Omofobia, testo bocciato alla CameraE nel Pd esplode il caso Binetti

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Approvata la pregiudiziale dell’Udc. Pdl: il Pd non ha mantenuto patti. Franceschini: «Binetti? Un problema»

ROMA – Bocciato alla Camera il disegno di legge sull’omofobia. L’Assemblea di Montecitorio ha approvato, con i voti di Pdl e Lega, la questione pregiudiziale avanzata dall’Udc. Pd e Idv hanno votato contro. Poco prima l’Aula (anche con voti del Pdl) aveva invece respinto la proposta di rinvio in commissione avanzata da Giulia Bongiorno.

CASO BINETTI – Dopo il voto si scatena lo scontro tra i poli. E all’interno del Pd. La deputata Paola Binetti ha infatti votato con il centrodestra la pregiudiziale di costituzionalità. Durissimo il commento di Dario Franceschini: «È un problema, un signor problema». «La legge è stata bocciata dalla destra ed è una vergogna – prosegue il segretario del Pd -, perché dopo che tanti esponenti della destra si erano detti disponibili a norme contro l’omofobia, che non dovrebbero avere colore politico, hanno votato compatti insieme all’Udc per bloccare la legge. La risposta che si dà agli omosessuali è che la legge non si fa, dovrebbero vergognarsi». Il Pdl attacca il Pd: «Non ha mantenuto i patti – afferma Beatrice Lorenzin -. Avevamo raggiunto un accordo per cui, per rimediare ai vizi di costituzionalità della norma, si rinviava all’esame della commissione. Arrivando in tempi brevissimi a riportare il testo in aula. Violato il patto, anche noi abbiamo votato contro». Il Pd annuncia che ripresenterà il testo: «Non ci diamo per vinti, ripresenteremo subito il testo in commissione» dice Donatella Ferranti.

COMMISSIONE – La pregiudiziale è stata approvata con 285 voti a favore, 222 contrari e 13 astensioni. L’Udc aveva inizialmente chiesto il voto segreto, ma la richiesta è stata ritirata «per coerenza» dal capogruppo Pier Ferdinando Casini dopo che Italo Bocchino del Pdl ha spiegato le ragioni per cui il suo gruppo aveva votato contro il rinvio del testo in commissione. «Questo testo – aveva spiegato Bocchino – rientra tra quelli inseriti all’ordine del giorno dell’Aula in quota all’opposizione; non era giusto che noi con i nostri voti ne determinassimo il ritorno in commissione, visto che l’opposizione stessa non era d’accordo sul mantenimento del testo. Il governo presenti presto un testo adeguato a quanto prescritto dal trattato di Lisbona». Si era dichiarata a favore del rinvio in commissione anche il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna, che chiedeva di rivedere il testo per inasprire le pene.

PREGIUDIZIALE – «L’omofobia si combatte potenziando il controllo del territorio, educando al rispetto, dando risorse alle forze dell’ordine e non aggiungendo altre categorie di reato – ha spiegato Roberto Rao dell’Udc motivando la pregiudiziale -. Così facendo si finirà per discriminare indirettamente chi non vi rientra come le persone anziane, anche loro soggetti deboli, spesso vittime di violenze. Che senso ha legiferare in questo modo?».

PD E IDV – Durissimo il commento della relatrice del testo, Paola Concia del Pd: «Mi vergogno di far parte di questo Parlamento. Il Pdl ha detto bugie, mentre il mio gruppo senza avvertirmi ha cambiato idea e ha votato contro la possibilità di tenere in vita questa legge con il suo ritorno in commissione». L’Italia dei Valori si era detta fin da subito contraria al richiamo in commissione: «C’è stato un anno di aggiustamenti su questo testo che è stato, tra l’altro, redatto a più voci, compresa quella della maggioranza. Questa richiesta ci sembra dilatoria: le lobby omofobe sono in lavoro permanente» aveva detto il vice presidente della commissione Giustizia Federico Palomba.

 

 

13 ottobre 2009 tratto da affaritaliani.it inserito da michele d elucia

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