SORRENTO TRUFFA PER GLI APPALTI NELLE SCUOLE. DUE ARRESTI ALL´ARTISTICO, INDAGATI IN OTTO

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Appaltopoli in penisola sorrentina, addirittura nelle scuole. Addirittura con palestra personale costruita con prezzi gonfiati, per di più sottratta alle aule di informatica per gli alunni, che per usufruirne dovevano addirittura aspettare la fine degli allenamenti dei dirigenti. Follia pura, ma con l’accusa di truccare le gare d’appalto per trarne illecito profitto il direttore dei Servizi generali amministrativi dell’istituto scolastico d’arte ´F.Grandi´ di Sorrento (Napoli) -scuola frequentata da ragazzi della Costiera amalfitana e penisola sorrentina, di Positano, Praiano, Amalfi, Vico Equense, zone della nostra testata – Catello Coda, e suo figlio Gennaro, titolare di un’azienda informatica, sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari.

Altre sette misure interdittive sono state emesse nei confronti di alcuni imprenditori. Secondo la procura di Torre Annunziata, che ha chiesto le misure cautelari, le gare d’appalto venivano irregolarmente aggiudicate ad alcuni imprenditori della Penisola Sorrentina e della Provincia di Napoli. Nel mirino degli investigatori sono finite le gare indette dall’istituto negli anni scolastici dal 2004 al 2008. I reati contestati vanno dalla concussione alla truffa aggravata ai danni dello Stato, all’abuso d’ufficio, alla turbativa d’asta, al falso ideologico e materiale. L’operazione ´Scuola Pulita´ è stata condotta dai militari della Guardia di Finanza di Massa Lubrense.

I militari hanno scoperto che per le costose forniture di materiale informatico Catello Coda preparava a tavolino le configurazioni hardware e i relativi prezzi opportunamente gonfiati facendo poi presentare ufficialmente i preventivi dalle aziende a lui vicine. A turno ad ognuno degli imprenditori compiacenti garantiva l’aggiudicazione dell’appalto, a patto che fossero poi disposti a rifornirsi del materiale oggetto di gara dalla ditta del figlio Gennaro. Il funzionario quindi, nella fase di aggiudicazione ometteva, alterava o falsificava, i documenti di gara al fine di far apparire la ditta da lui precedentemente prescelta come la più concorrenziale nonostante i prezzi presentati fossero di gran lunga superiori ai reali prezzi di mercato.

Tale triangolazione commerciale – sottolineano gli inquirenti – garantiva alla famiglia Coda di ricavare decine di migliaia di euro di proventi stanziati dalla Pubblica Amministrazione. Inoltre – secondo gli inquirenti – per aumentare gli illeciti guadagni con la complicità delle commissioni di collaudo venivano installati componenti difformi e di qualità di gran lunga inferiore agli standard richiesti nei bandi di gara.

Inoltre, il dirigente scolastico arrivava ad affidare direttamente al figlio vari appalti di manutenzione e riparazione per i quali si sarebbe dovuta indire procedura d’appalto. Tra gli illeciti accertati anche l’acquisto di una sala da fitness realizzata su un piano dell’istituto dove ci sono anche le aule informatiche alle quali – è stato appurato – gli studenti potevano avere accesso solo dopo che il dirigente aveva concluso l’allenamento. Per professori e presidi coinvolti, ad eccezione dell’attuale dirigenza, il tribunale di Torre Annunziata ha disposto l’interrogatorio preventivo, al fine di vagliare la possibilità di applicare misure interdittive dai pubblici uffici anche nei loro confronti. La vicenda lascia sbigottiti, soprattutto perchè avviene all’interno delle scuole dove tutti vorrebbero che fossero cresciute bene le nuove generazioni.