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Roberto Donadoni, allenatore del Napoli, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine”. “Sono soddisfatto per la prestazione dei ragazzi. C’e’ stato grande impegno, ho visto l’intensita’. E’ mancato il ruggito del leone? Per me c’e’ stato. Ho avuto delle buone risposte. Queste sono le partite che mi fanno stare sereno. La difesa mi convince al pari dell’attacco. L’Udinese e’ una grande squadra, ma non ci ha creato grossi problemi. E’ mancato solo il gol. I due miracoli di De Sanctis? Se vogliamo valutarla cosi’. Noi abbiamo creato tantissime occasioni, ma non le abbiamo concretizzate. Ci sono state 12 occasioni per il Napoli e 2 per l’Udinese, con 2 parate buone di De Sanctis. Che voto do alla squadra? Non sono abituato a dare voti. Nel secondo tempo abbiamo giocato con la difesa a 4, con Datolo e Zuniga esterni. Abbiamo rischiato solo sull’occasione di Sanchez. Datolo terzino? Si e’ adattato, ma non era il suo ruolo. Anche Gargano ha speso molto. Nella boxe si dice che si vince ai punti. Il Napoli ha fatto una bella partita, creando piu’ occasioni dell’Udinese. Avremmo meritato qualcosa in piu’. Nei 90 minuti siamo stati bravi. Zuniga? Non era al top, ma e’ stato un buon approccio. Rinaudo? Peccato per il leggero infortunio al polpaccio, ha giocato bene. Hamsik e’ un giocatore portato ad offendere. Se le cose vanno male, giocando con Datolo e Zuniga a sinistra, sono un pazzo; se invece le cose mi vanno bene sono un genio. Se Quagliarella ha sentito la partita da ex? Puo’ essere successo, ma e’ normale per ogni essere umano. Anche al sottoscritto accadeva. Se mi sento a rischio dopo un pareggio? Assolutamente no, mi sento sempre un leone. Hoffer non e’ un attaccante esterno, si applica e si adatta. Ho messo Grava per cercare di tamponare Sanchez. Il mio bilancio? Lo faro’ alla settima, come ha detto il presidente. Il mio atteggiamento? Non aspettatevi sceneggiate, quelle le fanno gli attori. Sono napoletano, non piu’ milanista”.

Antonio Petrazzuolo

Napoli Magazine

 

Il pareggio per 0-0 tra Napoli e Udinese è il risultato di una gara tra due squadre ben attrezzate e propense soprattutto ad offendere. E’ stata una gara giocata a viso aperto e che tuttavia non ha prodotto alcun gol. Napoli e Udinese, chi per una ragione chi per un’altra, sono scese in campo con l’obiettivo primario di non perdere. Entrambe le squadre, dopo appena tre gare, avevano dimostrato di avere una difesa facilmente perforabile. La disfatta di Genova poteva aver aperto una crisi profonda per il Napoli; si attendeva con ansia quindi questa gara, certamente non come quella da ultima spiaggia, ma piuttosto per capire l’effettivo valore dell’organico. La nota positiva è stata senz’altro la crescita del giovane regista Cigarini, che si è mosso con minore soggezione. Non si sono visti quei passaggi corti e timorosi, ma finalmente lanci lunghi ed intelligenti. Il giovane centrocampista insomma ha bisogno di tempo per mostrare appieno le proprie qualità. Senza subire eccessiva pressione, non è lontano il tempo in cui potrà dimostrare tutto il suo talento. L’ex Quagliarella, al pari di Hamsik, si è letteralmente divorato un gol fatto. Lo stato d’animo di giocare contro la squadra che l’ha lanciato nell’olimpo del calcio sicuramente lo ha ostacolato. Pur muovendosi di continuo, cercando ripetutamente di scambiare palla e intendersi con il Pocho, non è apparso particolarmente brillante, anche quando Donadoni ha rinforzato l’attacco con l’austriaco Hoffer. La stella Hamsik è rimasta a digiuno di gol. Lo slovacco con tre reti realizzate finora è il capocannoniere della squadra. Si rifarà sicuramente a Milano nel turno infrasettimanale contro l’Inter a San Siro. Gargano ha trovato numerosi spazi per inserirsi ed andare al tiro. Peccato che non abbia avuto molta fortuna. Zuniga a destra al posto di Maggio è piaciuto di più nel primo tempo, quando si è inserito di frequente nella fase offensiva. E’ calato nel secondo tempo, pagando lo sforzo compiuto. Sfortunato Rinaudo: preferito a Paolo Cannavaro, ad inizio ripresa un infortunio muscolare l’ha messo out. Buon rientro di Santacroce, in sostituzione dello squalificato Campagnaro, anche se un suo liscio in area nel primo tempo ha però consentito a Di Natale di siglare un gol prima convalidato dall’arbitro Saccani ma poi ingiustamente annullato su segnalazione del guardalinee, per un fuorigioco più che dubbio. Insomma alla fine il risultato di parità è sembrato il più giusto ed al tempo stesso foriero di buoni segnali di ripresa. Non si è visto nemmeno il Donadoni statico di Marassi. Il tecnico azzurro ha vissuto la gara in piedi all’interno della sua area di competenza. Il tecnico ha anche scherzato in sala stampa dicendo che si aspettava la domanda: “Mister, si sente in discussione?”. Sul suo volto è apparsa la serenità di chi si sente sicuro del posto che occupa e di chi è convinto di guidare un buon gruppo. Sono segnali lusinghieri che fanno ben sperare. Bisogna avere tanta pazienza ed essere più fiduciosi per il futuro. Siamo soltanto all’inizio della stagione calcistica e tutto sommato la squadra è stata sostanzialmente rivoluzionata. Forse è preferibile una partenza soft e non assistere alla debacle misteriosa del girone di ritorno dello scorso campionato.

Vincenzo Petrazzuolo

Napoli Magazine                inserito da michele de lucia

 

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