Battisti sarà estradato in Italia. La decisione del tribunale brasiliano

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Il Tribunale Federale Supremo del Brasile ha dato il ‘via libera’ (per cinque voti a quattro) all’estradizione verso l’Italia di Cesare Battisti, condannato in Italia a quattro ergastoli e attualmente in sciopero della fame. Il voto decisivo è stato quello del presidente dell’alta corte, Gilmar Mendes, che ha ritenuto che gli assassinii per cui Battisti è stato condannato sono “crimini comuni” e non “politici”.
“Do’ il mio voto per l’estradizione”, ha detto Mendes prima di sospendere la seduta per un intervallo. “Non si può attribuire ai fatti di sangue commessi in forma premeditata lo stesso carattere di un reato politico”. La decisione del TFS non farà partire automaticamente Battisti per l’Italia. Dopo l’intervallo i giudici dovranno infatti discutere se la competenza per la concessione dello status di rifugiato politico è esclusiva dell’esecutivo oppure se l’ultima parola spetti ai giudici.
L’ESCAMOTAGE- Come riporta il quotidiano brasiliano O Globo, l’esecutivo sta dunque valutando la possibilità di mantenere Battisti nel Paese non come rifugiato, ma utilizzando qualche altro escamotage legale, per esempio motivi umanitari: “Nessuno nel governo crede che Battisti debba tornare in Italia”, sostiene una fonte vicina all’esecutivo. In ogni caso, l’estradizione non potrebbe avvenire in tempi rapidi, come ha confermato ieri il ministro della Giustizia brasiliano Tarso Genro, criticando la sentenza della Corte che ha riconosciuto la natura politica di alcuni reati commessi da Battisti – ma non gli omicidi per i quali è stato condannato all’ergastolo – “senza trarne le conseguenze giuridiche”.
Lula si trova così di fronte al dilemma che avrebbe voluto evitare, a costo di vedersi privato del potere decisionale sull’estradizione affidato all’esecutivo: sfidare la sentenza della Corte innescando un conflitto istituzionale senza precedenti oppure smentire il proprio Ministro della Giustizia. Senza contare i rapporti con l’Italia, ragione per la quale i magistrati hanno deciso di lasciare al Presidente l’ultima parola: la questione, ha infatti concluso la Corte, riguarda anche i rapporti diplomatici con un Paese terzo e pertanto è di pertinenza dell’esecutivo.
LA RUSSA AD AFFARITALIANI – Il ministro della Difesa Ignazio La Russa sceglie il quotidiano online Affaritaliani.it per il primo commento sulla decisione del Brasile di estradare in Italia Cesare Battisti: “Ho dato la notizia all’onorevole Corsaro, che l’ha appena annunciata all’Aula e ha riscosso un applauso unanime da parte di tutti i gruppi parlamentari. Questa è la migliore risposta che il Parlamento poteva dare a chi per un attimo aveva immaginato che il Brasile non fosse un Paese amico e che l’Italia non fosse un Paese in grado di giudicare con tutti i crismi della regolarità un imputato”.
GASPARRI – “Dal Brasile giunge finalmente una buona notizia. E’ il trionfo della giustizia. Battisti è un assassino, ha commesso terribili omicidi in Italia. L’unico posto in cui deve scontare la sua pena”. Lo dichiara il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.
FRATTINI – La decisione del Tribunale supremo brasiliano di estradare Cesare Battisti è la “fine di una profonda amarezza”. Cosi’, con “grande soddisfazione”, il ministero degli Esteri Franco Frattini ha accolto la notizia di una decisione che “premia la linea di responsabilità e di rispetto adottata dal Governo italiano”.
foto e testo affaritaliani.it   inserito da michele de lucia