Camorra, preso il killer ripreso nel video choc

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E’ stato arrestato il presunto autore dell’omicidio di camorra compiuto alla fine dello scorso ottobre nel rione Sanità di Napoli e filmato in un video-shock. L’uomo è stato riconosciuto e bloccato dalle forze dell’ordine. Era stata la Procura ad autorizzare la diffusione del video nella speranza che qualcuno potesse segnalare l’identità dell’omicida.

  • Avviso ai lettori: attenzione alcune di queste immagini possono urtare la sensibilità
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    Il presunto omicida è stato fermato dalle forze dell’ordine a Castelvolturno, nel casertano. Costanzo Apice, 27 anni, ritenuto il sicario che ha ucciso Mariano Bacioterracino l’11 maggio scorso, era già noto alle forze dell’ordine come rapinatore con la tecnica del ‘buco’, in passato presunto partecipante all’uccisione del boss di Afragola Gennaro Moccia e amico del boss Giuseppe Misso. Apice ha precedenti per spaccio di droga e risiede nel rione don Guanella; alla sua identificazioen non si esclude abbia contribuito qualche informatore della polizia nel quartiere di Secondigliano.
    Bacioterracino, 53 anni, fu ucciso in un bar del rione Sanità da un sicario a piedi che sparò alcuni colpi di pistola compreso quello di grazia alla nuca in pieno giorno tra avventori dell’esercizio e passanti. La decisione della Procura di diffondere il video aveva portato il 28 ottobre scorso a desecretare le immagini. Già due giorni dopo circolarono le indiscrezioni sull’identificazione del killer da parte della magistratura grazie a una ‘soffiata’.
     
    Sembra un film, ma è la realtà. E’ la ripresa di un omicidio di camorra. Il video dura pochi secondi. E’ giorno. Si vede l’esterno di un bar: tendone a strisce abbassato, giochino giallo a gettoni per bambini e un grosso banco per gelati. La telecamera registra la morte di Mariano Bacioterracino nel quartiere napoletano della Sanità lo scorso 11 maggio. È l’omicidio numero 32, a Napoli, nel 2009. La Procura della Repubblica di Napoli, per dare una svolta alle indagini, ha deciso di diffondere le immagini, riprese da una telecamera di un circuito di videosorveglianza. E oggi emergono nuovi particolari agghiaccianti sull’agguato. La figlia dell’uomo ucciso, una ragazzina, ha saputo della morte del padre proprio attraverso un video che le è stato inviato sul telefonino
    IL VIDEO – C’è un uomo con alcune buste della spesa che traffica con dei soldi e aspetta. Forse è il ‘palo’. Intanto un uomo, camicia bianca, maglietta nera e jeans sta fumando una sigaretta, sembra spensieratamente, e’ appoggiato al distributore di giochini per bimbi. Si volta. La sua attenzione viene richiamata da un uomo che ha le mani in tasca e che sta uscendo dall’esercizio commerciale. Il killer ha un cappello con visiera, jeans, giubbotto scuro e scarpe da ginnastica, gli si avvicina alle spalle e lo spinge leggermente. La vittima si inginocchia e poi, in una frazione di secondo, si stende al suolo. E’ un attimo: il sicario gli avvicina la pistola alla nuca e spara. Un colpo secco mentre il ‘palo’ si allontana. Il killer si incammina velocemente ancora con la pistola in pugno.


    LA SEQUENZA (Avviso ai lettori: attenzione alcune di queste immagini possono urtare la sensibilità)

    La Procura partenopea ha deciso di diffondere il video sollecitando la “collaborazione di chiunque sia in grado di fornire informazioni utili all’identificazione del killer e del suo correo”. Il provvedimento è stato adottato “in quanto a tutt’oggi – si legge in una nota – non è stato possibile identificare ne’ l’esecutore materiale del delitto né la persona che si ritiene abbia svolto nell’occasione il ruolo di ‘specchiettista’, entrambi ben visibili nel video”. La Procura ha firmato un decreto che rende pubblico il filmato sperando che la sua diffusione aiuti, con la collaborazione di chi può dare indizi utili, le indagini.
    LE IMMAGINI DELL’AGGUATO INVIATE AL TELEFONONO DELLA FIGLIA DELLA VITTIMA
    E intanto emergono altri particolari agghiaccianti sull’agguato. “Quando è successa la sparatoria mia nipote non era in casa, ha saputo che il papà era stato ammazzato da un video che le è arrivato sul telefonino. La bambina ovviamente è rimasta sconvolta, non credo che si riprenderà mai dallo choc”. Lo afferma su ‘Il Mattinò Pasqualina la sorella di Mariano Bacioterracino, l’uomo ucciso nel filmato.  “Ci auguriamo solo – aggiunge la sorella – che questa tortura serva a qualcosa, aiuti ad identificare il killer di mio fratello, noi non possiamo fare niente per assicurargli giustizia, noi siamo gente semplice, queste cose sono superiori alle nostre forze. Hanno fatto passare mio fratello per un grande boss, un affiliato. Ma non era così. Mio fratello era solo un rapinatore. Le mogli degli affiliati hanno uno stipendio quando il marito va in carcere, ma mia cognata non ha mai avuto una lira, ha mandato avanti la famiglia lavorando”. “Lo ripeto – conclude – mio fratello aveva sbagliato, ma aveva già pagato per quello che aveva fatto. Era stato in carcere, aveva espiato la sua pena. I suoi conti con la giustizia erano chiusi. Non sappiamo perchè è stato ucciso, ma una cosa è certa: non era un boss”.

     
    foto e testo tratto da affaritaliani.it         inserito da michele d elucia