Sant´Agnello: nuovo disastro ambientale, cascata di acque reflue in mare. OGGI SU STUDIO APERTO DI ITALIA UNO

0

Alle 18,30 la vicenda di Sant’Agnello su Studio Aperto di Italia Uno. Il Comune della Penisola sorrentina, fra Sorrento e Vico Equense, sotto i riflettori per lo scandalo dell’inquinamento del Golfo del Pecone grazie alla denuncia e al video esclusivo del WWF Penisola Sorrentina presieduto da Claudio D’Esposito

Sant’Agnello: Sversati in mare 50mila litri di acque reflue.
di Vincenzo Maresca.
Sant’Agnello. Seconda domenica di inquinamento nelle acque del golfo con un disastro ambientale senza precedenti che ha visto sversare nello specchio d’acqua del “Golfo del Pecone”, sito ambientale sottoposto a rigidi vincoli ambientali e paesaggistici, qualcosa come 50mila litri di acque reflue provenienti dagli scarichi delle fogne comunali. Sulla catastrofe che avrà forti ripercussioni sull’intero habitat marino della costiera sorrentina indaga la Procura della Repubblica di Torre Annunziata unitamente allo speciale nucleo della guardia costiera coordinato dal procuratore capo e dal comandante Demetrio Antonio Raffa della capitaneria di porto di Castellammare di Stabia. Nessun mandato investigativo invece per i distaccamenti delle forze dell’ordine della penisola sorrentina, nonostante sul posto siano intervenuti i carabinieri diretti dal maresciallo Nicola Mariniello e coordinati dal capitano Massimo De Bari della compagnia dell’Arma di Sorrento. L’allarme è scattato intorno alle 8 di ieri quando un gruppo di ragazzi del “Rione Viale Cappuccini” ha scorto a mare, per una estensione già di diverse centinaia di metri quadrati, una chiazza di colore violaceo che fuoriusciva dalla spiaggia del “Golfo del Pecone” ed ingrandendosi a vista d’occhio nello specchio d’acqua di Sant’Agnello, in direzione di Sorrento e Piano di Sorrento. Il primo a giungere sul posto è stato il presidente del wwf sezione penisola sorrentina Claudio d’Esposito che ha iniziato un lungo giro di telefonate contattando carabinieri e guardia costiera. Poi un capannello di persone, tra questi anche turisti, che affacciati dal belvedere hanno iniziato a fotografare e filmare lo strano fenomeno. Un incredibile puzzo nauseabondo ha pervaso l’aria mentre la grossa chiazza cominciava a dimenarsi seguendo il gioco delle correnti. Intorno a mezzogiorno è stato il comandante dei vigili urbani di Sant’Agnello ad individuare nell’enorme scarico ricavato nella montagna di tufo che sovrasta la spiaggia del Pecone l’origine del fenomeno che ancora nel tardo pomeriggio continuava a sversare in mare decine di migliaia di litri di acque reflue e residui di rifiuti speciali derivanti dal processo di lavorazione delle olive, gettate nella rete fognaria comunale in maniera diretta e di conseguenza in mare aperto senza passare per alcun processo di lavorazione. Analogo fenomeno si era registrato domenica scorsa quando la guardia costiera aveva denunciato il titolare di un noto oleificio della penisola sorrentina per avere sversato nelle condotte comunali almeno 10mila litri di residui provenienti dalla lavorazione delle olive. Ma stavolta il fenomeno era ampiamente visibile in maniera più eclatante con una autentica cascata di sostanze miste, reflue, organiche residui di lavorazioni di oleifici che per oltre 10 ore ha sversato nel “Golfo del Pecone” e di conseguenza in mare aperto perlomeno 50mila litri di sostanze inquinanti. Previste solo per oggi le ispezioni da parte della Gori spa, società che gestisce gli impianti di depurazione della penisola sorrentina, dopo che per un intera settimana, in seguito al disastro di domenica scorsa, pattuglie a rotazione avevano continuato ad effettuare sopralluoghi nelle zone a monte di Piano di Sorrento, Sant’Agnello e sulla centralissima arteria del corso Italia, provvedendo in alcuni casi ad intervenire materialmente per la disotturazione di interi tratti di fognatura. Raccolti nella giornata di ieri interi dossier di fotografie e numerose sequenze filmate da parte di privati che saranno messi a disposizione della magistratura.

Il video proiettato da Italia 1 è stato realizzato da Claudio D’Esposito presidente del WWF Penisola Sorrentina ma ne sono stai realizzati ben tre visionabili sul canale you tube di Claudio D’Esposito 
IL COMUNICATO DEL WWF PENISOLA SORRENTINA

S.AGNELLO – GOLFO DEL PECURIELLO…SI REPLICA!!!

A DISTANZA DI UNA SETTIMANA SI RIPETE LO STESSO VERGOGNOSO EPISODIO
 
 LIQUAMI INVADONO IL MARE CHE CAMBIA COLORE!!!

Il WWF INVIA ESPOSTO ALLA PROCURA E CHIEDE L’IMMEDIATA BONIFICA DEL SITOVIDEO DENUNCIA SU YOU-TUBE

 
Nella giornata di ieri (dalle 8.30 circa) l’intera baia del Golfo denominato del Pecuriello a S.Agnello, ha cambiato colore…invasa da liquami provenienti dal rivolo sottostante la via dei Pini. Analogo episodio si era già verificato il giorno 15.11.09 e, prontamente denunciato dal WWF, avrebbe portato all’individuazione dei responsabili nei titolari di un Oleificio che avrebbe sversato tonnellate di residui di lavorazione per ottenere un risparmio economico sullo smaltimento.
 
“Siamo stati allertati dai cittadini in mattinata e ci siamo recati sul posto a mezzogiorno convinti di trovarci già l’esercito ma, a parte i turisti affacciati ad osservare il deplorevole spettacolo, di forze dell’ordine nemmeno l’ombra – dichiara Claudio d’Esposito presidente del WWF Penisola Sorrentina  – solo un’autovettura della GORI di passaggio alle 12.30 che, fermata la macchina, si affacciava ad osservare e fotografare la situazione per poi ripartire. Dal belvedere dei Cappuccini, di fronte all’Hotel Villa Garden, abbiamo osservato una vasta chiazza di colore marrone scuro dal tipico odore fognario che si allargava in mare in direzione Sorrento. Immediatamente abbiamo dato l’allarme e sono sopraggiunti i Carabinieri e il Comandante di Stazione di Sorrento e, successivamente il Comandante della Capitaneria di Porto di Sorrento e un vigile di S.Agnello…poi ci siamo inoltrati armati di macchina fotografica e telecamera lungo la ripida scalinata…giù nella forra fino alla spiaggetta.
 
Lo spettacolo offerto al nostro arrivo è stato assolutamente triste e deplorevole: miasmi pestilenziali e irrespirabili di fogna invadevano l’aria dell’intera baia…la spiaggia, invasa da rifiuti di vario ogni genere (plastica, ferraglie, tubature, copertoni e cadaveri di animali) era attraversata da una corposa cascata di liquami marroni e maleodoranti che, provenienti da sotto la via dei Pini, finivano per riversarsi in un mare che appariva color cioccolato!!!
Tutt’intorno le ripidi rupi tufacee: da un lato quella del “Pizzo”, spettacolare e maestosa, ancora intonsa, ricca di vegetazione mediterranea e di suggestioni mitologiche e proprio per questo sottoposto a vincolo monumentale e archeologicodall’alto quella su cui sorge il convento, deturpata e ingabbiata da squallide e tristi geometrie di reti metalliche allocate per arginare i paventati rischi da dissesto idrogeologico!!!Un luogo spettacolare dove Madre Natura ha dato il meglio di se forgiando nei millenni le rupi e la vegetazione in un incontro tra gli elementi: è qui che le acque dolci si incontrano con il mare, attraversando la spiaggia protetta dalle falesie, sotto un cielo azzurro  e il volo di gabbiani…è qui che stormi di uccelli migratori provenienti dal nord-Europa si fermano a riposare prima di riprendere il lungo viaggio per l’Africa…è qui che i balestrucci e i rondoni annunciano la primavera e i falchetti si lanciano in picchiata sulle prede…un Sito riconosciuto di Interesse Comunitario e una Zona a Protezione Speciale per i suoi fondali mariniun angolo di una bellezza incomparabile ma che, stamane, ci è apparso terra di nessuno, quasi un golfo senza anima…violentato impunemente dall’uomo  e nascosto alla vista del mondo!!!
 
La fuoriuscita di liquami protrattasi per l’intera giornata ha provocato una grave e palese alterazione morfologica delle acque e dell’ecosistema marino oltre ad un grave conseguente danneggiamento paesaggistico – ambientale.
 
“Ancora una volta siamo stati testimoni di come speculatori criminali senza scrupoli approfittino, con una rozzezza culturale credibile perché assurda, della possibilità di disfarsi di tonnellate di sostanze inquinanti nella convinzione di restare impuniti.
E’ un comportamento barbarico che va immediatamente interrotto mentre si impone un’accurata opera di risanamento per recuperare i siti contaminati e la qualità dell’Ambiente, a garanzia della salute dei cittadini e del futuro stesso della nostra economia…checchè ne pensino numerosi amministratori locali i quali, il più delle volte, con una politica “negazionista” hanno convenienza a liquidare chi denuncia tali scempi come “terroristi dell’Ambiente” che “gettano fango” sull’immagine da cartolina della Penisola danneggiandone l’indotto turistico…non accorgendosi, però, che continuando a non affrontare il problema tra breve, oltre al mare, si rischia di trovare l’intera economia immersa nel “fango”!!!”
 
Il WWF Penisola Sorrentina ha documentato i fatti accaduti e inviato lettera all’attenzione della Procura di Torre Annunziata, dell’Assessore all’Ambiente della Regione Campania, al Comando Compagnia Carabinieri di Sorrento, alla Capitaneria di Porto di Sorrento e alla Polizia Municipale di S.Agnello.  

 
Allegata alla presente copia esposto WWF

 
Meta 23.11.09                                                                                    Claudio d’Esposito
 
 
 
 
il dossier con le FOTO dei liquami   http://www.scribd.com/doc/22981502
– il comunicato stampa del WWF   http://www.scribd.com/doc/22970745
– l’esposto alla Procura della Repubblica del WWF   http://www.scribd.com/doc/22981024