PIANO DI SORRENTO ASCOM IN CRISI

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“Un incompatibilità di fondo, di vedute, posizioni, gestioni e una mancanza di allineamento comune, ci ha portato da subito a riflettere sulla possibilità di continuare a svolgere insieme al Direttivo ancora in carica, il progetto che vi è stato illustrato sul giornalino IO ASCOM”. A poche settimane dall’elezione, il vice Presidente e sei componenti del direttivo ASCOM di Piano di Sorrento, rassegnano le dimissioni e lo comunicano in una lettera aperta ai Commercianti. Finisce nel peggiore dei modi il tentativo, nato sull’onda emotiva della Notte Bianca, di dare un nuovo volto all’Associazione che con sette voti aveva riconfermato il suo Presidente. Tonino Iaccarino ha fatto l’impossibile per tenere insieme le due anime del gruppo creando due vicepresidenze affidando l’area più propriamente sindacale a Gian Luigi Di Carmine, premiando la sua esperienza, e quella degli eventi a Giusi Aversa, per le novità proposte dal gruppo dei “giovani”. In poco tempo i contrasti tra le due squadre, nonostante la micro-chirurgica suddivisione dei compiti, non hanno trovato composizione, arrivando ad una plateale rottura. Il peso di una scarsa rappresentatività, sette elettori su trecento Commercianti, ha determinato il crollo della fragile e articolata struttura del Direttivo che ha travolto le flebili speranze di collaborazione.. Il successo della Notte Bianca è all’origine del conflitto. Da quella data, il gruppo dei “giovani” ha rivendicato, non solo l’idea e la primogenitura di una manifestazione ben organizzata, ma spazi sempre maggiori di visibilità e gratificazioni personali. Travolto dagli eventi, il Presidente Iaccarino, pur di non affondare in quel microscopipo consesso, ha ritenuto di assecondare ogni genere di aspettativa, creando più generali che soldati, alimentando un mostro che in pochi giorni ha sfasciato il tavolo del confronto. Mi riferiscono che i sette dimissionari, non solo hanno sbattuto la porta, ma avendo provveduto ad allargare la base con nuovi soci, sono ritornati da quei Commercianti che avevano provveduto alla iscrizione, per restituire loro la quota associativa. Se questo episodio risponde al vero, lo ritengo un fatto inqualificabile che fa capire la gestione personalistica che si voleva perseguire a tutti i costi. Un’idea me la sono fatta ieri quando ho incontrato la Vice Presidente Aversa e la signora Andreina Gargiulo per chiedere semplicemente la data della loro elezione. “Non rilasciamo dichiarazioni – Non ricordo”. La vanagloria non conosce confini. Non c’era bisogno di sapere nulla di più di quanto avessero già comunicato nella loro lettera. E non vi sembra ridicolo tenere nascosto un evento, (da esperti in eventi…) che loro stessi avevano divulgato e recapitato a tutti i Commercianti? Un evento-pasticcio che loro stessi si sono cantato e suonato zitto zitto in mezzo al mercato e che offende tutti i Cittadini oltre che i Commercianti di Piano. Mi dispiace per Tonino Iaccarino che insiste in una evanescente, indifendibile e ingestibile difesa della sua presidenza e non mi piace la prospettiva di vedere la nascita di due ASCOM, l’una contro l’altra armata. Questa frittata è il capolavoro dell’Assessore Francesco Gargiulo, o è il frutto marcio della mediazione politica del Sindaco Ruggiero che, non dimentichiamolo, ha tenuto a battesimo il nuovo direttivo nella sala consiliare? Vi ricordate che fino a poco tempo fa’ c’erano due PRO LOCO? Non vi meravigliate. Ci saranno, tra breve, due Porti. Ci sono già in Comune due maggioranze e due opposizioni. Il commercio a Piano, reso grande da Giuseppe “del Notariello”, don Ermanno Acanfora, Aniello Maresca “il sordo”, Antonino, Giuseppe e Gioacchino Maresca “del caffè”, Luigino Mastellone “l’elettricista”, Bernardo e Felice Pollio, Gios e Nello Maresca “marex”, oggi viene mortificato da dilettanti incapaci di rivendicare il ruolo storico di Città operosa che attraeva clienti da tutta la Penisola, Capri e Positano. Litigiosità ed egoismi offuscano la mente di chi dovrebbe guidare la Città verso lo sviluppo. Per adesso sulla scena vedo solo mezze calzette che fanno il paio con quelle del “Palazzo”. Sipario, sipario… Noi, intanto, non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca

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