti delle nuove generazioni, che non agitano soltanto proteste infeconde, ma danno vita a proposte concrete nella consapovelezza di potere e dover dare un contributo allo sviluppo della loro città. Ne segnalo due che mi hanno particolarmente e positivamente colpito per lo spessore dei contenuti e la matura serietà delle motivazioni.
L’Associazione Poseidonia, di cui è cuore, anima ed intelligenza Maria Rosaria Manzini, opera con generosità nel sociale, privilegiando la cultura. Ha conseguito un bel risultato, se a distanza di pochi mesi dall’inizio della sua attività ha realizzato un “concorso di poesia“, coinvolgendo i ragazzi delle scuole del territorio (Positano e Praiano innanzitutto). Ora il frutto di quella “scrittura creativa” è testimoniato da una bella ed originale antologia, “I moti dell’anima“, che sarà presentata in una manifestazione pubblica domenica 6 dicembre, di pomeriggio, nei locali del Museo del Viaggio. Mi sembra di capire che si tratta del primo anello di una lunga catena, perchè l’evento festeggia anche il battesimo di una nuova Casa Editrice, la prima nella storia di Positano, che intende recitare un suo ruolo importante e significativo per un rilancio in chiave culturale del territorio. Io ci sarò, non tanto e non solo perchè sono stato coinvolto nella iniziativa, ma, soprattutto, per testimoniare, per quel poco che posso e valgo come modesto intellettuale del territorio, che questa è la strada giusta per recitare un ruolo da protagonisti ed incidere sulla realtà e trasformarla. Anche il turismo ha bisogno di questi segnali, che lo rigenerano nell’immagine e nell’offerta di qualità.
La seconda è Positano Giovane e Libera e sta conducendo una generosa battaglia di civiltà, con grande senso di responsabilità, contro la installazione di 6 nuove antenne/ripetitori per la telefonia, per difendere la tipicità di Positano, conosciuta ed parrezzata come Città slow food e del buon vivere ed evitare che diventi Città fast elettrosmog, esposta quotidianamente al bombardamento di onde elettromagnetiche. La prevista installazione, oltre che dannosa, sarebbe anche inutile, perchè come sostiene acutamente Federico Tutino in un responsabile e motivato intervento su questo giornale “Il futuro è la rete. L’accesso libero sarà assicurato a tutti i residenti di tutti i comuni. E da internet si telefona gratis”. E mi permetto aggiungere di mio che sarebbe ferita alla bellezza, tanto inutile quanto gratuita e dannosa, di cui, francamente non si avverte la necessità. La loro è una battaglia legittima, sacrosanta e condivisibile. Io non li conosco, ma hanno tutta la mia convinta ed incondizionata solidarietà. E mi farebbe piacere  avere con loro uno scambio di opinioni, nella mia prossima trasferta di lavoro/svago in Costiera.
Ma di giovani che si impegnano in iniziative sociali, ludiche o di volontariato, ce ne sono altri, che danno vita ad una rete di associazionismo diffusa sul territorio. E’ la nuova classe dirigente, pulita, entusiasta, con una gran voglia di protagonismo attivo per creare un futuro migliore.
A fronte di questa vivacità culturale, di impegno civile e di partecipazione democratica, che si gonfia come un fiume in piena e reclama giustamente sbocchi e spazi operativi, si registra il silenzio assordante dei maggiorenti della città,  asserragliati nei loro fortilizi di potere economico e non solo. Non li sfiora neppure il sospetto che l’onda di piena popolare potrebbe travolgerli o, quanto meno, ridurne di molto l’influenza sul futuro della città, di cui non hanno l’esclusiva delle chiavi dei destini, nè economici e tanto meno politici.
E la politica locale e provinciale? Misura il tutto con vecchi e desueti criteri di giudizio. L’esempio più eclatante è quello della candidatura del Prefetto Corrado Catenacci a sindaco. Io non conosco il personaggio e di sicuro sarà una persona perbene e capace. Mi capitò di occuparmi di lui per il mio lavoro di giornalista una quindicina di anni fa o giù di lì. Era, se non ricordo male, commissario ai rifiuti a Napoli e gli balenò la sciagurata idea di creare una discarica a Paestum, in località Cannito, a qualche chilometro dal Museo e dai templi dorici, che costituiscono il vanto dell’archeologia italiana nel mondo. Ci fu una sollevazione popolare, della quale fui parte attiva e sull’onda dell’indignazione di amministratori locali, uomini di cultura, operatori turistici e non, e della più vasta società civile la incauta proposta, a cui non era estranea la chiacchierata Società Impregilo, fu ritirata. Il Prefetto Catenacci ha acquisto nel corso della sua lunga e prestigiosa carriera di apprezzato funzionario dello Stato grandi meriti e, probabilmente, sarebbe anche un buon sindaco della città, anche se Positano ha più bisogno di una personalità della cultura e dell’arte, creativa, estrosa e con un pizzico di sana trasgressività in linea con la tradizione del luogo, che di queste caratteristiche è diventato simbolo e mito. Non escludo che il dottor Catenacci queste qualità le abbia, ma, allora, la sua candidatura va invocata per questo, non per il suo prestigioso passato di Prefetto. Positano, nell’immaginario collettivo nazionale ed internazionale, tutto è  fuorchè una caserma in cui mettere ordine con piglio autoritario. Se ne snaturerebbe l’anima. E mi permetto, poi, di fare una riflessione a voce alta: il metodo con cui è stata posta la candidatura non si può accettare e va decisamente respinto. I dirigenti provinciali del PDL si sono rivelati ingenui apprendisti ed alla fine  non hanno reso un buon servizio al Prefetto, compromettendone seriamente il successo. Le candidature non vanno imposte dall’alto ma, al limite, suggerite, consigliate, proposte e pilotate per una accettazione entusiasticamente condivisa dagli elettori, pena il loro fallimento. E’ quello che si sta verificando a Positano a dare credito alle sdegnate proteste che leggo anche nei commenti di questo giornale, non so quanto autorevole ed influenti, perchè anonime, ma, comunque, spia di un disagio diffuso.
E’ anche il caso di suggerire un approccio diverso e più rispettoso dei Positanesi e che sposi e persegua il metodo di puntare prima sui programmi e poi sulle persone, che decida prima per cosa votare e, dopo, molto dopo, per chi votare. Io mi auguro, e saluterei con  favore, la formazione di una lista che rompa con il passato e la vecchia politica ed imbocchi la strada del rinnovamento, puntando su una nuova classe dirigente fatta di giovani e di donne con il supporto dell’esperienza di vecchi  saggi e di professionalità del mondo della cultura, delle arti e della imprenditoria e che con un programma innovativo gonfi di entusiasmo il popolo. Sì, il popolo, in quanto è il caso di ricordare, giova sempre farlo, che la democrazia è governo di popolo, anche quello della Chiesa Nuova, di Montepertuso e Nocelle, popolo che è relegato al ruolo di parente povero al gran banchetto del turismo e che reclama un minimo di giustizia distributiva su tutto il territorio comunale senza penalizzazioni, ma soprattutto senza eccessivi privilegi per i soliti noti. E, allora, forza e largo alla fantasia al potere con una consistente iniezione di giovani, portatori di idee innovative, di pulizia morale e di fresco e coinvolgente entusiasmo.
Chedo scusa per questa intromissione sulla formazione di liste e candidature, ma prometto che già dalla prossima volta tornerò a parlare di problemi e linee di sviluppo con passione sì, ma anche con il distacco e l’equilibrio dell’osservatore esterno.
Giuseppe Liuccio
emai:g.liuccio@alice.it
 

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