Campobasso. Teatro Savoia. Luigi De Filippo. La fortuna con la F maiuscola.

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LUIGI DE FILIPPO  E LA GRANDE TRADIZIONE NAPOLETANA SUL PALCO DEL TEATRO SAVOIA.

Martedi 10 e mercoledì 11 novembre 2009 “LA FORTUNA CON LA F MAIUSCOLA” nella stagione teatrale della Fondazione Teatro Savoia

 

La Compagnia di Teatro di

LUIGI DE FILIPPO

presenta

La fortuna con la effe maiuscola

Commedia in due parti di

Eduardo De Filippo e Armando Curcio

Scene Salvatore Michelino

Costumi Maria Laura di Monterosi

regia

Luigi De Filippo

 

 

 

Personaggi  (IN ORDINE DI APPARIZIONE):

CRISTINA   Stefania Ventura
VINCENZO  Michele Sibilio
CONCETTA, portiera  Marisa Carluccio
LUISA  Feliciana Tufano
ERRICUCCIO Paolo Pietrantonio
GIOVANNI  Luigi De Filippo
AMALIA  Marianna Mercurio
ROBERTO, Avvocato   Giorgio Pinto
GIUSEPPE, Notaio   Luca Negroni
GERVASIO, Medico  Alberto Pagliarulo
BRIGADIERE  Michele Sibilio
SANDRINO, barone   Flavio Furno

Dopo  l’applauditissimo concerto del grande Fred Bongusto che, per la prima volta della sua carriera, si è esibito sul prestigioso palcoscenico  del Teatro Savoia,   si apre martedi 10 e mercoledì 11 novembre, la terza stagione della Fondazione Teatro Savoia diretta da Fabio Poggiali, con “La Fortuna con la F maiuscola”  di Eduardo De Filippo ed Antonio Curcio, interpretata  da Luigi De Filippo, ormai riconosciuto come il più autorevole rappresentante del Teatro napoletano di grande tradizione.
Una stagione teatrale  di novità e di qualità  per la Fondazione Teatro Savoia,  “faro culturale” di Campobasso,  che rappresenta sempre più  un punto di riferimento per il Molise  e che quest’anno ha fatto registrare il record di  abbonati,  oltre cinquecento.  Il direttore artistico Fabio Poggiali   esprimendo soddisfazioni per tali risultati  e ringraziando il pubblico molisano, le Istituzioni e l’Università del Molise sottolinea  come nel cartellone  sono  ben cinque i testi  di drammaturgia contemporanea assolutamente inediti che  affrontano i temi chiave della contemporaneità, e particolare attenzione è stata riservata alla drammaturgia napoletana e alla memoria della storica famiglia De Filippo, che  attraverso lo humour grottesco e amaro di Eduardo e la comicità esilarante e gagliarda di Peppino, hanno dato vita alla più celebre dinastia del teatro italiano del Novecento.   I due  grandi attori continuano ancora oggi ad emozionarci,  grazie alle versioni televisive delle loro commedie e agli allestimenti dei loro testi.  I “figli d’arte”, Luca e Luigi,   quest’anno sono  entrambi eccezionalmente ospiti  a Campobasso con due spettacoli di grande richiamo  che  impreziosiscono la stagione della Fondazione Teatro Savoia”

Luigi De Filippo ripropone questa divertente commedia che nel 1942 fu uno dei più clamorosi successi del Teatro Umoristico dei celebri fratelli De Filippo. L’attore regista ricorda: “Questa commedia io l’ho vista nascere. Mio padre Peppino e mio zio Eduardo la recitarono per la prima volta al Teatro Quirino di Roma nel 1942 e fu un autentico trionfo. Avevo 12 anni e mi aggiravo fra le quinte e gli scenari in palcoscenico  come affascinato ed incantato dalla magia della finzione scenica. Ero allora piuttosto chiuso di carattere e timido. Mio padre quindi per aiutarmi a guarire e a superare questa mia timidezza, mi disse: ‘Se questa sera entri in scena con gli altri attori, ti regalo cinque lire!’ Considerate che le cinque lire di allora erano una discreta cifra per un ragazzo. Io ci pensai su e poi decisi di accettare. E così, quella sera, entrai in scena con gli altri attori. Fu il mio debutto in Teatro. Mio padre, soddisfatto, mantenne la promessa e mi pagò le cinque lire!  Oggi, dopo tanti anni, sono felice ed orgoglioso della mia carriera e di poter tornare al Teatro Quirino da protagonista di quella stessa commedia. E inoltre, oggi, mi pagano  molto più di cinque lire!”

Un trionfo personale di Eduardo e Peppino che ne furono i primi ed irripetibili interpreti. Ispirandosi alla lezione di un passato glorioso, oggi, con l’interpretazione e la regia di Luigi De Filippo, lo spettacolo torna a risplendere di luce nuova.

Una messa in scena divertente ed umanissima che mette in risalto una delle caratteristiche più preziose del Teatro dei De Filippo: l’umorismo. Umorismo che rappresenta la parte agra, la parte amara di una comicità tutta napoletana che ci diverte e ci appassiona facendoci sorridere ma anche raccontandoci la fatica di vivere, attraverso un Teatro sempre attuale.

A Luigi De Filippo va infatti il merito di rappresentare un classico del teatro napoletano senza perdere di vista i tempi difficili in cui viviamo.  Rileggendo il passato l’artista sottolinea l’amarezza di una città, e di un intero paese, che ha rinunciato alla sua matrice ironica e solare per naufragare nel deserto della leggerezza

La fortuna con “la effe maiuscola” è quella inattesa che capita al protagonista della commedia, un pover’uomo perseguitato da un destino avverso e beffardo,  che vede all’improvviso illuminare la sua vita misera dall’arrivo di un’eredità che gli giunge da parte di un parente emigrato  in America. Eredità che però ha la condizione di spettare per intero al poveretto solo se lui non avrà  figli. Se il figlio c’è, tutta la ricca eredità andrà a lui. Invece il pover’uomo, che dell’eredità tutto ignorava, un figlio ce l’ha. Lo ha appena riconosciuto, costretto dalla miseria, in cambio di un modesto  compenso che lo avrebbe aiutato a liberarsi dai debiti. E così, da questo impedimento, nascono gli equivoci e le disavventure tragicomiche della commedia, metafora di una società che si trasforma. A distanza di quasi 70 anni, la fortunata commedia che portò Eduardo e Peppino De Filippo al trionfo nazionale, torna a far sorridere le platee affollate di tutta Italia, varcandone anche i confini, nella versione diretta ed interpretata da Luigi De Filippo affiancato da undici giovani attori.

Luigi De Filippo dichiara: “Un giorno, mentre mio padre recitava ‘La fortuna con l’effe maiuscola’, incantato e affascinato com’ero dal mondo del Teatro gli domandai: ‘Ma secondo te cos’è il Teatro?’ E lui mi rispose ‘Il Teatro è il racconto della lotta quotidiana che fa l’uomo per dare un senso alla propria esistenza’. È una definizione che ho sentito ripetere spesso in famiglia. L’amore, la gelosia, l’invidia, la voglia di potere. Tutti i sentimenti che sono nel nostro cuore, noi De Filippo li abbiamo portati sulla scena con ironia e riflessione. E ne abbiamo fatto Teatro. Il nostro Teatro.”

STAGIONE TEATRALE 2009-2010, della Fondazione Teatro Savoia, diretta da Fabio Poggiali

In questa stagione, sono  ben cinque i testi  di drammaturgia contemporanea assolutamente inediti che  affrontano i temi chiave della contemporaneità: da “Italiani si nasce”, una irriverente carrellata, da Nord a Sud,  su vizi e difetti di un popolo di “santi, poeti e navigatori”, scritto ed interpretato da due furoriclasse della comicità come Maurizio Micheli e Tullio Solenghi; a “To be or not to be” di Maria Letizia Compatangelo, che condanna  la follia di Hitler attraverso il linguaggio della satira,  ed interpretato da Giuseppe Pambieri e la soprano Daniela Mazzuccato che, con la sua splendida voce, canta inedite canzoni di Nicola Piovani, vincitore del premio Oscar per le musiche del film “La vita è bella” di Roberto Benigni.
Altro inedito è  “La strada”   il film Premio Oscar di  Federico Fellini,  adattato per il teatro da Tullio Pinelli e Bernardino Zapponi ed ora interpretato  da Massimo Venturiello e Tosca,  e che ha ricevuto il PREMIO ETI OLIMPICI del Teatro 2009, come miglior spettacolo musicale dell’anno.

Anche “La badante” di Cesare Lievi,  ha ricevuto straordinari riconoscimenti dalla critica proprio  per l’originalità del tema trattato: Premi UBU  a Cesare Lievi come migliore autore di novità italiana, Premio Flaiano a Cesare Lievi per la regia e Premio della critica come migliore attrice dell’anno a Ludovica  Modugno.  L’autore regista Cesare Lievi  analizza l’effetto che la presenza degli immigrati provoca nella nostra società, indagando nei delicati equilibri familiari e nel complesso rapporto di convivenza tra un’anziana donna malata, impersonata da una straordinaria Lodovica Modugno, e la sua premurosa badante.
Lo stesso direttore artistico Poggiali, quest’anno, sarà impegnato, per la prima volta nella storia del teatro italiano,  nel reading multimediale “Storia di un astronauta: Umberto Guidoni”, che descriverà, nell’anno internazionale dell’astronomia e nel quarantennale dello sbarco sulla luna (1969-2009), l’avventura nello spazio di Umberto Guidoni, il primo astronauta europeo ad arrivare, nel 2001,  a bordo della “Stazione Spaziale Internazionale”,   una città costruita ed abitata nello spazio, per il progresso dell’umanità.

I classici saranno presenti con “La Tempesta” di Shakespeare con Umberto Orsini e “Il giuoco delle parti” di Pirandello con Geppy Glejesees. Fa tappa a Campobasso, il nuovo allestimento di “Grease”, presentato dalla Compagnia della Rancia che ha fatto la storia del musical.  In cartellone dieci spettacoli che ci condurranno in un affascinante viaggio condotto da diverse generazioni di artisti: Luca  De Filippo,  Lina Sastri,  Geppy Gleijeses, Umberto Orsini, Luigi de Filippo, Giuseppe Pambieri, Daniela Mazzucato, Maurizio Micheli, Tullio Solenghi, Lodovica Modugno, Tosca, Massimo Venturiello.
Gli allestimenti sono firmati da Maestri della scena quali: Francesco Rosi, Antonio Calenda, Luigi De Filippo, Cesare Lievi, Geppy Gleijeses e da registi della nuova generazione:  Andrea De Rosa, Elisabetta Courir, Marcello Cotugno,  Federico Bellone, Massimo Venturiello e Fabio Poggiali.

 

Segnalazione di Maurizio Vitiello