Il Giurì sanziona lo spot Limoncè accolta l´istanza del consorzio di tutela del limone di Sorrento

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Accolta l’istanza del Consorzio di Tutela del Limone di Sorrento IGP che chiedeva la cancellazione di una frase da uno spot pubblicitario
 

Il limoncello vince la causa contro Limoncè. Su istanza del Consorzio di Tutela del Limone di Sorrento IGP e di alcune aziende produttrici del liquore, venerdì 13 novembre il Giurì dell’autodisciplina pubblicitaria ha accertato la violazione degli art. 14 e 15 del codice di autodisciplina della comunicazione commerciale (norme che sanzionano la pubblicità denigratoria e illecitamente comparativa) dell’ultimo spot diffuso dalla Stock per promuovere il Limoncè. La parte incriminata è quella in cui si afferma “se c’è il limone è Limoncè”. La decisione è inappellabile e, pertanto, la Stock non potrà riproporre la pubblicità nella attuale veste.

VITTIMA DELLA GLOBALIZZAZIONE – “Se c’è il limone è Limoncè”. Uno slogan che aveva fatto imbufalire il Consorzio di Tutela del Limone di Sorrento IGP e note società produttrici del liquore quali Villa Massa, Limoncello di Capri, CFL e Piemme. Le aziende avevano chiesto l’eliminazione dallo spot di quella frase, che per un sorrentino verace equivale a confondere il succo di limone con un ordinario aceto. L’agrume d’orato, orgoglio della penisola che va da Sorrento ad Amalfi, è ormai da anni il frutto più utilizzato per la preparazione di bevande alcoliche. Ma il celebre limoncello, battezzato prodotto doc dall’Unione Europea grazie al talento delle aziende campane, è andato al passo coi tempi imbastardendosi con una globalizzazione che ingoia qualsiasi prodotto senza assaporarlo. Stavolta i marchi regionali sono riusciti a battere un brand internazionale; è vero, si tratta solo della cancellazione di una frase, ma per il consumatore medio le parole sono perfino più gustose di un drink celebre in tutto il mondo per la sua inconfondibile fragranza. 

Mario Vella