Regionali/ La Lega ad Affaritaliani.it: a rischio il governo se in Veneto corre Galan

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Berlusconi Galan Bossi

Il premier ha sciolto la riserva sul Veneto e ha detto a Galan che sarà ancora lui il candidato del Pdl. Durissima la reazione del Carroccio. Giampaolo Gobbo, segretario della Liga, sceglie Affaritaliani.it per sganciare la bomba: “Siamo pronti a correre da soli ma il problema è ben diverso”. Se ci fossero due candidati del Centrodestra? “Si innesterebbe una situazione di difficoltà che riguarderebbe la possibilità di mantenere ancora questo governo”

Tensione alle stelle nella maggioranza. E addirittura esecutivo in pericolo. Silvio Berlusconi ha sciolto la riserva sul Veneto e ha detto a Giancarlo Galan che sarà ancora lui il candidato del Popolo della Libertà alle elezioni regionali del prossimo anno. Durissima la reazione del Carroccio. Giampaolo Gobbo, segretario della Liga Veneta-Lega Nord, sceglie Affaritaliani.it per sganciare la bomba: “Noi siamo sempre stati pronti a correre da soli ma il problema è ben diverso”. Se ci fossero due candidati del Centrodestra? “…C’è di mezzo la tenuta del sistema, delle alleanze e di tutto. Si innesterebbe una situazione di difficoltà che riguarderebbe la possibilità di mantenere ancora questo governo“.

“Siamo in coalizione con questa squadra e voglio capire che cosa succede, perché questi son tutti giochi. Secondo noi, dopo due legislature, dovrebbe spettare a noi la presidenza del Veneto, dopo quindici anni sarebbe giusto. Comunque adesso vedremo che cosa fare. Aspetto quello che mi dirà Bossi e non quello che ha detto Galan. Credo che sia ancora un discorso da definire”. La Lega è pronta correre da sola in Veneto contro il Pdl? “Non lo abbiamo mai ritenuto un problema ma non lo riteniamo giusto dato che siamo in alleanza dappertutto, così come nel governo. Quando c’era la coalizione con l’Udc, An e Forza Italia ognuno ha avuto delle Regioni importanti e non vedo perché noi non possiamo e non dobbiamo averle. Sto aspettando quello che mi dirà Bossi”. 

REGIONALI: LA RUSSA, NESSUNA DECISIONE PER VENETO – “Hanno ragione il coordinatore regionale del Pdl, Alberto Giorgetti, e il capogruppo della Lega al Senato, Federico Bricolo. Nessuna decisione è stata presa in ordine alle candidature alla prossime elezioni regionali del Veneto”. Lo dice il coordinatore nazionale del Pdl, Ignazio La Russa, che aggiunge: “Con gli altri due coordinatori nazionali del Pdl stiamo procedendo all’istruttoria sulla situazione nelle varie regioni in cui è ancora aperta la scelta del candidato a presidente, per poi sottoporla agli organi di partito. E’ altresì corretto affermare che successivamente l’indicazione del Pdl dovrà essere confrontata, con lo stesso spirito di coesione dimostrato alle provinciali, con gli amici della Lega”.

L’INVESTITURA DI GALAN DA PARTE DEL PREMIER

Sarà Giancarlo Galan il candidato del Pdl alla presidenza del Veneto per le Regionali del 2010. La Lega, se vuole, correrà con un suo uomo: e chi prenderà un voto in più, vincerà. Centrosinistra permettendo, ovviamente. Alle undici di sera di martedì 29 settembre i tappi di champagne saltano nella residenza romana di Silvio Berlusconi, ma non solo per festeggiare il compleanno numero 73 del premier. Alla festa quello in vena di regali era lui, il Cavaliere: e ne ha fatto uno grosso così a Galan: gli ha affidato di nuovo la bicicletta chiamata Pdl e gli ha detto ‘Vai, pedala’. Se arriverà primo, buon per lui.

Il Governatore veneto ha aspettato Berlusconi per tutto il pomeriggio, finché è ritornato dalla consegna di altre 400 case ai terremotati abruzzesi. Quando, verso il tramonto, è riuscito a trovarsi faccia a faccia con Silvio, l’ha messa giù papale papale: “Il tempo è scaduto, serve subito una decisione su chi correrà per il Veneto. Noi o la Lega?”. Il premier si è ricordato della parola data prima delle ultime elezioni europee e prima ancora dell’impegno preso il giorno del matrimonio di Galan, quando aveva chiarito: “Chi prenderà un voto in più tra Pdl e Lega avrà diritto a esprimere il candidato”. Si sa com’è andata alle Europee di giugno: il Pdl ha mantenuto il vantaggio, seppur risicato.

E il Cavaliere ha mantenuto la parola presa con il Governatore. Il quale ha avuto gli astri dalla sua, perché mentre parlava di questo con il leader del Pdl, è arrivato anche l’altro leader, quello che ultimamente ha provocato più di un sobbalzo nel partito: Gianfranco Fini. Ma mercoledì era giorno di festa e di pace a Palazzo Grazioli. Così Galan non ha mollato l’osso e alla fine ha ottenuto quel che voleva: la benedizione. Il concetto è semplice: il Pdl vuole il Veneto, la Lega vuole il Veneto. Come riuscire a coniugare le aspettative di entrambi? La soluzione è arrivata dopo un lungo ponderare. I programmi di governo saranno scritti, il più possibile, insieme alla Lega. Poi, ognuno marcherà le differenze che riterrà opportune e si presenterà agli elettori con il proprio candidato e con una sottintesa domanda: “Preferite che questo programma sia gestito da Giancarlo Galan o dal candidato leghista?”.

E vinca il migliore. Chi prenderà un voto in più, ancora una volta, avrà l’onore di pedalare in sella alla bicicletta. Ma per fare il capitano di quale squadra? E con quanti uomini? Dettagli che saranno discussi più avanti. Così come non è stato deciso se poi la squadra ‘perdente’ dovrà garantire o meno appoggio al vincitore, se entrerà o meno al governo stendendo un velo su due anni di schermaglie e alcuni mesi (i prossimi) di prevedibili scontri feroci. Quel che conta è la parola di Berlusconi e Fini. Che dovranno comunicare a Bossi quanto deciso. Non sanno nemmeno se e come Bossi reagirà. Dettaglio non da poco, perché in ballo a Roma ci sono molte questioni di governo che richiedono una compattezza granitica dell’alleanza. E si sa che il disappunto a volte provoca dispetti, e i dispetti sgambetti. E gli sgambetti, cadute. Ma ora è il tempo di fare un passo alla volta. Galan, il suo, l’ha fatto. Ha ottenuto un primo successo liberando paradossalmente anche la Lega da una situazione imbarazzante. L’indicazione di Bossi, è prevedibile, non tarderà a venire. Per una corsa in solitario, come forse speravano anche molti leghisti veneti. E vinca il migliore. Poi, se alla fine saranno tutti amici come prima, è un altro discorso…

tratto da affaritaliani.it                    inserito da michele de lucia