SCAFATI, MUORE UOMO DI 26 ANNI. E´ LA DECIMA VITTIMA IN CAMPANIA DI INFLUENZA A

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SALERNO – Un uomo di 26 anni – alle prese da tempo con gravi handicap cerebrali – è morto all’ospedale di Scafati. Era stato ricoverato ieri sera intorno alle 22, aveva oltre 38 di febbre e presentava già serie difficoltà respiratorie: circa venti minuti dopo è morto. Il ventiseienne era originario di Torre Annunziata ma risiedeva da tempo presso la Casa Famiglia «L’Ulivo» di Scafati e in ospedale è stato accompagnato dagli stessi operatori della casa di cura. Secondo quanto riferito al direttore sanitario del presidio, l’uomo ha cominciato ad avvertire lievi malori la sera di lunedì scorso, poi le sue condizioni si sono aggravate, soprattutto a livello respiratorio, tanto da rendere necessario il ricovero in ospedale. Qui il paziente, subito sottoposto ad indagini, è risultato affetto anche da insufficienza renale. È la decima vittima del virus A in Campania. Poche ore fa il risultato del tampone ha confermato che era affetto da H1N1. È il secondo decesso che riguarda da vicino la cittadina salernitana dopo quella di Emiliana D’Auria, residente a Pompei, ma che studiava a Scafati. Proprio in seguito a questo decesso era stato chiesto al sindaco di chiudere le scuole, ipotesi respinta nell’ambito di un tavolo tecnico tra le istituzioni, i vertici sanitari locali e la responsabile del Servizio Epidemiologia e Prevenzione. Nonostante questo gli studenti di alcune scuole cittadine – Scientifico e istituto tecnico Pacinotti in testa –  non sono entrati a scuola. Banchi vuoti anche nella media «Martiri d’Ungheria» frequentata da Emiliana D’Auria. Minacce e ingiurie sono giunte al sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, il quale ha confidato che sta ricevendo continue telefonate anonime, nelle quali gli attribuiscono gli appellativi di «criminale», «carnefice» e «delinquente». «Da quando è stato reso noto il provvedimento di non chiudere le scuole – ha commentato il primo cittadino – ricevo continue minacce telefoniche e ingiurie sul piano personale. Capisco il panico generale, capisco la posizione di molti genitori preoccupati per la salute dei propri figli, ma dobbiamo imparare tutti ad essere realisti. La nostra è stata una decisione razionale elaborata sulla scorta di pareri scientifici e competenti che al momento non possono essere contraddetti».