"Al via i caffè letterari a Quisisana"

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Dopo un lavorio incessante durato quasi un mese – è incredibile come sia difficile nel nostro comprensorio organizzare un evento culturale – parte domenica 8 novembre alle ore 10.30 la rassegna letteraria “Libri, con-tatto” voluta dal sindaco stabiese Salvatore Vozza e dal suo assessore alla cultura Gianpaolo Valitutti, per dare lustro con la nostra migliore narrativa odierna, alla restaurata Reggia di Quisisana, che sarà la location memorabile di questi incontri, a metà tra presentazione classica e caffé letterario e che in seguito ospiterà il corso postuniversitario di restauro, voluto in joint venture con il Suor Orsola Benincasa. Nulla sarebbe stato possibile senza la promozione dell’evento voluta dall’avv. Leopoldo Spedaliere della TESS Costa del Vesuvio, che ha trovato attuazione pratica nell’ottimo lavoro della funzionaria TESS Silvia Franco, precisa e determinata. A parte comunale mi tocca ringraziare anche Antonio Ferrara, funzionario dello Staff del sindaco, che è il vero volano di Palazzo Farnese nel campo culturale. Si parte domenica con Antonella Cilento, presentata dalla Preside della Facoltà di Lettere del “Suor Orsola” Emma Giammattei e con la presentazione di “Isole senza mare (Guanda)” , un romanzo che nel narrare la storia di donne dei nostri giorni e di centinaia di anni prima, vite che s’intersecano misteriosamente sfiorandosi, risponde ad una delle volontà dell’autrice, che ha fatto della sua professionalità letteraria un esempio per tutte quelle donne che credono di potere esclusivamente scommettere su se stesse. Il testo mischia quindi in un ibrido che si tiene, la storia di Maria Azara e della sua discendenza femminile, con quella della nobildonna Aquila de Andrade, che vive nel pieno del diciannovesimo secolo rincorrendo il suo amore Giovanni Pietro Campana. Tutto questo attraversato da inserzioni metaletterarie della stessa autrice che pensa la storia ed insegue – immaginandoli – i personaggi, nei luoghi dove lasciano le loro esili tracce. Più Anna Banti e Natalia Ginzburg, Antonella Cilento; più Irene Nemirovsky che Anna Maria Ortese. Soprattutto tanta leggerezza di narrazione ed immaginazione al servizio dell’etica e di quel folle amore che dovrebbe essere gridato al mondo.

Vincenzo Aiello