AL VIA LE DEMOLIZIONI DELLA PROCURA, NEL MIRINO ANCHE MASSA LUBRENSE E CAPRI

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Anche la Penisola sorrentina, con  Massa Lubrense e Capri, fra i comuni indicati dalla procura fra quelli con le demolizioni da effettuare. Mentre da Sorrento tremano, in costa d’Amalfi ancora non si parla di demolizioni, ma non sarà facile.

Per difendere le ruspe ci vorrà un cordone di sicurezza, blindato, armato. Ci vorranno determinazione ma anche dialogo. Sarà una situazione estremamente delicata quella che accompagnerà il via alla nuova maxitornata di abbattimenti decisi per l’inizio della prossima settimana nei primi tre dei venti comuni dell’hinterland napoletano – ma anche il capoluogo è compreso – soffocati dal cemento selvaggio. Nessuno slittamento per i manufatti abusivi individuati dalla magistratura e destinati ad essere aboliti passa la linea d’acciaio. La Procura non ha voluto attendere oltre, ormai è conto alla rovescia, e già i primi comitati di proprietari delle case illegali stanno cercando di organizzare la loro piccola, disperata resistenza nel tentativo di bloccare le demolizioni. Gli interventi sono stati programmati una volta a settimana fino a fine novembre. Le ruspe dunque entreranno in azione scortate dalle forze dell’ordine. Per polizia e carabinieri scatterà un piano di sicurezza che terrà conto delle diverse esigenze e dei problemi di sicurezza che gli uomini in divisa si troveranno ad affrontare nelle aree dove verranno effettuate le operazioni. Ed ecco l’elenco completo dei comuni su cui si abbatterà la scure della legge: Casola, Napoli, Afragola, Pompei, Pimonte, Gragnano, Santa Maria La Carità, Sant’Antonio Abate, Lettere, Cardito, Massa Lubrense, Forio d’Ischia, Procida, Villaricca, Sant’Antimo, Capri, Pozzuoli, Somma Vesuviana, Villa Literno e Casal di Principe. E il tam tam tra le famiglie «abusive» è già cominciato. In queste ore, in numerosi territori destinati agli abbattimenti si sta preparando la controffensiva alle ruspe. Frenetiche riunioni volte a organizzare presidi di resistenza. La situazione è molto delicata visto che gli abbattimenti obbligheranno non pochi nuclei familiari ad abbandonare le proprie abitazioni. Alcuni, nella speranza di salvare le case, hanno inviato alla Procura una mappa delle famiglie più «disperate». Un vero e proprio dossier con l’elenco dei bambini e dei diversamente abili che abitano negli appartamenti da abbattere. È stato un tentativo in extremis di fermare gli interventi, ma non è servito. Saranno i sindaci, come stabilito per legge, a garantire una sistemazione alle fasce deboli. Si spera. Hinterland polverizzato dal cemento selvaggio. Che non frena, anzi, si allarga sempre più a macchia di leopardo nelle terre di nessuno. A poco meno di due anni dalla scoperta di un intero paeasotto abusivo a Casalnuovo – le ruspe stanno ancora lavorando – ecco che pochi giorni fa è spuntata una vera e propria cittadella residenziale a Giugliano, con tanto di chalet, ristoranti, un hotel per cerimonie e, sorpresa, una serie di rifugi per i latitanti della camorra. Il tutto su terreno demaniale.