A NOCERA I FUNERALI DI RONDINO, ANCHE SALERNO PIANGE IL SUO PARA´. LA MOGLIE "FIERA DI AVERTI COME MARITO"

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Ancora strazio che colpisce anche la provincia di Salerno. È con la voce rotta dal pianto che la vedova di Massimiliano Randino, Alina Scarica, ha ricordato, al termine dell’omelia, sull’altare, il giorno del suo matrimonio, celebrato cinque anni fa ad Angri. Quel giorno fece dono al marito di una rosa blu e su quella rosa c’era un biglietto sul quale era scritto: «Saremo in tanti ma nel mio cuore ci sarai solo tu». «Anche oggi – ha detto – siamo in tanti ma nel mio cuore ci sei soltanto tu. Sono orgogliosa di averti avuto come marito». I funerali del caporal maggiore sono stati celebrati nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Nocera Superiore. All’uscita il feretro è stato accolto da un caloroso applauso della folla che in silenzio ha seguito la cerimonia funebre nel piazzale antistante la chiesa. Un picchetto del 187esimo Folgore di Livorno ha reso gli onori militari. Dal pubblico assiepato dietro le transenne si è levato il grido: «Folgore». Il corteo funebre ha quindi raggiunto Cava dè Tirreni, città natale della madre del militare caduto a Kabul, e dove Massimiliano Randino aveva amici e parenti. Nella cittadina domani l’ultimo saluto al parà. Il rito funebre è officiato da don Mario Vassalluzzo, vicario delal diocesi di Nocera-Sarno. La santa messa è stata concelebrata con il cappellano militare della Folgore di Livorno padre Vincenzo Puzone, che anni fa impartì il sacramento della cresima a Massimiliano Randino, e don Roberto Tortora, parroco della chiesa di Santa Maria Maggiore. Tra le autorità presenti oltre ai colleghi del 187esimo reggimento di Livorno che hanno composto un picchetto sul sagrato della chiesa, anche il generale di divisione Vincenzo Santo, vice comandante delle forze di Difesa. Per la Regione Campania il vicepresidente della giunta Antonio Valiante, per il Consiglio regionale Sandra Lonardo, oltre a tutte le autorità della provincia di Salerno. La salma di Massimiliano Randino, all’arrivo a Nocera Inferiore, è stata accolta da un lungo susseguirsi di applausi, lacrime e abbracci. I familiari del caporal maggiore ucciso assieme a cinque suoi colleghi nell’attaccato terroristico di giovedì scorso a Kabul, in Afghanistan, di ritorno dai funerali di Stato a Roma, hanno pianto emozionati per l’abbraccio della gente mentre la bara avvolta nel tricolore stava entrando in chiesa, al suono della tromba del picchetto d’onore, che ha intonato il silenzio e il saluto dei vertici delle forze armate e delle forze dell’ordine. Parla anche il padre di Alina Scarica, la 31enne moglie del soldato caduto: «Massimiliano non doveva essere lì. Ho chiesto al ministro La Russa di non abbandonare mia figlia». Da Il mattino