Quotidiani, disonformazione, Tv e soldi.

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Forse non tutti sanno che i principali quotidiani nazionali, come ad esempio Repubblica, il Corriere della Sera, il Sole 24 Ore, Libero ecc. ecc. ricevono un finanziamento annuale da parte del Governo (di destra o sinistra che esso sia). Invito tutti a fare una riflessione: ma se questi giornali prendono dei soldi dal Governo potranno mai parlare male del Governo?
Funziona così: i contributi vengono dati non in base alle copie vendute quotidianamente, ma in base alle copie stampate. L’informazione è partitica, dipende dai partiti, è a favore dei partiti, è schiarata, copre i veleni, è referente di quella parte del popolo che altro non ha se Tv, Radio e Giornali. L’informazione vera (purtroppo) è solo in rete. Il canone alla Rai è il finanziamento indiretto ai partiti. Non pagatelo! Toglierete ossigeno ai vari Vespa e Minzolini: in una famosa intercettazione tra il padrone di Porta a Porta e il portavoce di Gianfranco Fini si udiva dalle sue labbra: “la trasmissione a Fini come a tutti gli altri io la confeziono su misura!”
Si è calcolato che ogni giorno viene devastata, per stampare i giornali in tutto il mondo, una regione di superficie pari alla Valle d’Aosta. I principali quotidiani nel mondo (come il New York Times) si sono mossi per entrare interamente nel web, eliminare completamente il cartaceo: in Italia si studiano leggi per mettere il bavaglio ai blogger. Esistono apparecchiature in grado di aggiornarsi in tempo reale, spesse quanto un libricino di 30 pagine, per leggere le notizie in tempo reale, non del giorno prima, ma di 1 secondo prima.
Un primo passo verso l’informazione libera, quindi verso la democrazia vera è togliere questo finanziamento pubblico all’editoria: ogni giornalista deve dare conto a se stesso così come ogni editore: non bisogna farsi corrompere dalle lobby di potere.

Federico Tutino.