Giustizia. A Sorrento 14mila processi fermi, fascicoli anche nel wc

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 Sorrento – Mancanza di un presidio sanitario, un solo cancelliere che sbriga pratiche civile e penali, 14mila processi sospesi e scatoloni pieni di carte “sistemati” persino nelle toilette. Sono questi i motivi che hanno spinto gli avvocati a proclamare l’astensione da tutte le udienze fino al 3 novembre. Gli uffici del giudice di Pace, ieri mattina, sono andati completamente in tilt. Richieste precise al ministero della giustizia, al presidente del tribunale e al Procuratore. “Così non si può andare avanti – spiegano i legali – e non possiamo svolgere il nostro lavoro”. La necessità di avere un presidio sanitario permanente arriva dopo l’improvvisa scomparsa dell’avvocato Gaspare Gallo, colpito da un malore cardiaco. Una protesta plateale, quella di ieri mattina, condivisa anche dai giudici. “I motivi dell’astensione – spiega Piero Guerra – sono sotto gli occhi di tutti. Basta guardarsi intorno. Il presidio sanitario non c’è, la carenza di personale è evidente”. Sulla stessa linea il commento del “collega” Luigi Cioffi. “I dati – spiega il giudice – sono sconfortanti. Sono circa 6mila le pratiche pendenti per quanto riguarda il processo civile. Ci sono delle lacune che noi, insieme agli avvocati, riusciamo a superare con spirito di abnegazione. Ma fino a quando potremmo resistere?”. Gli avvocati escono alla spicciolata dagli uffici. Un breve sguardo all’ingresso, dove sono affisse le motivazioni della protesta, e un cenno con la testa. Un cenno di disapprovazione. Per capire lo sconforto basta fare un giro all’interno degli uffici del giudice di Pace. Fascicoli e documenti sono sparsi ovunque. “E’ una situazione assurda – spiega l’avvocato Luigi Alfano, esponente dell’associazione italiana giovani avvocati – e in queste condizioni non possiamo svolgere il nostro lavoro. Per non parlare della sicurezza. Ogni volta che si celebra un processo c’è il rischio di ordine pubblico perché non sono presenti le forze dell’ordine. Qualche settimana fa abbiamo addirittura rischiato di essere aggrediti. C’è un solo cancelliere costretto a sbrigare sia le pratiche civili sia quelle penali. Cominciamo a lavorare alle nove di mattina e finiamo alle otto di sera. Stenotipia, computer? Neanche a parlarne. E poi ci si chiede perché un’udienza viene rinviata di un anno. Il ministero deve assolutamente risolvere il problema inviando rinforzi”. E dall’avvocato Alfano arriva una proposta innovativa. “I giovani laureati – spiega – potrebbero essere assunti per dare una mano negli uffici. Un’opportunità per loro e una boccata d’ossigeno per tutti”. Gli fa eco l’avvocato Elio Rina. “Svolgo questa professione da tanti anni – dichiara – e non mi sono mai trovato davanti ad una situazione del genere. Gli uffici sono totalmente ingolfati. Ed è assolutamente necessario un presidio ambulatorio per tutte le emergenze”. Quanto durerà la protesta? Il consiglio dell’ordine ha deliberato fino al 3 novembre. (Fabio Orecchiuto da MetropolisWeb)

inserito da A. Cinque

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