CAMPANIA PRIMARIE PD, BASSOLINO IPOTECA LA VITTORIA DI BERSANI

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Che mi sono iscritto a fare a Posillipo se poi non voto? Parafrasando Arbore, le cose nel Pd napoletano spesso vanno così: a un boom di tessere, segue un flop di votanti ai congressi di circolo e una scia di dubbi sulla spontaneità delle adesioni. A Posillipo, quartiere vip di Napoli con vista sul golfo, dove risiede il governatore Antonio Bassolino, sono state staccate 385 tessere. Ma hanno votato solo in 59. Ad Acerra hanno espresso la preferenza solo 181 persone su 1263 iscritti. A Torre Annunziata, circolo in passato `commissariato’ per evidenti anomalie nel tesseramento, affluenza discreta: su 1151 iscritti si sono recati alle urne in 585. Ma a Castellammare e a Fuorigrotta seggi vuoti: 2998 tessere e 712 voti nel primo caso, 2219 iscritti e 563 voti nel secondo. Eppure in Campania l’affluenza è superiore al 51%. Evidentemente negli altri circoli hanno votato tutti, o quasi. Dalle urne campane Bersani, che gode dell’ingombrante sostegno di Bassolino, sovrasta Franceschini senza difficoltà, con numeri migliori del dato nazionale. Esce una mappa del consenso condizionata dal peso dei cacicchi sui `loro’ territori, dall’assenza del voto d’opinione in una regione mortificata dai clamorosi insuccessi dei governi di centrosinistra, e da una predisposizione diffusa al voto disgiunto. Accade infatti che il candidato alla segreteria regionale della mozione Bersani, Enzo Amendola, viaggi con 5 punti percentuale in più dell’ex ministro emiliano. Bersani, quando sono stati raccolti í risultati di 357 circoli, raggiunge i167,2% (29.206 voti) contro il 27,6% di Dario Franceschini (11.998 voti) e il 5,1% di Ignazio Marino (2.217 voti). Amendola invece supera il 72% mentre Leonardo Impegno, l’uomo del segretario del Pd, si ferma al 21%. Il mariniano Franco Vittoria, irpino, sfiora il 5%, frutto di un buon risultato tra Napoli e Avellino, la sua terra, mentre la mozione Marino è al lumicino in tutte le altre province. “L’attuale 6,5% di Vittoria a Napoli è un risultato straordinario – commenta il coordinatore napoletano dei mariniani Luca Stamati – se si tiene conto che il 98% dell’apparato sta con Bersani e Franceschini”. A Caserta e Salerno la coppia Bersani-Amendola avrebbe sfondato il muro dell’80%. Mentre ad Avellino, dove ha prevalso Franceschini, è in corso una lite fatta di ricorsi e controricorsi sulle modalità di convocazione dell’assemblea. Amendola, 37 anni, l’ultimo segretario campano dei Ds, poi coordinatore campano dei dalemiani di Red (”mi sono dimesso a luglio”), batte Bersani grazie al sostegno di numerosi ex dc-margheritini, tra i quali spicca il boss delle preferenze del nolano, Pasquale Sommese, 34mila voti alle regionali e 95mila alle europee (primo dei non eletti). Talmente convinto, Sommese, del primato `centrista’ della politica che vorrebbe allargare all’Udc e all’81enne Ciriaco De Mita le primarie per il candidato Governatore nel 2010: “Sto con Franceschini ma voto Amendola perché una vasta area del partito non è per nulla attirata dall’idea di un’estenuante battaglia congressuale troppo incentrata sul dualismo pro o contro Bassolino”. Il voto disgiunto diventa un `caso’ a San Nicola la Strada, provincia di Caserta. Paese in cui Franceschini ha battuto Bersani 111 a 4, mentre Amendola ha fatto pieno il pieno dei 115 voti per la segreteria regionale. Ma è molto più facile trovare circoli dove Bersani la fa da padrone. A Frattaminore l’ex ministro supera Franceschini 163 a 21. A Carinola (Ce) vince 109 a 8. A Gragnano ha la meglio 146 a 38. In un circolo di Caserta Bersani inchioda Franceschini a un umiliante 48 a 1. “Il voto al sud non è libero – ha detto la giovane deputata casertana Pina Picierno, sostenitrice di Franceschini – quando si arriva a percentuali che superano 1′80%, come qui con la mozione Bersani, c’è di sicuro qualcosa che non va”. Sorge però spontaneo il sospetto che ci sia qualcosa che non va anche a Teano, il paese della Picierno, dove lo zio è sindaco: qui Franceschini supera il 90% e straccia Bersani 108 a 9. Numeri. Che verranno azzerati con le primarie del 25 ottobre. Ma quando discuti di Pd la domanda è sempre la stessa: qual è il peso di Bassolino? In che modo il Governatore più impopolare del Paese causa disastro spazzatura utilizzerà il congresso per ritagliarsi un futuro? Di rimbalzo: come la Campania condizionerà l’esito nazionale dello scontro Bersani-Franceschini? È un territorio decisivo, lo evidenziano le cifre: 121mila iscritti, un ottavo del tesseramento. Ben 69.800 solo tra i 127 circoli di Napoli e della popolosissima provincia, dove tra paesi in cui il numero degli iscritti ha superato quello dei voti alle ultime elezioni provinciali – Visciano, Casamarcíano, Pímonte e San Giuseppe Vesuviano – sbucano anche casi di fiaschi clamorosi come Sant’Agnello, paesino confinante con Sorrento che si è fermato a due tessere dopo la fuga del capobastone locale verso l’Udc. Il clan di Bassolino controllerebbe più della metà delle iscrizioni sostenendo Bersani e Amendola alla luce del sole. È evidente che, ín caso di vittoria dell’ex ministro di Prodi, Bassolino sarà determinante nella scelta del candidato presidente campano e nel governo del Pd locale. E anche l’acerrimo rivale Vincenzo De Luca, il primo cittadino di Salerno che da dieci anni punta a prenderne il posto, dovrà scendere a patti. Al congresso De Luca è orientato a votare Bersani. Ma ha lasciato una porta aperta a Franceschini: il capogruppo dei “Progressisti”, la storica lista civica del sindaco, è coordinatore provinciale della sua mozione. Anche De Luca, a modo suo, fa voto disgiunto.

L’articolo è di Vincenzo Iurillo su Il Fatto Quotidiano di oggi di cui è il corrispondente in Campania, originario di Piano di Sorrento , con corrispondenze su varie testate, coautore del libro La Casta della Monnezza, che Positanonews, la testata online della Costiera amalfitana e penisola sorrentina, ha potuto vantare come firma,  Iurillo è diventato il referente della Campania per Il Fatto Quotidiano, il giornale che sta riscuotendo un notevole successo di critica e vendite

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