Insider/ Il Cav al Quirinale e Fini premier

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Un retroscena davvero clamoroso circola nel Palazzo. Dopo il federalismo, al via le riforme costituzionali. L’obiettivo è quello di introdurre il semipresidenzialismo francese. Voto anticipato nel 2012 con una nuova legge sempre bipolare. E, in caso di vittoria del Centrodestra, Cavaliere al Colle (con poteri rafforzati) e Fini presidente del Consiglio. Ok anche dalla Lega, che otterrebbe…

Un retroscena davvero clamoroso circola nel Palazzo. L’incontro tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini di qualche giorno fa – nella casa romana di Gianni Letta – avrebbe stabilito una sorta di road map per il Popolo della Libertà. Una strategia a lungo termine sulla quale i due leader si sarebbero trovati d’accordo. Il tutto è legato alle riforme istituzionali. Dopo il federalismo fiscale, infatti, tocca alla seconda parte della Carta.

E l’intenzione del Pdl è quella di approvare in Parlamento una riforma costituzionale che introduca il semi-presidenzialismo alla francese. Rafforzando quindi i poteri del capo dello Stato, soprattutto per quanto riguarda la politica estera. In questo modo è probabile che si vada a elezioni anticipate nel 2012, un anno prima della fine della legislatura. Con un assetto dello Stato completamente diverso. Addio al bicameralismo perfetto, introduzione del Senato delle Regioni (modello Bundesrat tedesco), riduzione dei numero di deputati e nuova legge elettorale che comunque conservi il premio di maggioranza e quindi salvi il bipolarismo.

In questo quadro il Cavaliere – ovviamente se gli elettori confermassero la maggioranza al Centrodestra – andrebbe sul Colle più alto di Roma (con più poteri rispetto a quelli attuali del presidente della Repubblica), mentre l’ex leader di Alleanza Nazionale diventerebbe premier e leader del Popolo della Libertà. Ma non finisce qui. Ci sarebbe anche il via libera della Lega, che avrebbe probabilmente la guida della seconda Camera, quella delle Regioni, in un’ottica federalista.

Non a caso Umberto Bossi evita di polemizzare direttamente con Fini: nonostante le proposte del presidente della Camera sulla cittadinanza agli immigrati, il Senatùr ha sempre detto che il numero uno di Montecitorio è “un uomo di parole che mantiene i patti”. Fantapolitica? Mica tanto… visto che tra senatori e deputati di Centrodestra e Centrosinistra lo scenario viene discusso ormai da diversi giorni…

tratto da affaritaliani.it              inserito da michele de lucia

 

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