Napoli, raid dei disoccupati. Incendiati tre autobus dell´Anm

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Scendete altrimenti “appicciammo” pure a voi». L’intimazione è stata chiara: le sette, otto persone anziane, sedute in attesa della partenza del C53, si sono precipitate in strada, terrorizzate.

Pochi attimi dopo la navetta, che fa la spola tra piazza Cavour e l’ospedale San Gennaro, nel cuore del rione Sanità, era completamente avvolta dalle fiamme.

Dimostranti all’assalto dei bus. Nel pomeriggio, con tre azioni-commando – due quasi simultanee, la terza un’ora dopo – tre automezzi dell’Anm, l’azienda napoletana mobilità, sono stati dati alle fiamme. Uno allo stazionamento di piazza Cavour, linea C52, poi in via Nicola Nicolini, linea C62, il terzo, un’ora dopo, in piazzale Cardarelli, linea R4. Nel primo assalto il bus, un «Pollicino», è andato completamente distrutto.

Stessa regia e analoghe le dinamiche degli assalti in entrambi i casi con l’unica differenza che, mentre in piazza Cavour hanno agito in due, in via Nicola Nicolini erano il doppio. Il liquido infiammabile usato, come hanno conffermato i vigili del fuoco, era benzina.

In piazza Cavour, alle 18,20, il bus era prossimo alla partenza. L’autista, Giuseppe I., aveva appena avviato il motore quando gli si sono parati davanti due individui, che avevano tra le mani delle bottiglie: «Sono ancora terrorizzato – ha raccontato – Ho 53 anni, lavoto in azienda dal 1986, ne ho sentiti di questi fatti, ma questa per me è stata la prima volta. Erano in due, abbastanza alti, fisico snello, con il volto coperto da fazzoletti: si vedevano soltanto gli occhi. Hanno urlato in napoletano di non muovere il bus, e ai passeggeri di uscire subito, altrimenti avrebbero “acceso” anche loro».

Le poche persone nel bus, tutti anziane, hanno abbandonato il «Pollicino» all’istante, preceduti dai due assalitori e seguiti dall’autista: «I due sono poi risaliti a bordo del mezzo, hanno cosparso il liquido contenuto nelle bottiglie, iniziando dal cruscotto. Poi sono scesi di nuovo e hanno arrotolato della carta, forse un giornale, e lo hanno acceso con l’accendino. Poi lo hanno lanciato sul cruscotto e sono scappati. Io e i passeggeri nel frattempo – prosegue l’autista – siamo andati sul lato opposto della strada: pochi attimi e il bus era completamente avvolto nel fuoco. Ho chiamato il mio ispettore e dall’azienda hanno dato l’allarme alla polizia. I due li ho visti fuggire nmei vicoletti di piazza Cavour – ha concluso l’autista, quelli che portano nella Sanità».

Poco dopo analoga scena allo stazionamento di via Nicola Nicolini, con quattro teppisti, il volto coperto da sciarpe scure. A bordo c’era il conducente, Francesco B, Anche qui l’ordine «Scendi se non vuoi che “appicciamo” anche te». Poi hanno cosparso benzina sul cruscotto e nel corridoio. In questo caso i danni sono stati più contenuti.

Dopo quasi un’ora, è la volta del bus in servizio sulla linea R4: l’autista si è allontanato per andare nel chiosco del capolinea. Al suo ritorno ha trova la cabina in fiamme: con l’estintore è riuscito a domare da solo l’incendio.

Sull’episodio stanno indagando gli agenti della digos, coordinati dal primo dirigente Antonio Sbordone. Al momento gli inquirenti non fanno trapelare alcuna tesi investigativa anche se appare plausibile l’azione dimostrativa di aderenti a uno dei movimenti dei disoccupati napoletani.

Appena una settimana fa una ventina di persone dierero luogo ad analoga manifestazione incendiando, in diversi punti della città, numerosi cassonetti per la raccolta rifiuti. In quella circostanza gli inquirenti definirono i raid frutto di un’unica regia.

ilmattino.it       inserito da michele de lucia

 

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