CAPRI OSSERVATORIO SUL TRENWATCHIN CON I GURU ED I CREDITI UNIVERSITARI

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Oggi a Capri va in scena l’osservatorio sul trendwatching. Tre giorni di dibattiti, report multimediali su tendenze e stili di vita. E gli studen­ti universitari napoletani dei corsi su design e architettura acquisiranno an­che crediti formativi per la laurea parte­cipando agli incontri con «guru» come Li Edelkoort o Bruce Sterling. Tutto secondo il program­ma di eventi stilato a giu­gno dalla Fondazione Capri, nonostante il minifestival in questione sia stato in for­se per la burrasca polemica scatenatasi ai primi di lu­glio. Anzi, le speranze si era­no quasi azzerate allorché Claudio Velardi, ex assesso­re campano al Turismo, so­cio del gruppo Reti, contat­tato tramite la società Memi per orga­nizzare la kermesse, tuonò: il festival a Capri non si fa più. La Memi, incorpo­rata nell’istituto Gpf, è infatti l’unica re­altà in Italia ad avere competenze speci­fiche nel settore. Niente Memi, niente festival. Ora però, sorpresa, la manife­stazione è in cartellone: terrà banco fi­no a sabato, anche se in apertura si se­gnala il forfait del ministro del Turi­smo, Michela Brambilla, trattenuta a Roma per impegni con il governo. Quattro mesi fa Ma facciamo un salto indietro nel tempo. Cos’è successo quattro mesi fa? In breve, l’assessorato al Turismo campano, guidato fino agli inizi di giugno da Velardi, ha stanziato circa duecentomila euro a favore della neo­nata fondazione per l’evento. Al di là della cifra, non proprio spiccioli, ri­saltava un particolare aspetto. Ad organizzare la quattro giorni sul trendwa­tching doveva essere Elena Marinoni ricercatrice per una società del network ve­lardiano Reti. Da qui, il pre­sunto conflitto d’interessi categoricamente smentito da Velardi, non più asses­sore, che rimarcò: la consu­lenza prestata è gratuita e non c’è nessun contratto tra Reti e la Fondazione Capri . Questo a luglio. Adesso, ad estate archiviata, il festi­val è al taglio del nastro, e a coordi­narne incontri e contenuti è la stessa Marinoni. Ma la ricercatrice è stata cooptata direttamente dalla Fonda­zione Capri «a titolo personale e in base ad un rapporto diretto con i pro­motori — precisa la Marinoni al Cor­riere — in qualità di curatrice», quin­di svincolata dall’azienda d’apparte­nenza. «Abbiamo contattato lei per­ché è uno dei massimi esperti di trendwatching — conferma Gian­franco Morgano, presidente della fon­dazione nonché patron del Quisisana — Era nostra intenzione, al di là del­la querelle sorta mesi fa, realizzare un evento culturalmente e scientifica­mente valido. E ritengo che ci siamo riusciti. Anzi, quelle polemiche han­no rafforzato il nostro convincimen­to sulla necessità di realizzare al me­glio una manifestazione di caratura internazionale. La curatrice ha lavora­to alacremente e credo che, dando uno sguardo al programma, i risulta­ti si vedono». Universitari sull’isola I lavori iniziano oggi: la Certosa di S. Giacomo diventa osservatorio su stili e tendenze secondo varie declina­zioni: fashion, design, street style, ar­te, creatività. A Capri sono attesi an­che numerosi studenti, nell’ordine di un centinaio, provenienti dalla facol­tà di Architettura della Federico II e dall’Accademia di Belle arti. La parte­cipazione alla kermesse vale infatti crediti formativi. I promotori hanno messo a disposizione degli universi­tari biglietti di aliscafo, andata e ritor­no per Capri, e pacchetti di 3 giorni per soggiornare a prezzi scontati nel­le strutture dell’isola, alberghi a buon mercato e bed&breakfast. L’ini­ziativa viene così spiegata dalla diret­trice dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, Giovanna Cassese: «I nuovi ordinamenti accademici danno la possibilità di fare formazione confe­rendo crediti agli studenti che parte­cipano ad eventi su determinate ma­terie. È accaduto, ad esempio, con un recente convegno sul restauro e si ri­pete col trendwatching». Tra le città messe sotto la lente dagli urban wa­tchers — Bangalore, Tokyo, Amster­dam, Bogotà, per citarne alcune — fi­gura anche Napoli, protagonista dei video che sintetizzano in immagini, per ogni metropoli, il risultato delle ricerche svolte sul campo. Gli ospiti Numerosi gli ospiti internazionali: dallo scrittore di fantascienza Bruce Sterling allo stilista Walter Van Bei­rendonck. Ancora: dibatitti con l’im­prenditore etico Marco Roveda e l’ar­chitetto impegnato sul fronte della sostenibilità Mario Cucinella; incon­tri anche con il fotografo e regista Francesco Jodice e l’antropologo del­lo streetstyle Ted Polhemus. Sabato, invece, Alberto Abruzzese sarà prota­gonista del dopofestival , momento in cui l’osservatorio caprese viene messo in «competizione» con altri appuntamenti in tema di tendenze: il festival di Rimini «Indicativo Presen­te » e il fenomeno Zona Tortona di Mi­lano. Alessandro Chetta Corriere del mezzogiorno

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