EBOLI MORTA DONNA DI 42 ANNI DI INFLUENZA A, SONO 14 VITTIME IN CAMPANIA

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E l’ennesima settimana di passione negli ospedali della Campania e i decessi diventanoi 14. Non c’è tempo per riflettere, l’emergenza galoppa verso il picco (previsto entro Natale) e i contagi si moltiplicano allo stesso ritmo delle paure dei genitori che preferiscono tenere i propri bambini lontano dalle scuole. Il freddo bilancio “aggiornato” a ieri dice che le vittime campane del virus h1n1 sono salite a 14, e dice anche che sono aumentati i ricoveri e, quindi, i casi “seri”. Gli ultimi due tra ieri pomeriggio e ieri sera: una ragazza di 23 anni trasferita dal San Leonardo di Castellammare di Stabia al Cotugno, e un 15enne che è stato ricoverato in terapia intensiva.

Intanto, i nomi sulla lista delle vittime aumentano. Oggi ha smesso di battere il cuore di 42enne, Ciro D´Azzo, ad Eboli (Salerno). Il paziente era stabilmente ricoverato presso un centro di riabilitazione di Eboli, per diverse e gravi patologie polmonari e cardiache. L´uomo era stato sottoposto a tampone ed è risultato positivo al virus A H1N1. Sempre all´ospedale di Eboli sono ricoverati 15 pazienti risultati positivi al virus A, fra cui 6 bambini in situazione tuttavia non grave.

Ieri è deceduta la donna di 49anni di Avellino, proprio mentre arrivavano altri due responsi attesi dai medici, uno dei quali ancora una volta preoccupante: se il 53enne di Cercola non era affetto da virus h1n1, l’idraulico di Trecase, 35 anni, anche lui deceduto domenica pomeriggio, è risultato positivi ai test per l’influenza A.

L’ennesima giornata nera inizia con l’annuncio del tredicesimo decesso: il cuore di Maria Carraturo, la donna di 49 anni, residente a Mercogliano (Avellino) smette di battere alle 11,45. Ls donna, sposata, lascia due figli ed una famiglia straziata dal dolore. Era in rianimazione dal 30 ottobre scorso e alla fine l’ha uccisa una polmonite interstiziale bilaterale. “La donna”, dicono i medici, “era affetta da una broncopneumopatia cronica”, ed era in ossigenenoterapia domiciliare da diversi anni. “In più era obesa e pesava oltre 160 chili”. Hanno inciso, quindi, “le patologie pregresse e gravi”, come quelle di carattere “respiratorie e cardiache connesse all’obesità”.

Non aveva malattie pregresse, invece, Francesco Cirillo, l’operaio di Trecase morto domenica pomeriggio dopo essere stato ricoverato all’ospedale di Boscotrecase poche ore prima. Ieri, i test hanno confermato il suo contagio, proprio mentre nell’ospedale ai piedi del Vesuvio montava la protesta dei pazienti. I medici fanno sapere che la profilassi di rito è scattata, e che “per gli altri pazienti non c’è alcun rischio”. Tuttavia, vista la frequenza di accessi al pronto soccorso (cinque al giorno dice la media delle ultime settimane), è stata allestita una stanza dedicata solo all’accoglienza dei sospetti casi di virus h1n1.

Francesco Cirillo, come raccontato ieri da Metropolis era arrivato all’ospedale “Sant’Anna e Madonna della Neve” con febbre alta, ed era uno stato che durava da diversi giorni. Improvvisamente il suo stato di salute è peggiorato e i disperati tentativi dei medici sono stati inutili. L’idraulico, padre di un bambino, non ha superato la crisi ed è morto per le complicazioni respiratorie. Sul suo caso, al momento, resta aperta l’indagine della Procura di Torre Annunziata, che ha già acquisito le cartelle cliniche per capire se ci sono stati errori o imperizie.

Test negativo invece per il 53enne di Cercola, deceduto domenica pomeriggio nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Ariano (Avellino). L’uomo era stato trasferito in Irpinia per mancanza di posti letto nei reparti di rianimazione degli ospedali napoletani (un problema risolto nella mattinata di ieri). Intanto, al Cardarelli, sono migliorate le condizioni del neonato di 25 giorni ricoverato da sabato in terapia intensiva e risultato positivo al virus. E’ stazionaria invece la quindicenne, trattenuta nello stesso reparto anche per altri problemi.

All’ospedale pediatrico Santobono sono migliorate le condizioni del bambino di 10 anni di Caserta, ricoverato in terapia intensiva. E stanno meglio anche gli altri 17 pazienti: 4 bambini sono in attesa di conoscere il risultato del test. Preoccupano invece le condizioni di una ragazza di 23 anni che ieri è stata trasferita al Cotugno dopo che i medici del San Leronardo di Castellammare ne hanno certificato il contagio da virus h1n1. La ragazza non ha patologie pregresse, ma i medici non si sbilanciano anche perché le condizioni vengono definite gravi a causa di una polmonite bilaterale.

Nessun commento nemmeno per gli altri sette casi sempre in terapia intensiva del Cotugno, dove i ricoverati in totale, a causa dell’influenza A, sono saliti a 70. L’ultimo caso più delicato è quello di un diciassettenne giunto al pronto soccorso con una preoccupante polmonite. Anche lui è risultato positivo al test h1n1.

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