Pisani nella bufera, funzionario taciturno e scontroso da sempre in prima fila

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NAPOLI (15 ottobre) – Primo dirigente, in carriera il gradino sotto quello del questore. Ma troppo giovane per fare il passo ulteriore. 42 anni, già promosso per meriti speciali, Vittorio Pisani è uno dei migliori funzionari di polizia in Italia. Per capirci: è destinato a salire in alto. Ha corso troppo finora, si è dovuto fermare a un giro durante l’ultimo movimento di promozioni e trasferimenti deciso dal Viminale. Ma adesso è pronto a lasciare Napoli, secondo voci insistenti da tempo. Ironia della sorte, il passaggio coincide con la bufera che lo sta scuotendo all’indomani delle sue (politicamente non corrette, dicono gli amici e colleghi: e sono molti) dichiarazioni sulla scorta concessa allo scrittore Roberto Saviano.

Quando verrà trasferito, si dirà inevitabilmente che avranno pesate queste ultime polemiche. Chissà. Ma in ogni caso questo bravo quanto taciturno e scontroso funzionario di origine calabrese, innammorato di Napoli e della sua provincia (è andato a vivere con la famiglia nel Vesuviano, si è sempre sforzato di apparire normale nonostante i pericoli e le insidie del lavoro), era ed è destinato a lasciare la Campania.

Le voci di corridoio raccontano che al Viminale da tempo pensano a lui come dirigente della Squadra Mobile di Roma, anticamera per la nomina a questore. A Napoli potrebbe approdare l’attuale dirigente della Mobile di Reggio Calabria, Renato Cortese (il poliziotto che arrestò Provenzano) e lì in Calabria scenderebbe Rodolfo Ruperti, ora a Caserta. Gira e rigira, è questa la squadretta di funzionari di punta nella lotta ai clan organizzati del martoriato Sud. E il Viminale punta su questi poliziotti di strada, un po’ ruvidi ma molto efficienti, protagonisti di azioni anche clamorose. Soprattutto, figli di una polizia nel frattempo mutata nel suo dna, ben lontana da quella di Vincenzo Parisi e Fernando Masone.

Modellata dalla linea di comando impressa da Gianni De Gennaro (calabrese) e, quindi, da Antonio Manganelli (campano), con battitore libero l’attuale vice Francesco Cirillo (napoletano). Prefetti poliziotti allevati nelle sezioni della Mobile: «quelli della polizia giudiziaria», così li indicano i colleghi anche loro al vertice ma passati attraverso le trafile delle Digos e del personale. E nel gruppetto di «quelli della polizia giudiziaria» c’è anche l’attuale questore di Napoli, Santi Giuffrè, il superiore di Pisani, cresciuto sulla trincea siciliana e calabrese. Ma che conosce Napoli, bene, dai tempi dell’università: veniva da Palermo a seguire i corsi da magistrato del mitico Capozzi. Poi scelse di fare il poliziotto. Ed è destinato anche lui a salire molto in alto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA  ilmattino.it      inserito da michele de lucia