DA RAVELLO AL FORMEZ 2, SECONDO AMALFITANO PRESIDENTE DI FORMEZITALIA

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E’ Secondo Amalfitano, ex sindaco di Ravello, in costiera amalfitana, a diventare presidente del FormezItalia, una sorta di Formez 2, raggiungendo così la maggior carica funzionaria ricoperta attualmente da un politico della costa d’Amalfi. Se ne parlava da tempo, nei corridoi di Palazzo Vidoni. Il tutto si è concretizzato questa estate. Il consiglio dei ministri aveva appena approvato in prima lettura – era il 24 luglio scorso – il decreto di riforma del Formez, l’ente gestore della formazione e dei servizi di supporto alle pubbliche amministrazioni, che nell’arco di una settimana veniva costituita la nuova società responsabile della sola formazione, con tanto di nuovo presidente e cda. Una delle possibilità contemplate dal decreto messo a punto dal ministro della funzione pubblica Renato Brunetta, questa delle scatole cinesi, esercitata senza neanche attendere il parere delle competenti commissioni parlamentari (l’esame del provvedimento è appena iniziato). E che ha portato alla nascita del FormezItalia spa, società a intera partecipazione di Formez e con capitale sociale di 500 mila euro, a cui è trasferita la riqualificazione e l’aggiornamento dei travet, un settore che ha movimentato un giro di commesse sostanzioso, fino a 60-70 milioni di euro annui. Così oggi da un lato c’è Formez pa, al cui capo resta il presidente storico dell’ente, Carlo Flammant: si concentrerà prevalentemente sui servizi di comunicazione all’interno delle amministrazioni e tra amministrazioni e cittadini (il riferimento è Linea Amica); dall’altro c’è FormezItalia, tarato dal ministro sulla pianificazione di nuovi modelli di riqualificazione professionale dei lavoratori. Che vede alla guida il debutto di Secondo Amalfitano, noto per essere stato sindaco di Ravello e vicepresidente dell’Anci, l’associazione nazionale dei comuni. Pezzo grosso del centrosinistra della costiera, Amalfitano lo scorso anno matura la decisione di abbandonare il Pd («non mi riconosco in questo partito», spiegherà più volte) e passa al ministero guidato da Brunetta come consigliere sulle questioni inerenti le autonomie locali. A volerlo con forza lo stesso ministro, che ne apprezza le competenze e l’esperienza acquisiste nel campo della gestione della cosa pubblica. Del resto, la conoscenza tra i due è datata, vista la passione che Brunetta coltiva da anni per il fascinoso comune della costiera amalfitana, tanto da decidere di prendervi casa e poi anche di ampliarla. L’incarico di consulente per Amalfitano si rivelerà ben presto essere un ripiego in attesa di un ruolo di maggior prestigio. Che appunto si concretizza con Formez Italia spa. Non una società autonoma, questa, ma una sorta di controllata dell’ente principale presieduto da Flammant. Scelta organizzativa dettata anche dalla necessità di non innescare sospetti, in particolare presso il ministero dell’economia, su eventuali aumenti dei costi di gestione. Del resto, uno degli obiettivi della riorganizzazione del Formez era proprio il contenimento delle spese: a regime 900 mila euro di risparmio, rispetto ai 4 milioni spesi nel 2006, ottenuti da Brunetta agendo sulla struttura principale di Formez pa, che ha perso i due vicepresidente e 5 dei 12 membri del cda. Nel consiglio di amministrazione di FormezItalia figurano altri uomini vicini al riformismo del ministro antifannulloni: Cesare Vaciago, city manager di Torino e con trascorsi alle Ferrovie dello stato, e Giovanni Paolo Bernini, assessore al comune di Parma, città incoronata all’ultimo forum della pa come esempio di efficienza.