Avellino, uomo ucciso e bruciato in autoper regolamento di conti: preso l´assassino

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Per la procura e i carabinieri non ci sarebbero dubbi: a uccidere e a bruciare il corpo di Gerardo De Venezia, 45 anni, di Cesinali, sarebbe stato L. F., 37 anni, di Pratola Serra. Alla base dell’efferato omicidio , un regolamento di conti tra spacciatori per un ammanco di poche migliaia di euro. Indagati anche altri due giovani che avrebbero assistito all’esecuzione. Meno d’un mese per risolvere il giallo di Pratola.

Il tempo di ricevere i risultati dal Ris di Roma che hanno confermato la compatibilità del Dna con quello del pregiudicato di Cesinali ridotto a un tronco bruciato nel cofano dell’Audi A4 nella campagna di Colle del Noce. La morte di De Venezia risalirebbe alla notte del rinvenimento effettuato, a seguito di una telefonata, dai carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano, diretti dal capitano Marco Iannucci. A coordinare l’indagine è il sostituto procuratore Teresa Venezia.

Secondo la ricostruzione dell’atroce delitto effettuata dagli investigatori, il quarantacinquenne di Cesinali sarebbe stato portato con l’inganno in un capannone isolato, legato, ucciso a colpi di bastone e poi trasportato di notte nel bagagliaio della vettura in aperta campagna. Qui l’Audi è stata cosparsa di benzina e data alle fiamme. Il cadavere fu ritrovato a Colle del Noce, a Pratola Serra, il 31 agosto scorso, dai carabinieri del comando provinciale diretto dal comandante Giammarco Sottili. Un delitto dunque premeditato.

Il presunto assassino fermato dai carabinieri si sarebbe avvalso, per portare a termine il suo disegno di vendetta, di alcuni complici. E qui si apre l’altro filone d’indagine. Due giovani risultano già iscritti nel registro degli indagati. Ma l’inchiesta ancora non ha fatto luce su tutti i risvolti di uno dei più efferati delitti che l’Irpinia ricordi. Bisogna tornare indietro non poco nel tempo per ritrovare memoria di atroci esecuzioni camorristiche simili nella dinamica. L’omicidio di Vienna Pisacreta da parte del marito, i cui resti furono trovati interrati sul Terminio, ripercorre una strada simile per spettacolarità ed efferatezza.

La mattina del 31 agosto i militari avviarono le indagini per il riconoscimento di quel corpo annerito nella campagna di Pratola. Una mano agli inquirenti arrivò dall’auto che si accertò essere di proprietà di Raffaele De Venezia, padre di Gerardo, pensionato settantenne di Cesinali.

Il figlio dal giorno prima era scomparso dal paese. Aiutò poco anche l’esame autoptico effettuato dal professore Paolo Picciocchi. Poi l’esito degli esami del Ris di Roma e l’identificazione certa. Intanto l’attività investigativa dei carabinieri non si era mai fermata. Ricostruite le ultime ore del pregiudicato di Cesinali, è stato semplice risalire anche a chi aveva frequentato il giorno prima in paese e a chi aveva incontrato.

Attraverso testimonianze e riscontri gli inquirenti sono giunti a L. F., sottoposto a fermo. Stamattina l’indagato sarà interrogato dal giudice per le indagini preliminari Fiore. I militari dell’Arma continuano i rilievi tecnico-scientifici e l’attività di riscontro per identificare altri possibili complici. Due giovani, allo stato, risultano già indagati. La loro posizione è al vaglio della Procura guidata da Mario Aristide Romano.

Gli accertamenti saranno decisivi per stabilire con esattezza quale sia stato il loro ruolo nell’ambito dell’azione delittuosa. Dall’ordinanza emergono particolari raccapriccianti. Il pregiudicato di Cesinali fu finito nel capannone isolato a bastonate, un’agonia interminabile.

GIANNI CIANCIULLI  inserito da michele de lucia

 

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