MAIORI COSTIERA AMALFITANA. SUCCESSO DEL SONDAGGIO A SINDACO INTERVIENE CALIFANO

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Positanonews ha chiuso questa notte il sondaggio per la elezione al sindaco di Maiori, il comune che va al voto, con Positano, in costa d’Amalfi.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Enrico Califano, responsabile del collocamento, che ha ricevuto 377 voti su 1.397, preceduto dal solo Alessandro Mennella, giovane componente di Casa Pound, che con una accelerata fra sabato e domenica, è arrivato a 420 voti, mentre ottimo terzo posto per Antonio Romano con 103 segnalazioni, Enzo Mammato con 53, Alfonso Cipresso con 51, Antonio Taiani ed Enrico Ferrara con 48, Chiara Furco con 38, Luigi Colangelo con 34, Lucia Mammato con 33, Antonio Della Pietra con 29, poi a seguire Maria Rosaria Marciano, Alfonso Scognamiglio, Stefano Della Pietra, Salvatore Della Pace, Raffaele Vitagliano, Antonio Capone, Davide Marciano, Valentino Fiorillo.

Altri dieci candidati dal nostro sondaggio sono stati tolti da una prima fase – che voleva essere nelle nostre intenzioni una specie di primarie – fra quelli meno votati. C’è da precisare che il sondaggio riguarda i lettori di positanonews, quindi chiunque può votare anche non essendo di Maiori, che molti candidati non sapevano neanche di essere tali, quindi potrebbero anche non essere stati interessati a sponsorizzare se stessi e  sono stati scelti dal web 2.0, cioè social network, come facebook, indicazioni via mail e altro, da noi sono stati scelti il sindaco uscente, il vicesindaco ed i due capogruppi consiliari, entrati d’ufficio nel sondaggio, ed è una iniziativa giornalistica da prendere esclusivamente come tale.

Un tentativo, il primo nella storia della Costiera amalfitana, di democrazia virtuale, nato da quello che è il primo local social network, nonchè testata giornalistica nata online, della Costiera Amalfitana e Penisola Sorrentina. Abbiamo tentato con i forum e con le proposte, ma non vi è stato molto seguito, una discussione sulla vicenda di Maiori come un bronx non ha dato seguito a proposte concrete, a Minori abbiamo lanciato la provocazione della cartiera, il coinvolgimento non è stato tale quanto quello avuto per il sondaggio, ma abbiamo una sezione forum che mettiamo a disposizione di chiunque voglia sollevare una problematica per discutere dei problemi sfruttando la nostra visibilità eccezionale.

Dopo cinque anni di tentativi di coinvolgere la popolazione nella vita democratica politica del paese abbiamo avuto un riscontro, dobbiamo dire enorme, al di là di ogni aspettativa, in questa iniziativa.

 

Riceviamo e Pubblichiamo la lettera di Califano

Gentile direttore,

ho visto con piacere che sono abbastanza popolare tra i lettori di Positanonews.

Peraltro è ragionevole che chi è abituato ai nuovi media e all’uso della rete si identifichi più agevolmente con la modernità politica e dei contenuti.

Non mi resta che sperare che molti di essi siano elettori a Maiori.

Fuor di battuta, mi faccia ringraziare tutti loro e chi, senza chiedermelo, ha ritenuto di inserirmi tra i possibili candidati a Sindaco di Maiori nella primavera del 2010.

Concordo pienamente con la Sua prudenza, allorché ha ripetutamente sottolineato che il sondaggio non può avere pretesa di scientificità e di attendibilità statistica.

Ma anche da una iniziativa a metà tra il gioco e lo stimolo (meritorio) alla partecipazione diretta, si possono ricavare segnali ed elementi di riflessione, che ognuno è libero di interpretare.

Mi faccia quindi dire la mia in questo senso, prima sui nomi, poi sulla politica.

I nomi, a partire da quelli, “di peso”, che sono assenti per scelta, disinteresse o rinuncia: non v’è dubbio che Francesco Amato, Raffaele Capone e Gianpiero Romano, come per il passato eserciteranno un’influenza rilevante sull’esito elettorale. Per loro, prima di altri, si pone il problema di trovare l’equilibrio in positivo tra il consenso prevalentemente personale di cui godono e l’assunzione di responsabilità verso la comunità per come lo si usa.

Accountability, potremmo dire, con una parola-prezzemolo inglese, spesso usata a sproposito.

Poi c’è la minoranza consiliare della “Civitas”; centrosinistra tendenziale, che ha goduto cinque anni fa di un consenso contingente ben più rilevante dell’influenza politica e sociale che esercita nel paese. A mio parere in questi anni si è ripiegata su se stessa, evitando accuratamente di interagire con altre realtà attorno a cui il paese si raccoglie.

Il che, ove sia presente alle elezioni, rende  prevedibile un sostanziale ridimensionamento, che certo non sarà attenuato da referendum di dubbia attualità su project financing di improbabile attuazione.

Per di più, anche nel sondaggio sono lampanti problemi irrisolti circa la leadership: cos’altro, infatti potrebbe logicamente spiegare il consenso di Antonio Romano, che da solo raccoglie 103 delle 169 preferenze dei cinque candidati di area, incluso il candidato sindaco “ufficiale”?

C’è la fondata possibilità che questo gruppo si trovi nella condizione politica di dover scegliere tra la tutela effettiva di alcune delle proprie priorità programmatiche e il rischio di una lista presentata per onor di firma.

Peccato  che una lista di bandiera sarebbe solo un favore a chi sta amministrando da dieci anni.

Anche la maggioranza attuale è presente in massa nel sondaggio, con il Sindaco, il suo vice, un assessore e il capogruppo consiliare. Non si può dire che sia emerso un erede di Stefano Della Pietra, né tra i presenti, né tra il paio di nomi prudentemente tenuti “coperti”.

Ma questo non sorprende, giacché di un erede non vi è alcun bisogno.

Io non ho mai creduto e non credo a un ritiro dell’attuale primo cittadino e sono convinto che egli accetterà ancora una volta di “sacrificarsi” per il bene del paese. In questo senso vanno pure i segnali di confusione che, da consumato artigiano di politica strapaesana, egli ad arte semina e fa seminare da affini e cortigiani in questa fase.

Peraltro penso che Stefano Della Pietra sia anch’egli ansioso di avere la misura di quanto i maioresi abbiano apprezzato l’operato suo e dei suoi…. diciamo così…. collaboratori, per averne il giusto premio elettorale.

Per gli altri, dato il doveroso riconoscimento al simpatico e brillante Alessandro Mennella e ai militanti di Casa Pound e di Futurista Costiera, tolti un paio di rottami d’epoca e di presenzialisti compulsivi per i quali a ogni elezione scatta il richiamo della foresta, siamo di fronte a persone che svolgono bene il proprio lavoro, e che daranno, là dove li indirizzerà la propria sensibilità, un contributo utile in elaborazione e consenso.

Tra tutti, mi piace considerare Luigi Colangelo, probabilmente “sondaggiato inconsapevole”.

E’ una personalità che arricchirebbe in credibilità ed autorevolezza la lista e il programma cui decidesse di aderire; basti, al riguardo, pensare al garbo e all’efficacia con cui ha organizzato proprio in questi giorni a Maiori un convegno scientifico internazionale di tre giorni.

Per ciò che concerne me e i miei amici, confermo, se ve ne fosse bisogno, che sarò candidato e che stiamo predisponendo un programma ed una lista che chiederà ai maioresi di voltare pagina: equilibrio ed equità nell’applicazione delle regole, gestione attenta dei soldi pubblici, col taglio degli sprechi e pochi investimenti mirati, restituzione ai cittadini della Porto di Maiori Spa e di almeno qualche metro di spiaggia, piano di sviluppo delle aree collinari, un municipio modernizzato che sia la casa di tutti, un occhio di riguardo alle fragilità sociali; poche chiacchiere e molto, necessario e urgente, lavoro quotidiano.

Con un obiettivo primario: amministrare innanzitutto per i maioresi.

Perché meglio i maioresi staranno, più saranno disposti a condividere il lungo e difficile percorso che serve per fermare il degrado attuale e rimettere in moto un meccanismo virtuoso di centralità del turismo, rinnovando occasioni di sviluppo. A cominciare dai giovani, cui garantire l’opportunità culturale, economica e sociale di crescere senza essere costretti ad andar via dal proprio paese.

Di tanto, entro ottobre, darò e daremo pubblica testimonianza, lieti di dialogare con chiunque voglia; auspicando che tra i tanti che si muovono in sordina tra pizze, cenette e chiacchierate tra amici, emergano individualità che assumano pubblicamente l’impegno a dichiararsi candidati adesso, e non già un giorno o un’ora prima della presentazione delle liste (anche questa è accountability).

La ringrazio per l’ospitalità che deciderà di concedermi.

Enrico Califano

 

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