Sorrento: Istituto d´arte nella tempesta, arrivano ordini di custodia cautelare per appalti truccati.

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Sorrento: Appalti scolastici truccati, arresti all’istituto Grandi.

di Vincenzo Maresca.

Sorrento. Bufera sull’istituto d’arte “Francesco Grandi” dove a conclusione di una indagine investigativa la guardia di finanza ha messo agli arresti domiciliari il direttore dei servizi generali amministrativi Catello Coda ed il figlio Gennaro oltre ad emettere provvedimenti di misure interdittive nei confronti di sette imprenditori che fornivano materiali alla scuola attraverso una serie di appalti pubblici. Contestati per tutti i reati di concussione, truffa aggravata ai danni dello Stato, abuso di ufficio, turbativa d’asta, falso ideologico e materiale. Disposto inoltre l’interrogatorio preventivo per possibili ed ulteriori misure interdittive dai pubblici uffici anche nei confronti di professori e presidi dell’istituto, ad eccezione dell’attuale dirigente Patrizia Fiorentino. Scoperta in un intero piano dell’istituto d’arte anche una sala da fitness realizzata con fondi fraudolenti ed utilizzata esclusivamente dal dirigente arrestato per allenamenti quotidiani personali durante gli orari di ufficio. Solo quando il dirigente aveva terminato gli allenamenti veniva concesso agli studenti di accedere agli ulteriori laboratori informatici esistenti sullo stesso piano e realizzati con fondi della comunità europea con investimenti di circa 300mila euro. Ancora il dirigente si era impossessato del bagno riservato alle studentesse utilizzandolo come spogliatoio personale post-allenamento, costringendo le ragazze ad usare obbligatoriamente il bagno degli uomini. Oltre all’ordinanza di custodia cautelare per Catello Coda ed il figlio Gennaro la guardia di finanza ha emesso sette misure interdittive, per altrettanti fornitori coinvolti in gare di appalto truccate per la destinazione di materiali di vario genere all’istituto scolastico. L’intera operazione denominata “Scuola Pulita” è stata condotta dai militari della guardia di finanza di Massa Lubrense diretti dal tenente Umberto Soavi e coordinati dal gruppo di Torre Annunziata con una serie di investigazioni scattate nel dicembre 2008 in merito alla aggiudicazione da parte di alcuni imprenditori della penisola sorrentina di appalti per la fornitura di beni pubblici. Al termine dell’inchiesta sono scattate le ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata coordinata dal procuratore Diego Marmo. Sotto la lente di ingrandimento delle fiamme gialle sono finite diverse gare di appalto indette dall’istituto scolastico “Francesco Grandi” di Sorrento nel periodo 2004-2008. Dai controlli incrociati effettuati dai militari della guardia di finanza è emerso che costose forniture di materiale informatico venivano attribuite con l’appoggio del dirigente Catello Coda al proprio figlio Gennaro a sua volta titolare di una azienda informatica ed elettronica. Era lo stesso figlio del dirigente amministrativo della scuola a predisporre a tavolino ed in maniera preliminare le configurazioni hardware con un prezzario opportunamente gonfiato facendo in modo che all’appalto prendessero parte determinate imprese a lui vicine e disposte a commettere compromessi. Con un circuito chiuso e ben organizzato le ditte favorevoli vincevano a turno le gare indette dall’istituto d’arte “Francesco Grandi” a condizione però che le stesse ditte garantissero l’acquisto del materiale occorrente presso l’azienda del figlio del dirigente scolastico. In fase di aggiudicazione venivano artatamente alterate e falsificate nei documenti di base d’asta le descrizioni del materiale di appalto per fare in modo che la ditta già prescelta sottobanco apparisse come la più concorrenziale. Il triangolo commerciale predisposto garantiva a Catello Coda ed al figlio Gennaro l’opportunità di mettere le mani su decine di migliaia di euro provenienti da stanziamenti della pubblica amministrazione con una procedura semplice ma redditizia. Era di fatto ancora il figlio del dirigente scolastico a procurarsi il materiale informatico da rivendere alle ditte vincitrici degli appalti attraverso siti internet specializzati, a prezzi al di sotto di quelli aggiudicati ed addirittura difformi ed inferiori di qualità, incrementando in tal modo gli illeciti guadagni. In alcuni casi il dirigente scolastico Catello Coda affidava al figlio Gennaro autonomamente e senza alcuna procedura di appalto la manutenzione degli impianti acquistati.