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Afghanistan, sei morti tra i militari italiani

Attacco ai militari italiani in Afghanistan. Sulla strada per l’aeroporto di Kabul, un’autobomba è esplosa contro due blindati italiani Lince. Sei paracadutisti della Folgore sono morti: un’auto carica di esplosivo si è lanciata contro il primo mezzo del convoglio, uccidendo tutti e cinque gli occupanti. La sesta vittima sul secondo Lince. Feriti gravemente gli altri quattro commilitoni che sedevano con lui a bordo del blindato.

I NOMI. Fonti della Difesa hanno diffuso i nomi di cinque dei sei militari rimasti uccisi. Si tratta del tenente Antonio Fortunato, di Lago Negro in provincia di Potenza; il primo caporal maggiore Matteo Mureddu, di Oristano; il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto nativo di Garus in Svizzera; il sergente maggiore Roberto Valente di Napoli; il primo caporal maggiore Giandomenico Pistonami, di Orvieto.


I sei militari morti nell’attentato

 

Appartenevano al 186esimo Reggimento Paracadutisti di stanza a Pisa: quattro caporal maggiore; un sergente maggiore, e il tenente che comandava i due blindati. Il convoglio assaltato rientrava al quartier generale del contingente dopo aver raccolto all’aeroporto un paio di paracadutisti appena sbarcati dall’aereo che li aveva riaccompagnati a Kabul dopo una licenza. Le salme dei sei militari morti potrebbero rientrare in Italia già “venerdì o sabato”. Lo ha detto il colonnello Benito Milani, comandante del 186esimo reggimento paracadutisti della Folgore di stanza a Siena. Bandiera a mezz’asta davanti alla caserama ‘Roberto Bandini’ di Siena, sede del 186esimo reggimento paracadutisti ‘Folgore’.

I FAMILIARI. Era stato due volte in Bosnia e Erzegovina, due volte in Jugoslavia, due in Afghanistan, una volta in Iraq, Albania, e in Italia aveva svolto la missione Riace il sergente maggiore Roberto Valente, appartenente alla 187esima Brigata paracadutisti della Folgore. “Ha avuto vari elogi – spiega il colonnello dell’esercito Luigi Masiello – si è comportato in maniera esemplare. Era un sottufficiale di punta di un reggimento di punta della Brigata Folgore”. Matteo Mareddu era stato l’ultima volta nel suo paese, Solarussa (Oristano) a maggio. Il militare, era venuto a salutare i genitori e gli altri familiari, prima di partire per la missione in Afghanistan nella quale era impegnato da quasi quattro mesi. “Ma perche’ la chiamano missione di pace?” E’ la domanda che tra le lacrime Greca Mura, la mamma del caporalmaggiore di Solarussa, Matteo Mureddu, morto nell’attentato di Kabul, ha rivolto alla parlamentare oristanese del Partito Democratico, Caterina Pes. “Un dolore troppo grande”. Hanno saputo da poco che il loro Massimiliano era morto nell’attacco terroristico in Afghanistan. A portare la notizia alla famiglia Randino, papà Mario e mamma Anna D’Amato, sono stati i militari dell’arma.

L’ATTENTATO. La Toyota fatta deflagrare da un attentatore suicida vicino ai due mezzi Lince italiani a Kabul “era imbottita con almeno 150 chilogrammi di esplosivo”. A riferirlo è stato il ministro della Difesa Ignazio La Russa, nell’informativa urgente alla Camera sull’attentato in cui hanno perso la vita sei militari italiani.  

MORTI ANCHE MOLTI CIVILI. Nell’attentato ai blindati italiani, morti anche parecchi civili. Il ministero dell’Interno afghano ha contato almeno15 vittime e oltre 50 feriti.  Un cratere sull’asfalto. Decine di veicoli hanno preso fuoco. Sull’asfalto della strada, l’esplosione, ha provocato un cratere profondo quasi un metro. Nelle immagini di una tv locale si vede un mezzo militare italiano danneggiato, con le lamiere annerite dal fuoco, accanto al quale soldati italiani stendono un telo sul corpo di un collega morto.

SCOPPIA LA POLEMICA NEL GOVERNO. Bossi rilancia: spero a Natale tutti a casa. Ma Maroni e La Russa la pensa diversamente. Il ministro della Difesa: “Se Bossi parla di rientro dei militari della Folgore attualmente impegnati in Afghanistan allora ha ragione, altrimenti sarebbe una dichiarazione incomprensibile”. Il premire media: la missione è essenziale. Ma siamo tutti convinti che si debbano portare a casa i nostri ragazzi al più presto.

 

I TALEBANI RIVENDICANO CON UN SMS. Un portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahid, ha rivendicato l’attentato. In un messaggio sms il portavoce ha riferito che un uomo di nome Hayutullah si è fatto esplodere contro il convoglio militare dell’Isaf, nel centro della capitale. L’esplosione è avvenuta nel centro della capitale, all’altezza della “rotonda di Massud“, un incrocio stradale rallentato da check point che controllano il traffico verso l’aeroporto, verso il comando Nato Isaf e verso l’ambasciata americana.


Attentato contro gli italiani a Kabul

LA RUSSA RIFERISCE ALLA CAMERA. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha informato il Parlamento ribadendo che quest’ultimo attentato non cambierà la strategia del governo: “Infami e vigliacchi non ci faremo intimidere”. “Mi conforta la vicinanza di tutto il parlamento”, ha detto nella sua informativa urgente al governo. La Russa ha citato “la telefonata dell’onorevole Fassino” e la vicinanza di “molti gruppi parlamentari”. Come ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, “Questo è il momento del cordoglio e dell’unità, poi avremo tempo e spazio di approfondire il significato di questa missione e il modo di essere sempre più vicini ai nostri soldati”. Di certo, ha assicurato, “l’impegno del governo è di continuare a essere solidale con gli organismi internazionali e non intende farsi intimidire e condizionare dalla recrudescenza della violenza”. La Toyota fatta deflagrare da un attentatore suicida vicino ai due mezzi Lince italiani a Kabul “era imbottita con almeno 150 chilogrammi di esplosivo”, ha aggiunto il ministro.

PAROLE DEL MINISTRO AL SENATO – “In un momento molto doloroso ho voluto subito, prima di ogni dichiarazione ai media, venire in Parlamento per riferire le notizie che ci giungono dall’Afghanistan”. Lo dice il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nella sua comunicazione al Senato sull’attentato contro i militari italiani a Kabul. “Come le agenzie hanno già battuto – dice La Russa – devo purtroppo confermare la perdita di sei vite umane, sei soldati del 186/esima Reggimento Fanteria della Folgore che erano di stanza a Kabul, dove il nostro contingente opera con circa 450 militari, con due mezzi Lince, mezzi che più di una volta hanno salvato le vite ai nostri soldati. Stavano percorrendo la strada – dice il ministro della Difesa – che conduce dall’aeroporto alla città, quando sono stati oggetto di un attentato suicida volutamente provocato da un altro mezzo, evidentemente imbottito di esplosivo, pare essere stata una Toyota bianca, che ha coinvolto entrambi i nostri mezzi. Sui mezzi c’erano complessivamente 10 nostri soldati che hanno tutti subito conseguenze dallo scoppio: sei hanno perso la vita, quattro sono rimasti feriti. Le prime notizie mi dicono che non versano in pericolo di vita, ma queste notizie devono naturalmente essere ancora confermate”.

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo in merito all’attentato avvenuto a Kabul che ha provocato la morte di sei militari italiani e il ferimento di altri quattro. Il procuratore aggiunto Pietro Saviotti ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di strage con finalità di terrorismo. La Procura di Roma per accertare quanto avvenuto attende nelle prossime ore una prima relazione dagli investigatori.

Quello di Kabul è il più grave attentato subito dalle truppe italiane dalla strage di Nassiriya, in Iraq, del 12 novembre 2003. Nell’esplosione di un camion-cisterna davanti alla base italiana Msu dei Carabinieri, ci furono 28 morti, 19 italiani (12 carabinieri, cinque militari dell’Esercito e due civili di una troupe che girava un documentario), e 9 iracheni.

L’attentato suicida è avvenuto pochi minuti dopo che il presidente Karzai aveva concluso una conferenza stampa al palazzo presidenziale dedicata ai risultati delle elezioni annunciati mercoledì pomeriggio dalla Commissione elettorale afgana. karzai ha contestato le obiezioni fatte dagli osservatori dell’Unione europea secondo cui potrebbero esserci brogli su quasi 2 milioni di voti.

KARZAI: CONTRO ITALIANI UN “ATTO BARBARO”
Hamid Karzai ha condannato senza mezzi termini l’attentato contro i soldati italiani a Kabul definendolo un “atto barbaro”.

IL PAPA PREGA PER I SOLDATI – Benedetto XVI è stato informato dell’attentato in Afghanistan e prega per le vittime e i loro familiari”. Lo ha detto padre Federico Lombardi portavoce della Santa Sede. “Siamo vicini con la preghiera alle vittime, ai familiari, ai feriti e a tutte le persone coinvolte in questo drammatico avvenimento – ha aggiunto a nome dell’intera Chiesa Cattolica il portavoce vaticano – e ci si augura che tutto questo sangue alla fine possa essere sostituito dalla pace per cui tante persone sono impegnate e stanno donando la loro vita”. “Quello che ferisce di più – commenta infine padre Lombardi – è il fatto che continui questa violenza proprio nei confronti di persone che sono impegnate per la pace”.

NAPOLITANO: PROFONDA EMOZIONE E RICONOSCENZA – Una “profonda emozione” per la morte dei sei militari e il ferimento di altri quattro nell’attentato kamikaze contro gli italiani a Kabul. Sono state le prime parole che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in visita istituzionale a Tokyo. “Desidero indirizzare in questo momento ai familiari dei caduti”, ha detto il Capo dello Stato, “l’espressione del mio più sincero e accorato cordoglio, inviare un augurio ai feriti e indirizzare ai nostri valorosi che rappresentano l’Italia in questa difficile missione internazionale per la pace e la stabilità l’espressione della nostra riconoscenza e vicinanza”.

BERLUSCONI: IL GOVERNO E’ VICINO ALLE FAMIGLIE DELLE VITTIME – “Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha espresso il suo profondo cordoglio personale e quello dell’intero Governo al Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Camporini e al generale Castellano che comanda il nostro contingente a Kabul. Il Governo italiano è vicino alle famiglie delle vittime, condivide il loro dolore in questo tragico momento ed esprime la sua solidarietà a tutti i componenti della missione italiana in Afghanistan impegnata a sostegno della democrazia e della libertà in questo sfortunato Paese”. Lo afferma una nota di Palazzo Chigi.

FINI: CI STRINGIAMO INTORNO A FAMIGLIE E FF.AA. – “Le nostre forze armate hanno pagato un ulteriore tributo di sangue a difesa della democrazia in Afghanistan. Sei italiani sono stati uccisi e tre sono rimasti feriti. La Camera si stringe intorno alle famiglie delle vittime e a tutte le forze armate”. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, inntervenendo in aula a Montecitorio. Fini ha anche annunciato che il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, riferirà alle 18 a Montecitorio sullo svolgimento dei fatti. L’Aula ha osservato un minuto di silenzio e ha sospeso i lavori fino alle 18. Il presidente della Camera ha annullato tutti gli impegni previsti per oggi.

SCHIFANI: NESUN DUBBIO E INCERTEZZA SU MISSIONE
“Ritengo che non vi sia alcun dubbio sul fatto che quando si combatte all’interno di uno scenario internazionale, si combatte contro un nemico invisibile come il terrorismo, nessun momento di riflessione, nessuna incertezza puo’ sfiorare le menti di chi vuole stare dalla parte della giustizia, della pace, della democrazia e della libertà”. Lo dice il presidente del Senato, Renato Schifani, nell’esercizio delle funzioni del presidente della Repubblica, rispondendo ai giornalisti che gli chiedono se la missione in Afghanistan deve continuare.

FRANCESCHINI: DOLORE E SOLIDARIETA’ CON I MILITARI – “Sono profondamente colpito dalle notizie che ci arrivano da Kabul. Davanti all’attacco ai militari italiani in missione di pace in Afghanistan, l’uccisione di sei uomini e il ferimento di altri ci colpiscono duramente: la nostra prima reazione è un sentimento di dolore e di solidarietà. Siamo vicini alle famiglie dei militari uccisi e esprimiamo a tutti i soldati e ufficiali italiani che partecipano alle missioni italiane all’estero la vicinanza e la solidarietà mia e di tutto il Partito Democratico”. Così in una nota Dario Franceschini, segretario del Partito Democratico.

MARONI (LEGA): RITIRO? NO, SAREBBE RESA A TERRORISMO – Nessuna ipotsi di ritiro dalla missione italiana in Afghanistamn “perché sarebbe una resa alla logica del terrorismo”. Lo dice a Palazzo Madama il ministro dell’Interno Roberto Maroni interpellato al termine dell’informativa del rsponsabile della Difesa Ignazio La Russa. “Serve appena ricordare – dice Maroni – che il governo spagnolo ha deciso qualche settimana fa di aumentare i propri effettivi in Afghanistan. In ogni caso l’Italia non può che muoversi in stretto raccordo con gli alleati e gli organisi internazionali”.

 BOSSI: SPERO A NATALE TUTTI A CASA
“Spero che questi ragazzi possano per Natale vedere casa loro”. Lo ha affermato sull’Afghanistan il ministro delle Riforme, Umberto Bossi. “Il tentativo di portare la democrazia in Afghanistan è fallito”. “Le missioni – ha aggiunto Bossi – costano un sacco di soldi e per di più costano anche vite umane. Questo è sicuro”.

CALDEROLI: TRAGEDIA DEVE FAR RIFLETTERE
Roberto Calderoli ha espresso in una nota il suo “cordoglio” per i sei soldati “che hanno perso la vita in questo terribile attentato a Kabul” e la sua “solidarieta’ nei confronti delle loro famiglie colpite da questo lutto tremendo”. Secondo il ministro per la Semplificazione normativa, pero’, “questa tragedia deve far riflettere…”.

CESA: CI INCHINIAMO A SACRIFICIO EROI DELLA PACE – “L’Udc esprime profondo cordoglio per la morte dei sei militari italiani in Afghanistan ed è vicina ai familiari delle vittime e ai feriti. Ci inchiniamo al sacrificio di questi sei eroi della pace, caduti per difendere la popolazione afghana dalla furia cieca del terrorismo”. Così in una nota il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa. “I nostri soldati – aggiunge – operano in Afghanistan in condizioni di grande pericolo, e lo fanno sempre con coraggio e abnegazione. Non è il momento delle divisioni, ma quello dell’unità: stringiamoci tutti intorno ai nostri militari, senza tentennamenti. Non si badi a spese per garantire loro tutti i mezzi e le risorse perché possano svolgere al meglio questo difficile ma irrinunciabile lavoro”.

IDV: INIZIARE A STUDIARE EXIT STRATEGY – “Esprimiamo, a nome dei gruppi parlamentari di Italia dei Valori, il nostro più sentito cordoglio alle famiglie dei soldati italiani vittime del vile attentato odierno in Afghanistan e ci stringiamo al loro dolore”. Lo dichiarano in una nota congiunta Antonio Di Pietro, Massimo Donadi e Felice Belisario (Idv). “Insistiamo, come stiamo gia’ facendo da mesi – aggiungono – sulla necessità che il governo avvii al più presto in sede Nato e Onu un confronto con i nostri partners sul senso e sulla natura di questa missione e che da subito si apra in Parlamento un confronto per stabilire i tempi e i modi di una exit strategy”.

FNSI RINVIA MANIFESTAZIONE PER ATTENTATO A KABUL – Dopo l’attentato a Kabul è stata rinviata la manifestazione di sabato a Roma per la libertà di informazione. “Con profondo rispetto verso i caduti, nell’espressione di un’autentica, permanente volontà di pace quale condizione indispensabile di una informazione libera e plurale capace di rappresentare degnamente i valori della convivenza civile”, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha deciso, d’intesa con le altre organizzazioni aderenti (Cgil, Acli, Arci, Art. 21, e numerose associazioni sindacali, sociali e culturali), di rinviare ad altra data la manifestazione per la libertà di stampa programmata a Roma per sabato prossimo. 

AMBASCIATORE USA: “GRATI PER L’IMPEGNO ITALIANO”. Gli Stati Uniti esprimono il loro cordoglio per la strage di militari della Folgore e ribadiscono la loro gratitudine per l’impegno italiano in Afghanistan. L’ambasciatore americano David Thorne, parlando “a nome del presidente degli Stati Uniti e di tutto il popolo americano” ha espresso “il piu’ profondo cordoglio per la perdita dei militari italiani che hanno sacrificato la loro vita a Kabul”.   “Il loro coraggio” si legge in una nota della missione diplomatica a Roma, “e’ un esempio dei migliori valori che esprimono le nostre democrazie”.

tratto da affaritaliani.it          inserito da michele de lucia

 

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