Berlusconi: iniziata la ripresa Draghi: «Riforme urgenti

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Il premier: «Il peggio della crisi è alle spalle». Poi elogia le banche: si sono comportate bene

ROMA – Siamo in un momento in cui «il peggio della crisi finanziaria sembra sia alle nostre spalle e sia iniziata, sia pure lentamente, la ripresa». Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lo scrive in un messaggio inviato al presidente dell’Acri in occasione della Giornata del Risparmio.

 

TENUTA DELLE BANCHE – Berlusconi esprime poi apprezzamento da parte del governo per «il comportamento tenuto dal sistema bancario italiano che ha affrontato la crisi in condizioni migliori rispetto a quelle di tanti altri Paesi» e sottolinea come «la rete di protezione predisposta tempestivamente dal governo abbia rafforzato l’immunità delle banche italiane nei confronti della crisi».

NAPOLITANO – Analogamente al premier anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto pervenire al presidente dell’Acri un messaggio nel quale sostiene che «In un momento nel quale il Paese è chiamato ad un impegno straordinario per il superamento degli effetti della crisi globale e per il contenimento delle difficoltà e tensioni che si vanno producendo sul piano sociale» è necessario «ora definire le nuove regole e le necessarie misure di riforma e rafforzamento delle istituzioni internazionali».

DRAGHI – È presente invece il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi che nel suo intervento ha confermato che la caduta delle economie in tutti i Paesi del mondo si è fermata ma ha anche sottolineato i dubbi sulla stabilità della ripresa. In Italia «oggi l’urgenza è riprendere il cammino delle riforme, per riportare il Paese, negli anni a venire, su ritmi sostenuti di crescita economica, che sono anche il presidio primo della stabilità finanziaria». Draghi ricorda come l’anno scorso di fronte al repentino aggravarsi della crisi auspicò politiche di sostegno della domanda e dei redditi delle fasce deboli più colpite. «Oggi invece c’è la necessità affrontare le debolezze strutturali della nostra economia per costruire una durevole ripresa che non poggi soltanto sulle esportazioni». Poi il governatore ha parlato di disoccupazione: «In un anno, da settembre 2008 a settembre 2009, sono stati persi 650.000 posti di lavoro ed è probabile che negli ultimi mesi del 2009 ci saranno ulteriori perdite». E le imprese, aggiunge, «nel nostro sondaggio di settembre non danno indicazioni di una robusta inversione di tendenza» sul fronte degli investimenti. Draghi ha analizzato anche la normativa dello scudo fiscale: «Deve essere migliorata per dissipare ogni incertezza sugli obblighi di segnalazione delle operazioni sospette da parte degli intermediari» e per ribadire «la regolare applicazione della normativa antiriciclaggio». Poi l’invito alle banche perché non allentino la guardia: «La situazione resta esposta a fragilità. Non dobbiamo trascurare i pericoli insiti in una situazione economica ancora delicata. La qualità del credito è in forte deterioramento». Il Governatore ribadisce la necessità che il sistema destini un ammontare significativo «di risorse al rafforzamento patrimoniale» e auspica che il Governo traduca in «misure concrete la disponibilità a rivedere la fiscalità sugli istituti di credito».

 corriere.it           inserito da michele de lucia