POSITANO: I TAMMORE ALLA XVIII FESTA DEL PESCE

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Mancano ormai pochi giorni alla XVIII festa del pesce e possiamo essere sicuri che sabato 26 tutto sarà pronto per dar vita ad una giornata indimenticabile. Quest’anno gli organizzatori hanno incentrato la festa su quella che è stata definita “la vetrina della Positaneria”, con lo scopo preciso di far emergere le varie realtà artistiche presenti a Positano. Sul palco si esibiranno I Murattori, guidati con maestria da Gianmaria Talamo, seguiti da Clementina Apuzzo, la nostra Anna Magnani, che ha dimostrato tutto il suo talento istintivo e carnale già in occasione dei quartieri aperti. Ci sarà poi una mostra dedicata ai giovani artisti positanesi curata da Officina-Forum dei giovani, che ha già raccolto tantissime adesioni e sta stuzzicando non poco la nostra curiosità. Lo spettacolo musicale vedrà protagonisti I Tammore, il gruppo di musica popolare 100% Positano, che ha preparato un repertorio ad hoc per la festa, fatto di pizziche, tammurriate, tarantelle e tarante.

La musica popolare è sempre stata la compagna fedele della festa del pesce. Molti i gruppi che si sono alternati sul palco nel corso degli anni. Delle prime edizioni ricordiamo ad esempio “Li Ciaravoli”, che quasi trent’anni fa già si presentavano con ballerine e Lp di vinile al seguito o la “Sesta Napoletana” gruppo positanese attivo agli inizi degli anni ’90, che molti ancora ricordano con nostalgia e affetto. Più di recente ad esibirsi alla festa del pesce sono stati: I Musicastoria, i Damadakà, il Trio Tarantae e l’anno scorso i Suoni Lavici.

I Tammore quest’anno promettono di dare il massimo con l’intento dichiarato di travolgere gli spettatori in un crescendo di balli e divertimento alla stregua delle più scatenate feste popolari. Hanno anche inserito in repertorio una canzone dedicata agli organizzatori della manifestazione, riscrivendo un pezzo composto da Eugenio Bennato su versi di  Raffaele Viviani  e adattandolo al contesto e ai protagonisti della festa del pesce.

La forza dei Tammore sta soprattutto nella loro passione per la musica e nell’amicizia che li lega, sono infatti i primi a divertirsi ai loro concerti e il loro scopo principale è proprio quello di trasmettere questa allegria a chi li ascolta.

La loro formazione non è modulare, come alcuni gruppi fanno, proponendo complessi di tre, cinque, sette o più musicisti, a seconda delle esigenze logistiche o di budget, i Tammore non lasciano mai nessuno a casa, e  si presentano sempre al completo, tutti e diciassette, adattandosi ad ogni situazione. Più che una classica Paranza, sono quasi un “commando” di musica popolare, nel senso che, dove c’è da suonare loro arrivano e senza problemi, in un batter d’occhio, trasportano e montano il loro service e subito dopo sono pronti a salire sul palco e a regalare due ore di musica e intrattenimento.

Pensiamo che meritino di essere citati uno ad uno.

Coro: Antonello Fusco, Martino Marino, Daniele Cappuccio, Michele Iovieno

Percussioni: Giuseppe  Cinque

Chitarra Classica+Voce+ Arrangiamenti: Nino Taglialatela

Chitarra Classica+Chitarra Battente+Voce: Antonino Cinque

Tammorre+Tamburello: Ettore Palumbo, Aniello Valcaccia, Simone Fusco, Ivano Cuccaro, Antonino Cinque

Mandolino: Simone Marino

Fisarmonica: Giorgio De Lucia

Flauto: Francesca Cobalto, Ester Milano

Voce Solista+ Castagnette: Paolo Marrone

Fonico: Lillotto Savastano