SALERNO ARRESTATI I RAPINATORI DEI SUPERMARKET

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Armati e pronti a sparare. Cesare Pennasilico e Domenico Picariello, i due trentenni di Pastena a cui gli inquirenti addebitano l’escalation di rapine dell’ultimo mese, sono ritenuti dal capo della Mobile, Carmine Soriente, soggetti «molto pericolosi, che di fronte a una reazione sicuramente non si sarebbero fermati». Sono finiti in manette sabato, dopo l’ultimo colpo che uno dei due, il ventinovenne Pennasilico, aveva messo a segno nel Conad di via Giudice a Pastena. Gli agenti della sezione antirapina lo hanno raggiunto quando aveva appena lasciato in un garage del quartiere la motocicletta utilizzata per il colpo, con ancora nel bauletto la pistola e i tremila euro del bottino. Poco distante, davanti a un bar di Santa Margherita, i poliziotti hanno fermato anche il 34enne Domenico Picariello, detto Tartariello, lavorante in una pescheria e cugino di Donato e Giuseppe Stellato, il primo ucciso in un agguato davanti al tribunale nel febbraio del 2007, il secondo in carcere con l’accusa di estorsioni aggravate dal metodo camorristico.
Picariello e Pennasilico rispondono di rapina aggravata, porto abusivo di armi da fuoco e munizioni, detenzione di sostanza stupefacente. Sono loro, secondo le indagini eseguite dalla Squadra Mobile, i responsabili di una sequenza di rapine che ha seminato il panico nei supermercati cittadini. A loro sono attribuiti sei colpi, da quello del 7 settembre al distributore Ip di via Clark fino ai tre consumati nell’ultima settimana negli alimentari della zona orientale, passando per l’incursione del 25 settembre al mercato ittico, quando un rivenditore fu colpito con il calcio della pistola e i malviventi spararono per coprirsi la fuga. Quando sabato i dipendenti del Conad hanno lanciato l’allarme, i poliziotti sono andati a colpo sicuro verso le abitazioni di Pennasilico e Picariello. Il primo è stato arrestato in stato di flagranza: nella perquisizione della moto e dell’appartamento gli agenti hanno trovato due pistole giá cariche (una P38 e una calibro 8mm modificata per esplodere proiettili 7,65), i tremila euro del bottino, un pugnale, un coltello a serramanico, quattro grammi di cocaina, quattro di eroina, cinque di hashish e due caschi da motociclista. La polizia ha poi fermato il complice e rinvenuto in casa sua un altro casco e alcuni indumenti e materiali usati per le altre rapine. Entrambi sono ora nel carcere di Fuorni.

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