INFLUENZA A 8 MORTI IN CAMPANIA, DIVENTA UN CASO. MA ATTENZIONE CON L´ALLARMISMO

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A NAPOLI SONO MORTE OTTO PERSONE. IERI GLI ULTIMI DUE DECESSI. UNA 42ENNE DI VICO EQUENSE RICOVE­RATA AL COTUGNO, CON PROBLEMI DI OBESITÀ, E UNA 72ENNE, MORTA AL CARDARELLI, CHE SOFFRIVA DI GRAVI PATOLOGIE RESPIRATORIE. MA NON SIAMO IN PRESENZA DI NESSUNA PANDEMIA, IN COSTIERA AMALFITANA NON VI SONO CASI, MENTRE SETTE SONO STATI  PRESENTI IN PENISOLA SORRENTINA, A SORRENTO E VICO EQUENSE, MA SOLO UN PAIO DI PERSONE SONO DEL POSTO E UNA, PURTROPPO, E’ MORTA. NESSUNA PERSONA AD AMALFI, RAVELLO E POSITANO RISULTA COLPITA DALL’INFLUENZA, MA NEANCHE A CAPRI, AREE DI POSITANONEWS. SUL VACCINO NON VI E’ NESSUNA CERTEZZA CHE FACCIA SOLO BENE, MOLTI SITI INDIPENDENTI NE CONTESTANO FORTEMENTE L’USO CHE RITENGONO VOLUTO DALLE GROSSE AZIENDE FARMACEUTICHE CON POSSIBILI CONTROINDICAZIONI. NON CE LA SENTIAMO DI PROPENDERE PER ALCUNA TESI SE NON PER IL RIGOROSO RISPETTO DELLE REGOLE IGIENICO SANITARIE E UNA ALIMENTAZIONE SANA EVITANDO I RAFFREDDAMENTI, I CONSIGLI DI SEMPRE.

Attivo in Campania, a partire da oggi pomeriggio, il numero verde 800187514 dedicato a chiunque voglia avere informazioni sia sulle misure precauzionali che sui primi interventi per fronteggiare la H1N1

Se non si può parlare di caso però l’anomalia in Campania è stata rilevata anche dall’infettivologo dell’Istituto Superiore di Sani­tà Gianni Rezza, che ha sottolineato che in Cam­pania c’è un «un tasso di incidenza del virus tre volte superiore rispetto alle media nazionale: 12 per mille, contro il 4 registrato in Italia, il che in parte giustifica l’aumento dei casi gra­vi». L’esperto ribadisce, però, che «la letalità è molto bassa, lo 0,1 per mille. Certo, se i casi so­no molti, purtroppo qualche vittima rientra nel­le statistiche». Di fronte alla domanda sul per­ché si assista, in un’unica regione, a un simile boom di contagi, l’infettivologo alza le mani: «Di preciso non lo sappiamo — ammette Rezza — probabilmente è una fase diversa dell’epide­mia, che in Campania si è diffusa prima che al­trove per fattori climatici o di altro tipo». Fatto sta che il viceministro Ferruccio Fazio, responsabile dell’unità di crisi per l’influenza A, ha annunciato l’invio a Napoli di un epide­miologo appartenente all’Iss, anche ritenendo che ancora «non si può parlare di un caso Cam­pania». I carabinieri del Nas di Napoli, diretti dal colonnello Ernesto Di Gregorio, su disposi­zione del pm Federico Bisceglia hanno acquisi­to le cartelle cliniche dei deceduti al Cardarelli e al Cotugno. In quest’ultimo ospedale, dei qua­rantatré pazienti ricoverati con l’influenza A, cinque sono in rianimazione. Quattro di questi sono considerati gravi: una 32enne di Castel­lammare di Stabia che ha partorito una settima­na fa, e una 18enne con problemi cerebrali tra­sferita sabato dall’ospedale di Aversa. Il diretto­re sanitario del Cotugno, Cosimo Maiorino, d’accordo col viceministro Fazio sul fatto che non esista un caso Campania, ribadisce il fatto che la nuova influenza ha un tasso di mortalità «inferiore a quello delle influenze stagionali». A stemperare i toni è anche il cardinale di Napo­li Crescenzio Sepe, che a margine della celebra­zione della funzione per i defunti tenutasi ieri mattina ha lanciato un appello a tutti i religiosi: «Anche i sacerdoti — ha detto l’arcivescovo — responsabilizzino la gente per far capire di usa­re tutte le misure necessarie a prevenire questi inconvenienti». Al Santobono, l’ospedale dei bambini, sono attualmente dodici i ricoveri per influenza A. La situazione è comunque in continuo muta­mento e il direttore sanitario aziendale, Enrico De Campora, riferisce che «nella scorsa notte (quella tra domenica e lunedì, ndr) ci sono sta­ti sei ricoveri sospetti, ma nessun caso partico­lare o grave, mentre tre minori sono stati trasfe­riti in altri ospedali a causa della mancanza tem­poranea di posti letto». Tutti i casi di contagio da virus A/H1N1 registrati nei bambini, sottoli­nea De Campora, «hanno avuto un decorso nel­la norma, fatta eccezione per un solo caso che si è concluso con il decesso». Dai primi accerta­menti eseguiti dagli esperti incaricati dell’au­topsia sul corpicino di Emiliana D’Auria, l’undi­cenne di Pompei morta dopo essersi ammalata di influenza A, verrebbero escluse patologie pregresse. I risultati dell’autopsia saranno depo­sitati nei prossimi giorni, ma da quanto si è ap­preso, contrariamente a quanto ipotizzato in un primo momento, non sarebbero né emerse patologie cardiache né altre malattie contratte precedentemente all’influenza. La bambina è morta venerdì dopo un peggioramento improv­viso delle sue condizioni. Sul suo caso la magi­stratura ha aperto un’inchiesta. Il sindaco di Napoli Rosa Iervolino ha annunciato di voler chiedere «priorità alla città di Napoli per l’invio di ulteriori dosi di vaccino. E speriamo che non ci siano altre morti. Più che fare prevenzione non possiamo». Il sindaco di Pompei Claudio D’Alessio ha intanto chiesto una pulizia straor­dinaria delle scuole prima della loro riapertura, prevista per giovedì, una campagna di sensibi­lizzazione con l’affissione di manifesti, un ciclo di incontri pubblici, e una accelerazione dei tempi necessari per la vaccinazione. A Scafati, dove la bambina frequentava la scuola media di via Martiri d’Ungheria, le scuole non chiudo­no: il sindaco Pasquale Aliberti l’ha deciso do­po un incontro con il servizio epidemiologico Asl. Intanto a Napoli, con il Cotugno preso d’as­salto da genitori con figlioletti febbricitanti, non si riesce a far fronte alle migliaia di richie­ste quotidiane. Il reparto di Virologia è chiama­to a effettuare le analisi sui tamponi.