Napoli, bruciano i rifiuti alla DuchescaDanni ai negozi e all´arredo urbano

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NAPOLI (28 settembre) – Un rogo doloso di rifiuti nel cuore del popolosissimo quartiere della Duchesca che ha danneggiato vetrine, fioriere, la strada e provocato tanta paura fra centinaia di persone e i residenti. È accaduto ieri alle 15 (durante la partita del Napoli) e per domare le fiamme i vigili del fuoco hanno impiegato un’ora e un quarto.

L’allarme rifiuti, l’emergenza che fa capolino un’altra volta come 18 mesi fa, si misura anche così. Con episodi da condannare ed esecrabili, nonché frutto «dell’inciviltà» – come ha spiegato il sottosegretario all’Emergenza rifiuti Guido Bertolaso – ma di certo in qualche modo spiegabili con la necessità di togliere da mezzo rifiuti di ogni genere accantonati da tempo in un’area mercatale fra le più frequentate della città. Al riguardo dall’Asìa, l’azienda del Comune che si occupa della raccolta rifiuti, fa sapere che «nelle aree mercatali la raccolta dei rifiuti viene svolta sempre a termine del mercato. I rifiuti bruciati sono un problema perché è difficile smaltirli, c’è il pericolo che sprigionino diossina».

Cosa è stato brucato? Sacchetti, plastica, qualche copertone, cartoni, per la maggior parte si tratta proprio di rifiuti prodotti dalle attività del mercato. «Una gran quantità – racconta uno dei commercianti – era a terra già da qualche giorno».

Sarà l’Asìa ad accertare se davvero le cose stanno così. Il dato di cronaca è che nel cuore della città e in una domenica di fine estate c’è stato chi ha appiccato il fuoco a qualche quintale di rifiuti incurante dei rischi che una simile operazione poteva far correre a chi si trovava da quelle parti. «Purtroppo – raccontano dalla centrale operativa dei vigili del fuoco – non è la prima volta che interveniamo in quel posto e sempre di domenica. Evidentemente qualche problema c’è».

Il rogo è stato appiccato di proposito, è doloso e sembrano esserci pochi dubbi. Quello di dare fuoco alla spazzatura è un fenomeno che a Napoli e in tutta la regione è molto diffuso. Naturalmente questa pratica pericolosissima per la salute ha avuto il suo picco nei mesi dell’emergenza. Tuttavia nelle periferie della città, soprattutto quella occidentale, dove tutti i rifiuti non sono mai stati tolti, basta andare a Pianura, Soccavo e i comuni limitrofi di Quarto, Marano e Qualiano per rendersene conto.

Nelle pieghe della disperazione si inseriscono vere e proprie bande di malviventi che alle porte della città e a Napoli ne approfittano per bruciare i copertoni, le gomme in disuso di auto e camion. Roghi che si vedono a chilometri di distanza e che sprigionano veleni altamente cancerogeni. Il Comune per cercare di arginare questo fenomeno si è dotato di uno strumento normativo ad hoc, un’ordinanza che proibisce questa pratica. A dare il la alla riscossa delle popolazioni residenti ci ha pensato il sindaco di Qualiano.

Lo ha seguito Rosa Iervolino che il 21 luglio ha varato l’ordinanza che mette nel mirino anche i rivenditori cittadini. Due le disposizioni: divieto di abbandonare vecchi copertoni all´esterno dei locali oltre l´orario di chiusura e appunto di incendiare o abbandonare materiale pericoloso in qualsiasi località del territorio comunale.

Per i trasgressori è prevista una multa da 100 a 500 euro oltre la sospensione dell´attività commerciale da tre a cinque giorni. Utilissime le denunce giunte al sito www.laterradeifuochi.it sul quale è disponibile una mappa dei roghi definiti «la vera emergenza rifiuti in Campania».

© RIPRODUZIONE RISERVATA  ilmattino.it

                                                                inserito da michele de lucia
 
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