PIANO CASA OGGI SE NE DISCUTE IN REGIONE CAMPANIA, LA COSTIERA AMALFITANA ESCLUSA? ARRIVANO 1257 EMENDAMENTI

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Piano casa: oggi a Napoli in consiglio regionale della Campania  la discus­sione del testo che è stato licen­ziato dalla commissione urbani­stica, la cui approvazione è stata annunciata, e non realizzata, ormai da settimane, e alla fine neanche è stato approvato.

Il disegno di legge permet­te ampliamenti delle volume­trie edilizie fino al 20%, purché si utilizzino tecniche costrutti­ve che «garantiscano il rispar­mio energetico ambientale». Consente inoltre di abbattere e ricostruire, con il premio di un aumento del 35% delle cubatu­re, anche aumentando la preesi­stente altezza del 20%.

L’articolo 5, poi, concede di variare la destinazione d’uso, per chi abbatta e ricostruisca immobili degradati nelle aree urbanizzate, purché una quota non inferiore al 20% delle cuba­ture sia destinata ad edilizia convenzionata. Potranno dun­que diventare immobili ad uso residenziale le fabbriche dimes­se, sempre che siano inattive da almeno un anno.

Sul piano casa centro destra e centro sini­stra realizzano un idillio di amo­rosi sensi, con delle eccezioni, per ambo i sensi, la Costiera amalfitana, e la penisola sorrentina, rientrando nel PUT, sono escluse dalla maggior parte degli interventi, quindi Amalfi e Sorrento, salvo modifiche, non potranno usufruire di questa legge e ci sono contestazioni da chi ne vorrebbe l’ampliamento e la modifica di una legge risalente a pianificazioni di trenta anni fa, altre critiche di tenore opposto vengono da chi, invece, ritiene che la legge consenta interventi in zone vincolate come Il Vesuvio, dove si teme una colata di cemento. 

Pasquale Sommese, del Pd, presidente della commissione urbanistica, dice infatti: «E’ uno strumento legislativo stra­ordinario per rimettere in moto l’economia e dare una prima ef­ficace risposta al disagio abitati­vo ». Gli fa eco il capogruppo in consiglio del Pdl, Pasquale Ro­mano: «E’ un’opportunità asso­lutamente strategica per garan­tire una risposta vera all’emer­genza abitativa e per il rilancio dell’economia regionale». Fer­nando Errico, capogruppo Po­polari- Udeur, invita a stringere i tempi: «Va approvato rapida­mente ». Salvatore Ronghi e Francesco Brusco (Movimento politico per le autonomie), rispolverano l’immarcescibile piccolo abuso di necessità e presentano un emendamento che aprirebbe la strada a una nuova sanatoria.

Luigi Muro, as­sessore provinciale e vicesin­daco di Procida, isola ripe­tutamente sfregiata dal ce­mento illegale, estrae dal cilindro un emendamen­to per applicare la proce­dura semplificata di con­dono agli immobili situa­ti nelle aree con vincolo di inedificabilità relativa. Consegna la proposta al Pdl, il suo partito, poi si di­mette perché il ruolo di consi­gliere è incompatibile con quel­lo di assessore provinciale. 

To­nino Scala, capogruppo de la Si­nistra annuncia batta­glia con 1257 emendamenti: «Se questa legge dovesse passa­re, dopo le colate di lava del Ve­suvio, questa volta, a seppellire l’intera regione saranno le cola­te di cemento e, grazie alla nor­ma sul cambio di destinazione d’uso delle aree industriali di­smesse, ci sarà l’assoluta deser­tificazione industriale del no­stro territorio, un colpo mortale per l’economia e l’occupazio­ne ». Quel che teme anche Luigi De Falco, segretario regionale di Italia Nostra: «Almeno in Lombardia il piano casa esclude le costruzioni che hanno già go­duto dei condoni craxiani e ber­lusconiani. Qui da noi neppure questo »

Ma cosa dice il Piano Casa a grandi linee?

Ampliamento di case. Le abitazioni private potranno essere ingrandite fino a un tetto massimo del 20% del volume esistente; per tutte le altre tipologie di edifici la soglia del 20% è in riferimento invece alla superficie coperta.

Sconti fisco. I Comuni potranno scegliere di ridurre il cosiddetto contributo di costruzione previsto per l’ampliamento del 20%. Sconto che salirebbe al 60% nel caso di prima abitazione. Si potrebbe addirittura arrivare all’esonero del contributo nel caso di uso di bioedilizia.

Richieste entro 2010. La richiesta di ampliamento deve arrivare entro il 31 dicembre 2010. Il provvedimento allo studio prevede anche la possibilità di realizzare un edificio separato nel caso in cui non sia materialmente o giuridicamente possibile realizzarlo in contiguità con il fabbricato esistente.

Demolizioni e ricostruzioni. Gli edifici realizzati anteriormente al 1989 che non siano adeguati agli standard qualitativi e che non siano sottoposti al vincolo di conservazione possono essere abbattuti e ricostruiti con un aumento della cubatura fino al 30%. Qualora gli edifici non siano residenziali la soglia è relativa alla superficie coperta. In entrambi i casi, il tetto salirebbe al 35% con l’utilizzo di tecniche di bioedilizia. All’interno di questo capitolo, poi, si starebbe ragionando sulla possibilità di rendere l’area originaria non edificabile nel caso in cui si decidesse di ricostruire in una zona diversa.

Rispetto del paesaggio. Paletti rigidi rispetto ai vincoli ambientali e paesaggistici e divieto assoluto di ampliamento per gli immobili abusivi.

Stretta su sanzioni – Multe per i casi più lievi e per contro una stretta delle sanzioni per chi interviene sui beni vincolati. Allo studio poi il ravvedimento operoso, fino a immaginare per i casi meno gravi l’estinzione dell’illecito, e la possibilità che l’accertamento di conformità e quello di compatibilità ambientale estinguano i reati.

Arriva certificato di conformità. Il ddl abolisce il permesso di costruire e lo sostituisce con una certificazione di conformità giurata da parte del progettista. Previsto poi l’ampliamento dei casi di denuncia di inizio attività, la rimodulazione degli interventi di edilizia libera.

Camera di conciliazione. Via libera alla valutazione preventiva degli interventi con gli uffici preposti e creazione di una Camera di conciliazione presso i comuni.

Semplificazione e tempi certi. Meno burocrazia per le procedure per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica e indicazione di tempi certi per la conclusione del procedimento.

 

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