RAVELLO IL VICESINDACO SALVATORE DI MARTINO SI CONFESSA, RIUSCIREMO A FARE UN MURO MAESTRO

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Ravello, costiera amalfitana. Forgiato dal tumultuoso vento del ’68, avanguardista del partito dei “capelloni”, da oltre un trentennio sul proscenio amministrativo della sua Ravello e non solo, della quale, nondimeno, è stato ininterrottamente sindaco dal 1985 al 1996, antesignano della circonvallazione dei centri storici locali, tanto con la realizzazione di quella galleria che, finalmente, ha dato piena dignità a Piazza Vescovado con l’interdizione al traffico veicolare, soluzione che molti governanti indigeni dovrebbero emulare, l’Avv. Salvatore Di Martino, dal maggio 2006 vice-sindaco della “Città della Musica” sulla costa d’Amalfi, è senz’altro un politico di alto rango ma, in maggior misura, persona di peculiare carisma e di accreditata autorevolezza. Affabilmente cordiale nei modi e “piacione” per antonomasia, al punto tale che, non a caso, i maligni asseriscono che il suo elettorato per eccellenza sia quello femminile, sul quale avrebbe, si dice, un particolare ascendente, lo abbiamo incontrato in questo importante momento (ndr. giovedì 22 ottobre) delle primarie della sua “sinistra”, per cercare di rinvenire risposte e soluzioni agli atavici problemi della nostra Costiera.

D.: Salvatore Di Martino come si scopre “animale politico”?

R.: Aristotele affermava che: “L’uomo per natura è un animale politico”. Il mio percorso politico nasce in maniera molto spontanea e naturale, imparando ad interpretare le istanze della gente comune e farle mie. Sin da giovanissimo ho seguito quelle che erano le mie attitudini ideologiche basate sui valori di un socialismo democratico atte a formulare, comunicare e applicare un’azione politica al fine di dare risposte ai problemi della gente.

D.: Esponente storico della sinistra in Costiera, come giudica il quadro locale?

R.: La maggior parte delle amministrazioni comunali della Costiera appartiene all’area di centrosinistra. Dopo le passate elezioni provinciali non vi è stato lo schiacciante trionfo del centrodestra così come nelle altre aree della Provincia di Salerno. Bisogna però lavorare partendo da questa sconfitta per costruire i presupposti di una politica di sinistra unitaria del territorio per il territorio. Le Primarie del Pd rappresentano per la Costiera un ottimo test per comprendere questa volontà.

D.: E quello nazionale alla vigilia delle Primarie?

R.: Dagli ultimi fatti avvenuti, lo scenario politico nazionale è caratterizzato da una degenerazione della qualità della vita democratica del paese dovuta alla deformazione degli equilibri costituzionali unita a una deformazione populista del nostro sistema. L’attacco agli organi della magistratura, alla Corte Costituzionale, al Capo dello Stato sono i segnali evidenti di una politica malsana del centrodestra. In un clima di forte decadimento dei valori, le primarie – come strumento per esprimere preferenze ed eleggere segretari ed organi di partito – rappresentano senza dubbio un segnale di grande democrazia.

D.: Ravello unica roccaforte amalfitana dell’arte e della cultura, pare che ciò dia fastidio a più d’uno dei maggiorenti costieri?

R.: L’idea di elevare Ravello a “Città della Musica” risale all’anno 1991, l’allora amministrazione comunale, da me presieduta, ne assicurò, attraverso una programmazione turistico-culturale di eccellenza, il definitivo rilancio socio-economico. Le tradizioni culturali e le vocazioni naturali dei centri costieri costituiscono un serbatoio cui attingere per trovare l’identità propria. La storia della Repubblica Marinara è tale da rendere agevole l’attuazione di percorsi artistico-culturali, che proiettino nel mondo la Costiera Amalfitana quale grande attrattore e grande polo del “turismo culturale”. Ravello, un modello da seguire più che da invidiare!

D.: Benché non sia stato ancora inaugurato, presso l’auditorium Niemeyer si è già svolta la première: “Il balletto Fondazione sì, Fondazione no”, con De Masi sempre nel ruolo di etoile (ndr. primo ballerino). Si dice che lei abbia particolarmente gradito la coreografia.

R.: A proposito di balletti, ricordo anni fa una bellissima interpretazione di Rudolf Nureyev de La Morte del Cigno, quella sì che fu una bella coreografia… Per quanto riguarda invece quella a cui lei fa riferimento, io sono unicamente rappresentante ed espressione del gradimento del “pubblico” ravellese. La centralità del ruolo del Comune all’interno della “Fondazione Ravello” è stata la legittima rivendicazione che abbiamo portato avanti. Essa, non senza fatica, è stata recepita e costituisce il punto centrale dell’accordo di gestione dell’Auditorium da parte della Fondazione stessa ed il presidente Bassolino, da garante delle istituzioni, ha ben interpretato che talvolta l’ètoile deve preferire ad un assolo una coreografia con l’intero corpo di ballo.

D.: Avendo, purtroppo, in passato avuto a che fare con una certa “giustizia ad orologeria”, non si sente di poter esprimere un po’ di solidarietà all’“avversario Cavaliere”?

R.: Io piuttosto sono solidale con chi crede ancora che “La giustizia è uguale per tutti!”. Il Presidente del Consiglio bene farebbe a difendersi nel “processo” e non evitando il “processo” attraverso una serie di leggi che, al di là dei profili di incostituzionalità, peraltro puntualmente rilevati dalla Consulta, non sono di certo un messaggio rassicurante di eguaglianza per tutti. Parafrasando Orwell che nel libro “La fattoria degli animali” dice che: “…tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri…” trovo naturale che con tali leggi si stabilisca un pericoloso principio secondo il quale “tutti i cittadini sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri”. Per quanto riguarda la mia vicenda giudiziaria, mi sono difeso nel “processo”, grazie alla mia serenità ed onestà, che non sono state minimamente scalfite da una artificiosa accusa costruita a tavolino da persone a me non ignote. Nel processo non ho mai avuto comportamenti defatiganti e, grazie ai miei valori, per ben due volte ho rinunciato alla prescrizione richiesta dalla Pubblica Accusa, impensierita dall’esito di un giudizio finale di completa mia estraneità ai fatti contestati.

D.: A proposito della giustizia, quale amministratore locale ma, principalmente, quale avvocato “costiero”, come si pone di fronte all’adombrata soppressione del Tribunale di Amalfi?

R.: Per i problemi che tutti conosciamo, legati principalmente alla mobilità ed alla viabilità del territorio costiero, è di rilevante importanza la allocazione di una sede distaccata del Tribunale sul territorio. Penserei piuttosto ad un suo dislocamento in una zona meno congestionata e più accessibile di quella attuale, atteso anche il disinteresse di chi dovrebbe facilitare l’accesso al Tribunale all’utenza e considerare, quindi, la sua permanenza in Amalfi non come un peso ma un prestigio.

D.: Tutto sommato, ormai nella fase di piena maturità nell’arte del governo, cosa ambisce ancora a realizzare e concretizzare?

R. Domenica (ndr. 25 ottobre) bisognerà creare le solide fondamenta di un Partito Democratico coeso, per costruire come ha dichiarato Bersani un “nuovo muro maestro” non mettendo insieme vecchie culture ma riuscendo ad “amalgamare” quelle esistenti. Lunedì si vedrà!

D.: Allo stato giudica possibile l’unitarietà politica ed amministrativa della Costiera?

R.: È questa una antica questione. Bisogna continuare a lavorare perché i municipalismi esasperati lascino il posto ad una visione unitaria, presupposto ineludibile per la risoluzione degli annosi problemi che affliggono la collettività. Non sono pessimista, molte delle Amministrazioni Locali hanno maturato il convincimento che bisogna essere uniti e lavorare in modo sinergico. Io personalmente, con alcune Amministrazioni Locali (Atrani, Minori, Scala) e l’Amministrazione Provinciale di Salerno, ho posto le basi di questo percorso mediante la sottoscrizione di protocolli di intesa che riguardano partitamente i problemi della mobilità territoriale in costa d’Amalfi. Siamo all’inizio, c’è ancora da fare molto lavoro e bisogna accelerare i tempi. Sono convinto che riusciremo anche noi a costruire un “forte muro maestro”!

Matteo Merolla*

*Avvocato presidente dell’associazione Aliante editore dal periodico Furore

Numero di ottobre ’09 di “Furore – Periodico di informazione dalle Colline Amalfitane” pagina 1