SALERNO DE LUCA JUNIOR, PRIMARIE PER ANALFABETI? MIO PADRE SI RIFERIVA AD ALTRO..

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«Le primarie sono per analfabeti? Ma no, forse mio padre si riferiva ad altre primarie!» Laconico il commento di Piero De Luca ( foto ), figlio del sindaco di Salerno e candidato bersaniano alle primarie per la scelta dei membri da eleggere all’assemblea nazionale del Pd, all’editoriale di Antonio Fiore in cui veniva evidenziato che quel giudizio così tranchant del primo cittadino poteva creare qualche legittimo imbarazzo nel rampollo che, candidato alle primarie, analfabeta sicuramente non è. «È un arcano…», scherza De Luca junior, raggiunto telefonicamente a Bruxelles dove da avvocato esperto in diritto comunitario collabora con il giudice italiano alla Corte di Giustizia delle comunità europee Antonio Tizzano. L’editoriale non l’ha letto e, prima di qualsiasi altro commento, chiede di poterne prendere visione. Una volta inoltratogli via mail, però, non risponde più al cellulare. Ventinove anni, primogenito di Vincenzo De Luca e Rosa Zampetti (il fratello Roberto è commercialista), Piero De Luca ha sempre sostenuto che nel fare politica ha il «tacito assenso» dell’illustre genitore. Che, dal canto suo, nel 2008 cercò di farlo candidare alla Camera incorrendo però nel veto di Vetroni. «I miei figli sono per me un bene irrinunciabile», ha detto De Luca appena una settimana fa, quasi con le lacrime agli occhi, in diretta a Tv Oggi Salerno. Gabriele Bojano Corriere del Mezzogiorno

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