TRAMONTI , COSTIERA AMALFITANA. 243 MILA EURO PER SPESE LEGALI. E´ SCONTRO IN CONSIGLIO COMUNALE

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Tramonti, costiera amalfitana. Col Consiglio comunale del 16 settembre 2009 sono stati deliberati 243 mila euro per le spese legali da risarcire ad ex consiglieri. I fatti risalgono all’inizio degli anni novanta, l’amministrazione dell’epoca, tra cui l’attuale sindaco Giordano, il vicesindaco Imperato e il rag. Amatruda, fu coinvolta in un processo penale nell’esercizio delle proprie funzioni rappresentative. Dopo oltre 10 anni nel 2006 sono stati assolti. Avvalendosi della facoltà di essere risarciti dall’ente, con procedimento penale n. 4229/92 e 2496/92, gli ex consiglieri hanno chiesto il rimborso delle spese legali sostenute per i dibattimenti. All’epoca i consiglieri aventi diritto al risarcimento erano 13 e la prima cifra proposta come indennizzo è stata di 400 mila euro. La bagarre scoppia già nel 2008. In consiglio comunale, l’opposizione faceva notare che la cifra richiesta era esosa e necessitava di un parere tecnico. Quel giorno, mentre Imperato e Giordano si allontanavano dall’aula, veniva contestata vivacemente e senza ascolto, la presenza del consigliere Alfonso Savino (suo padre era tra i soggetti che dovevano essere risarciti) in chiaro conflitto di interessi. Alla stregua di tale delibera, nata con vizio di forma, il procedimento è andato avanti fino all’epilogo delle scorse settimane. L’opposizione guidata da Fierro e Guida ha contestato, durante lo svolgimento della pubblica adunanza, l’ulteriore deliberazione sull’indennizzo. Da 400 mila euro, intanto, si è passati a  243 mila euro per un accordo intercorso e non documentato tra gli ex consiglieri e il comune sulla costa d’Amalfi. La comunicazione (n. 5454) del responsabile del procedimento e del singolare arbitraggio dice che “Tutti gli interessati al procedimento hanno espresso la volontà di ridurre le pretese del 40%……” e “il responsabile del settore economico finanziario ha dato parere positivo all’operazione attraverso una spalmatura del debito su più anni”. Durante il consiglio però, accade un giallo, si scopre che il parere del responsabile dell’ufficio finanziario ora è diventato negativo. Si contesta la mancanza di “parere tecnico e della valutazione da un punto di vista contabile della cifra” (nota n. 8244), anche il revisore adducendo le medesime motivazioni boccia tale provvedimento (nota n. 8329). Insomma, prima si dice che il dirigente finanziario ha espresso parere positivo, poi emerge che il suo parere è negativo, ed infine l’amministrazione Giordano, nonostante tutto, mentre l’opposizione abbandona l’aula, delibera su un argomento trattato l’anno precedente e deliberato. Non c’è che dire, trasparenza e chiarezza oggi in Italia sono qualità che appartengono solo alle P.A., e tali situazioni machiavelliche sono molto frequenti. In altre parole all’ordine del giorno non si stava discutendo di nulla poiché mancava l’elemento essenziale da deliberare, e cioè il debito e il suo accertamento. L’unica cosa certa è che in questo caso non si può accusare la P.A. di essere lontana dal cittadino. Infatti l’amministrazione Giordano ha cercato di stanziare i soldi al contribuente prima dell’accertamento del debito riuscendo addirittura a barattare il prezzo attraverso uno sconto del 40%.

 

Errico Taiani