Anche Salerno in lutto: annullati i fuochi per San Matteoper la morte del primo cap.magg. massimiliano randino

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Niente fuochi pirotecnici per la festa del Santo patrono di Salerno, il prossimo 21 settembre. Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, aderendo, con l’amministrazione e la cittadinanza tutta, al generale cordoglio per i soldati italiani caduti in Afghanistan ha disposto l’annullamento dello spettacolo pirotecnico previsto a conclusione dei festeggiamenti patronali in onore di San Matteo Evangelista

Parà morto, strazio e rabbia a Nocera
«Mio figlio non doveva essere a Kabul»

«Mio figlio è un eroe, è morto per servire la Patria». Anna D’Amato, 58 anni, trova l’unica consolazione nel ripetere la ragione di un dolore troppo grande. Il suo Massimiliano, 32 anni, è saltato in aria su un’autobomba al suo arrivo a Kabul.

E pensare che ieri non doveva neanche essere in Afghanistan, la sua licenza, infatti, finiva domenica prossima. Bandiere a mezz’asta a palazzo Santa Lucia, sede della Regione, in segno di lutto e cordoglio per le vittime dell’attentato a Kabul. È lutto cittadino a Sesto Fiorentino, dove Massimiliano viveva dal 2005, fino a lunedì, giorno dei funerali di Stato, lutto cittadino lunedì e martedì, giorno dei funerali privati, a Nocera Superiore. L’Italia piange per la morte dei suoi soldati.

Ma nulla riesce a consolare la famiglia Randino. Mario, 63 anni, originario di Sarno, ex imbianchino, e Anna, 58 anni, ex impiegata all’Erikson di Pagani, originaria di Cava de’ Tirreni dove la famiglia aveva vissuto fino al 1992 quando si erano trasferiti in via Pucciano a Nocera Superiore, pensavano di vivere in modo diverso una volta andati in pensione. Massimiliano era il più grande dei figli, nato a Pagani il 16 agosto 1977, dai genitori aveva ereditato fisico e carattere.

Alti e riservati Mario e Anna, due metri, fisico imponente, occhi e capelli neri, timido ma deciso, il caporale maggiore. Che era diventato paracadutista della Folgore per scelta e per passione. Tanto che dopo il matrimonio con Pasqualina, originaria di Angri, non aveva esitato a trasferirsi a Sesto Fiorentino, fino a diventare, il,mo battaglione Nembo di Pistoia.

Esperto, dopo dieci anni di missioni all’estero, voleva ora provare a misurarsi in prima linea. Con questa ambizione era tornato a Kabul, ucciso al momento del suo stesso arrivo. E ieri la madre Anna ripeteva: «È morto da eroe, è morto da eroe». È dovuto intervenire il medico di famiglia per somministrare un calmante agli anziani coniugi profondamente prostrati da quanto accaduto. «Era una sua volontà diventare un parà per senso di appartenenza alla nazione – racconta il sindaco Gaetano Montalbano che è tornato ripetutamente in casa Randino a portare conforto alla famiglia del soldato – Già questo è di insegnamento e di esempio. Era esperto dopo tante missioni, ma l’esperienza non basta a salvarti.

Lo ricorderemo con un consiglio comunale monotematico, e dopo il lutto cittadino gli intitoleremo una strada perché sia di esempio alle nuove generazioni». «Partecipo al dolore della famiglia Randino – dice Edmondo Cirielli – Come Presidente della commissione Difesa alla Camera ho disposto che al più presto mi recherò in Afghanistan per ribadire ai nostri militari che lo Stato e la patria sono vicini al loro impegno per la pace e per la sicurezza dell’Italia e per ricordare il nostro eroe». «Un ragazzo per bene – ricorda il colonnello Carmine Piscitelli – Alto, robusto, con un sorriso che ricordi simbolo di una bontà d’animo».

«È un dolore che tocca tutti noi – dice Pasquale D’Acunzi che vive a Nocera Superiore – la mia solidarietà in questo momento va alla famiglia». «Abbiamo portato a questa famiglia la solidarietà della Giunta e del Consiglio regionale – rimarca Lilli De Felice – Quello di Randino resta un modello per i nostri giovani

            ilmattino.it  inserito da michele de lucia