"Marrazzo ha uno stress psicofisico notevole"

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Piero Marrazzo è stato visitato presso il Policlinico Gemelli di Roma. I medici, a quanto si apprende in ambienti della regione, hanno accertato nel governatore uno stress psicofisico notevole

Piero Marrazzo è stato visitato presso il Policlinico Gemelli di Roma. I medici, a quanto si apprende in ambienti della regione, hanno accertato nel governatore uno stress psicofisico notevole. Sarebbe pronto il certificato medico con il quale il presidente della Regione Lazio potrà fare formale richiesta di impedimento temporaneo per il passaggio dei poteri al suo vice Esterino Montino.

RIMESSE LE DELEGHE SANITA’. Piero Marrazzo ha rimesso presso il ministero del Welfare le deleghe che gli spettavano in qualita’ di commissario della Sanita’ nel Lazio. Una volta accettate le dimissioni, il ministero dovra’ nominare il nuovo commissario che, presumibilmente, sara’ l’attuale subcommissario Mario Morlacco.

Intanto il gip del Tribunale di Roma, Sante Spinaci, con un provvedimento ha vietato la pubblicazione dell’ordinanza con la quale sabato ha convalidato il fermo in carcere dei quattro carabinieri della Compagnia Trionfale accusati di aver ricattato il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, sorpreso in un appartamento con un transessuale.

‘5 MILA EURO PER LA PRESTAZIONE’. Il presidente della Regione Lazio, autosospeso, Piero Marrazzo, aveva concordato con il transessuale di via Gradoli, una somma di 5mila euro per il rapporto sessuale. E’ quanto emerge dall’ordinanza del Gip, Sante Spinaci, che in otto pagine ha motivato l’esigenza della custodia cautelare in carcere per i quattro Carabinieri indagati. “Piero Marrazzo esaminato dal Pubblico ministero il 21 ottobre 2009 – scrive il Gip nella sua ordinanza – ha precisato che tra l’1 e il 4 luglio scorso si recava in un appartamento per avere un incontro sessuale a pagamento con una certa Natalie. Qui dopo essersi parzialmente spogliato deponeva 3mila euro (parte della somma concordata di 5mila euro) su un tavolinetto, conservando la rimanente parte e i suoi documenti all’interno del portafogli”.

“Mentre si accingeva a consumare il rapporto sessuale concordato – scrive ancora il Gip nelle otto pagine di ordinanza – si presentavano alla porta d’ingresso due uomini qualificandosi come Carabinieri ed entrando nell’appartamento. I due identificati poi nel Simeone e Tagliente assumevano un atteggiamento estremamente arrogante tale da arrecare soggezione e paura. Si facevano consegnare da Marrazzo, che avevano riconosciuto come Presidente della Regione, il portafoglio con i documenti, tenendo in un locale separato Natalie e si recavano in un’altra stanza. Al loro rientro uno dei due gli chiedeva di consegnare loro molti soldi e di andarli a prendere facendogli capire che altrimenti vi sarebbero state rappresaglie o comunque conseguenze negative, accettando poi che Marrazzo consegnasse loro tre assegni dell’importo uno di 10mila euro e altri due di 5mila euro ciascuno”.

“I due prima di andare via – continua ancora il Gip che riferendosi all’interrogatorio di Marrazzo – lasciavano un numero di cellulare al quale Piero Marrazzo doveva chiamarli per la consegna di altro denaro, facendosi dare da Marrazzo un numero di telefono per ricontattarlo. Esaminando il portafoglio Marrazzo si accorgeva che dallo stesso mancava la somma di 2mila euro e non era neanche piu’ presente quella di 3mila euro appoggiata sul tavolino, circostanza della quale Natalie si mostrava contrariata”. “Qualche giorno dopo – si legge ancora nell’ordinanza – al numero telefonico della Regione che aveva lasciato ai due (Luciano Simeone e Carlo Tagliente) giungeva una telefonata ricevuta dalla segreteria che gli riferiva che l’interlocutore che voleva parlargli si era qualificato come Carabiniere”.


La trans Natalia

 

MARRAZZO VIGNETTA
(www.marcomengoli.it)

“Dalle risultanze dell’indagine emerge un quadro indiziario di assoluta gravita'”. Per il gip Spinaci i carabinieri hanno avuto una condotta destinata “alla realizzazione di un piano preordinato”.

“Carlo Tagliente – si legge nell’ordinanza del gip in merito alle dichiarazioni rese da uno degli indagati – dichiarava che 15 giorni prima del 3 luglio del 2009 lui e Luciano Simeone erano stati contattati da Gianguarino Capasso (un transessuale poi deceduto nel settembre del 2009) che gli aveva riferito che in un appartamento di via Gradoli era in corso un festino con dei transessuali”. “Avevano bussato alla porta – si legge ancora nell’ordinanza – ed aveva aperto un transessuale e si erano qualificati come carabinieri; era presente un uomo in parte svestito che avevano subito riconosciuto nel presidente Marrazzo il quale li aveva pregati di non fare nulla per non comprometterlo in considerazione della sua posizione e che li avrebbe ricompensati. Avevano quindi fornito a Marrazzo la propria utenza cellulare e poi si erano allontanati non avendo riscontrato reati”. “Tagliente, Simeone e Testini – prosegue il gip nelle otto pagine di ordinanza – durante l’interrogatorio di garanzia modificavano parzialmente le precedenti dichiarazioni affermando: il Tagliente e Simeone che effettivamente il video in loro possesso consegnato dal Capasso si riferiva all’episodio del loro accesso nell’appartamento di via Gradoli in occasione del quale era presente anche lo stesso Capasso che a loro insaputa aveva filmato le immagini dell’intervento, e che avevano gettato nel wc la droga prima di uscire e che avevano informato il giorno stesso il Testini (altro indagato)”.

Sempre Testini, Simeone e Tagliente nel corso di spontanea dichiarazione hanno affermato che il transessuale Gianguarino Capasso “aveva chiesto loro di aiutarlo a vendere” il video con le immagini di Marrazzo e che dopo la morte dello stesso transessuale “avevano continuato con la trattativa condotta con l’aiuto di Antonio Tamburrino anche attraverso un suo amico fotoreporter, Max Scarfone, con i rappresentanti di un’agenzia”.

foto e testo tratto da affaritaliani.it          inserito da michele de lucia