Natalie: mai tutta una notte con Piero Era felice quando mi fecero Miss Trans

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La transessuale e l’ex governatore: aveva bisogno soprattutto di affetto

MILANO — Alle spalle un matrimonio, in veste di marito, durato otto mesi e uno scettro, da reginetta Miss Trans. Il presente è la ribalta delle cronache, le foto in prima pagina. E il suo silenzio. Ora Natalie, il trans al centro della vicenda che ha coinvol­to Piero Marrazzo, rompe gli indugi e racconta la sua verità a Novella 2000 , in un’intervi­sta- memoriale pubblicata in due puntate, la prima in edico­la domani.

 Natalie parla di tutto, dai suoi successi in passerella — «Miss Transex International» nel 2004 a Firenze ed «Escala Gay» nel 2006 a Rio — alle nozze nel 2000 con un’amica italiana: «Siamo in ottimi rap­porti, ma ognuna fa la sua vi­ta ». Dall’infanzia in una fami­glia brasiliana benestante con un padre editore («Mi è sem­pre stato vicino») al rapporto con il giornalista, poi governa­tore del Lazio. Due uomini im­portanti, che hanno lasciato un’impronta nella sua vita: «Io credo ai segni — spiega Natalie —, e papà è nato lo stesso giorno di Piero, il 29 lu­glio. Si chiama Pedro, come lui». Il primo incontro con Marrazzo, casuale, in centro, a Roma, in un negozio di scar­pe. Poi, di nuovo, pochi gior­ni dopo: «Pensava fossi una donna. Quando ci siamo rivi­sti, ha capito». Il passo succes­sivo è stato breve: «Lui mi ha cercato su un sito di trans. E ha trovato il mio numero».

 

 

 

 

MILANO — Alle spalle un matrimonio, in veste di marito, durato otto mesi e uno scettro, da reginetta Miss Trans. Il presente è la ribalta delle cronache, le foto in prima pagina. E il suo silenzio. Ora Natalie, il trans al centro della vicenda che ha coinvol­to Piero Marrazzo, rompe gli indugi e racconta la sua verità a Novella 2000 , in un’intervi­sta- memoriale pubblicata in due puntate, la prima in edico­la domani.

 
 

 

Natalie parla di tutto, dai suoi successi in passerella — «Miss Transex International» nel 2004 a Firenze ed «Escala Gay» nel 2006 a Rio — alle nozze nel 2000 con un’amica italiana: «Siamo in ottimi rap­porti, ma ognuna fa la sua vi­ta ». Dall’infanzia in una fami­glia brasiliana benestante con un padre editore («Mi è sem­pre stato vicino») al rapporto con il giornalista, poi governa­tore del Lazio. Due uomini im­portanti, che hanno lasciato un’impronta nella sua vita: «Io credo ai segni — spiega Natalie —, e papà è nato lo stesso giorno di Piero, il 29 lu­glio. Si chiama Pedro, come lui». Il primo incontro con Marrazzo, casuale, in centro, a Roma, in un negozio di scar­pe. Poi, di nuovo, pochi gior­ni dopo: «Pensava fossi una donna. Quando ci siamo rivi­sti, ha capito». Il passo succes­sivo è stato breve: «Lui mi ha cercato su un sito di trans. E ha trovato il mio numero».

È il 2001, Marrazzo non è ancora sceso in politica. «Al­l’epoca faceva Mi manda Rai­tre , il mercoledì. Ma io non lo conoscevo», racconta Natalie. Iniziano a frequentarsi con re­golarità. Il fatto che sia trans non provoca all’ex governato­re esitazioni: «Fin dall’inizio mi ha detto che aveva già avu­to esperienza. È stato da subi­to un cliente diverso dagli al­tri ». Natalie — all’anagrafe Jo­sé Alejandro Vidal Silva — è esplicita: «Veniva, mi pagava, poi parlava della sua vita, sen­za fare niente». Così «per qual­che mese, cinque sei volte do­po il primo appuntamento, abbiamo solo parlato», per­ché — secondo lei — «gli mancava l’affetto». Con lei, l’ex governatore si confida, le parla anche «del suo grande amore», «una donna di spetta­colo di cui era perso, con cui aveva avuto una storia».

Gli incontri proseguono. Nascono anche piccoli rituali: «Usava una Smart bianca, mai l’auto blu. Io mi facevo trova­re fuori dal palazzo, salivo in auto e andavamo a casa sua, poco lontano», racconta. «Quando arrivavo, mi offriva da bere un succo di frutta, per­ché non bevo alcolici e nean­che lui. Poi andavamo a letto, parlavamo, ci facevamo le coc­cole ». Mai una notte intera, però: «Mi sono fermata al massimo quattro ore». Confi­denze e complimenti. «Mi di­ceva che ero bella, anche sen­za trucco», «era felice» per i successi ai concorsi. Regole ed eccezioni. «Dopo l’elezione e il matrimonio per un anno non ci siamo visti. Voleva es­sere prudente». Per lo stesso motivo, nell’appartamento di via Gradoli, l’ex presidente della Regione Lazio non ama­va fermarsi: «Era venuto solo un paio di volte. Era arrivato nervoso e gli avevo preparato un bagno caldo».

Natalie spesso torna in Bra­sile, dove, per un periodo, in­treccia una relazione con un uomo, Marcelo. Durante la sua assenza, Marrazzo fre­quenta altre persone. «Le trans non sono tutte uguali», spiega. «Piero è stato con Brenda e Michelle (le altre trans al centro dello scandalo, ndr ). In un incontro lo hanno anche filmato e fotografato con un telefonino». E parlan­do delle altre due trans, Nata­lie tira fuori orgoglio e femmi­nilità: «Quelle due, Marrazzo, me lo hanno sempre invidia­to, perché pagava bene e non dava problemi».

 

  • I problemi, veri, però sono arrivati con il blitz del 3 lu­glio. «Bussano alla porta ur­lando: ‘Aprite, carabinieri, sappiamo che c’è un festino con trans e droga’ — raccon­ta Natalie —, Piero mi ha det­to di aprire, che tanto ero l’unica trans e di droga non ce n’era». Lei viene mandata sul balcone, ma in un secondo momento rientra: «Ho sentito chiedere a Piero due assegni da 50 mila euro l’uno, ma lui gli ha detto che non li aveva». Poi, viene portata di nuovo fuori. Quando torna in casa i carabinieri sono andati via: «Piero mi ha detto che aveva­no preso 2 mila euro dal suo portafogli. Non c’erano più neanche i 5 mila euro sul tavo­lo per me». È una giornata convulsa, a Marrazzo vengo­no sospetti («Mi ha detto subi­to che sapeva chi poteva esser stato a organizzare tutto») e lui e Natalie si incontrano di nuovo: «Si sentiva in colpa per essersi messo nei casini». Dopo poco più di un mese, l’u             ltimo contatto: «L’8 agosto mi ha telefonato per dirmi che partiva per le vacanze e che ci saremmo visti a set­tembre, poi più nulla». Silen­zio, appunto, come quello che ha contraddistinto finora Natalie, un silenzio spezzato — oltre che dagli scatti in ver­sione Marilyn o in posa per il servizio — dalla preoccupa­zione per l’ex governatore: «Non deve stare solo, non può reggere a tutto questo. Io ho paura che se mata , che si ammazzi».

R. P.   corriere.it                inserito da michele de lucia