CAPRI, I TAXI CONTRO GLI AUTOBUS GRATIS DEGLI ALBERGHI

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Novanta pulmini gratis contro settantadue taxi a pagamento. Sono queste le cifre della guerra che infiamma Capri, soprattutto il comune di Anacapri che si trova nella parte alta dell’isola, nel cuore di un autunno mite che ancora attira sull’isola centinaia di turisti. Sono le cifre di un rapporto di forza che sarebbe assai squilibrato, se il corpo dei vigili urbani non fosse sceso in campo a dar man forte ai tassisti, messi in minoranza dai minibus. E in mezzo, i turisti sempre più disorientati, contesi tra il trasporto gratuito offerto dai grandi alberghi dell’isola e le tariffe, non sempre contenute, dei taxi. Episodio clou del conflitto, il sequestro da parte dei vigili del pulmino del Capri Palace, albergo amato dai divi di Hollywood: con multa di 78 euro, richiesta di documenti all’autista, interrogatorio ai passeggeri circa la tariffa pagata e, alla notizia che il trasporto era gratuito, identificazione dei passeggeri stessi. Ma il direttore del Capri Palace, Ermanno Zanini, non ci sta: “Si tratta di un provvedimento ingiusto. Sul libretto di circolazione del nostro bus è certificato che il veicolo è adibito al trasporto esclusivo di clienti dell’albergo ai vicini scali marittimi, ferroviari, aeroportuali, eliportuali e ritorno. Siamo in regola”. Solidarietà della Federalberghi, che attraverso il presidente dell’associazione Sergio Gargiulo ha dato mandato ai suoi legali di verificare la legittimità del provvedimento eseguito dai vigili capresi. “Non comprendiamo il comportamento del comune di Anacapri, che evidentemente appoggia l’associazione dei tassisti per motivi che ci sfuggono”, polemizza Gargiulo. “Per cautelarci, abbiamo richiesto il parere del ministero dei Trasporti: ci ha risposto che abbiamo ragione noi. Il trasporto gratuito dei clienti è assolutamente legittimo, ed è contemplato dagli articoli 82 e 83 del codice della strada. L’episodio ha provocato un serio danno di immagine per il settore turistico nell’isola e per le imprese che sono costrette a giustificare, agli occhi dei turisti, i ripetuti controlli da parte dei vigili”. A segnalare la presunta irregolarità messa in atto dagli alberghi è stata, lo scorso agosto, una denuncia all’autorità giudiziaria da parte dell’associazione dei tassisti guidata da Lucio Di Palma. La dura contrapposizione tra pulmini e taxi, dunque tra servizi gratuiti e a pagamento, ha radici nell’estate appena trascorsa: una stagione non particolarmente fortunata per l’isola, funestata dai blackout, dall’invasione dei liquami, dalla chiusura della Grotta Azzurra per presunto inquinamento e dal trasferimento della troupe della fiction “Capri” a Cinecittà. Nel pieno di questa crisi, turisti facoltosi e ossessionati dal desiderio di privacy e di aria condizionata – si racconta di divi del cinema e principi del petrolio – cominciano a snobbare i bellissimi taxi capresi, scoperti e colorati, a vantaggio dei più anonimi shuttle dei grandi alberghi: gratuiti e, nella fitta rete delle stradine capresi, meglio governabili. La guerra infuria anche in pieno autunno. Ma a far da paciere si candida il sindaco di Anacapri, Franco Cerrotta, che promette di acquisire tutti i dati della querelle e di studiare una soluzione onorevole per entrambi i contendenti.