CHAMPIONS LEAGUE: JUVE PARI, MILAN OK

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JUVE-BORDEAUX, RECRIMINANO SOLO I FRANCESI

 TORINO – Comincia davvero male la Champions League della Juventus, che stecca la prima in casa con un
Bordeaux superiore e colpevole di non aver creduto in una vittoria che ci stava tutta Adesso, tenuto conto anche del facile successo del Bayern in casa del Maccabi Haifa (doppietta del ventenne Muller, un cognome che ai tifosi della squadra bavarese fa venire i brividi) serve un’impresa in Francia per non perdere il secondo posto che vale la qualificazione.
   Sara’ un’impresa difficile, a giudicare dal valore degli
uomini di Blanc, campioni di Francia, e da quello dei ragazzi di
Ferrara, tornati di colpo una squadra mediocre, incapace di
imporre il gioco e fragile in difesa (Buffon e’ stato infatti il
migliore dei suoi) di fronte ai rapidi scambi e sovrapposizioni
senza palla che hanno permesso a Gourcuff e compagni di trovarsi
almeno cinque volte di fronte al portiere bianconero.
   La Juve aveva rimediato nel finale, con tanta fortuna, il gol
da tre punti (prodezza isolata di Iaquinta), ma ha subito
incassato il pari su calcio piazzato, confermando mai risolte
amnesie difensive. E piove sul bagnato, non solo in campo: ci
risiamo con gli infortuni, come lo scorso anno, nonostante la
preparazione atletica sia cambiata. Cannavaro e Tiago ko per
traumi muscolari, vanno ad aggiungersi a Diego (senza di lui la
squadra perde il cinquanta per cento), Sissoko e Del Piero.
Insomma, una catastrofe da infermeria in una squadra che ha
pochissimi ricambi ed e’ in un momento molto delicato della
stagione.
   La Vecchia Signora e’ stata anche sfortunata perche’ ha
colpito una traversa allo scadere con Marchisio, mentre Amauri a
meta’ ripresa si era elevato a colpo sicuro su calcio d’angolo,
ma la palla e’ rimbalzata goffamente sul portiere Rame’ che si
e’ salvato in modo fortunoso.
   Anche Grosso (su punizione) e Melo da fuori si sono visti
deviare la palla in modo avventuroso, ma la squadra di Ferrara
non ha mai costruito gioco, non ha mai mostrato dinamismo e
coralita’ senza palla, le qualita’ speculari messe in mostra dai
francesi, oltre alle individualita’ di Gourcuff (superbo), l’ex
senese Fernando e Diarra, padroni del centrocampo, i  buoni
piedi di Plasil e degli esterni Tremoulinas e Chalme’, la
sicurezza dello statuario Ciani.
   Un discorso a parte merita Giovinco, apparso ancora una volta
imbarazzante, come catapultato in un calcio troppo superiore
fisicamente per lui. Se questo e’ il sostituto di Diego, i
tifosi juventini si augurano che il brasiliano guarisca non
presto, ma prestissimo. Tiago lo segue a ruota, essendo tornato
ai livelli negativi di due anni fa: nel primo tempo il
portoghese non l’ha vista mai, mentre nella ripresa ha concesso
la liberta’ fatale a Plasil.
   Ma anche gli altri, Buffon a parte e Iaquinta per la
straordinaria caparbieta’, hanno mostrato limiti preoccupanti,
come l’Amauri che non va piu’ via all’avversario e il Camoranesi
che gioca, svogliato, non piu’ di un quarto d’ora.
   Adesso sara’ il Bayern, tra due settimane, a decretare se
questa Juventus ha ancora qualche chance un Europa o rischi di
finire peggio dello scorso anno. Alzi la mano chi l’avrebbe
previsto, dopo la sontuosa campagna acquisti.  

 SEEDORF E INZAGHI RIACCENDONO LUCI DI MARSIGLIA       

  MARSIGLIA – Pippo Inzaghi e Clarence Seedorf
riaccendono le luci del Velodrome e procurano la prima vittoria
del Milan contro il Marsiglia e i primi tre pesantissimi punti
nel girone di Champions League. Non c’e’ proprio dubbio che
l’aria d’Europa faccia bene a Inzaghi, che segna la doppietta
decisiva e sale a quota 68 tra i cannonieri europei, a un solo
gol dalla leggenda Gerd Mueller.
   Cosi’ come era successo a Livorno, e’ ancora un Milan a due
facce, ma questa volta arriva nella ripresa il momento difficile
per i rossoneri, che pero’ hanno il grande merito di non
crollare di fronte alla migliore forma atletica dei francesi e,
una volta raggiunti sull’1-1, trovano la forza per colpire
ancora e conservare la vittoria fino in fondo.
   Non c’e’ Ronaldinho e, sara’ un caso, ma la prima panchina
stagionale del brasiliano coincide anche con la miglior
prestazione della squadra di Leonardo nella stagione. In campo
c’e’ infatti un Milan decisamente piu’ tonico rispetto alle
ultime uscite, con tutti i giocatori che si muovono in campo,
come il gioco del calcio di solito esige.
   L’inizio e’ ovviamente prudente, piove forte sul Velodrome e
i rossoneri temono l’arrembaggio iniziale del Marsiglia. La
squadra di Deschamps e’ pero’ tutt’altro che una potenza, come
lo stesso tecnico francese aveva fatto capire ieri, e vive sulle
accelerazioni di Niang, l’unico a mettere un po’ di paura a
Storari. Per il resto, la difesa e’ poca cosa e deludono anche
Mbia e Lucho che dovrebbero essere i due playmaker dei francesi,
ma il confronto con Pirlo e Seedorf e’ impietoso. L’olandese
prende piano piano il controllo della partita e diventa decisivo
con il passare dei minuti: non solo per gli assist perfetti per
Inzaghi, ma anche per le giocate da leader nei momenti difficili
della gara.
   Il Marsiglia rischia di prendere gol gia’ al 10′, quando un
tocco maldestro di Mbia su corner viene respinto sulla linea da
Kabore’, mentre al 13′ Niang conclude con un pallonetto alto
un’azione che poteva essere ben piu’ pericolosa. Il Milan riesce
quindi a prendere il controllo del centrocampo e non si affida
piu’ solo a lanci lunghi verso le punte. E cosi’ arriva in gol,
al 28′, grazie a Seedorf, che scambia con Pato e, appena entrato
in area, serve un liberissimo Inzaghi, che e’ in fuorigioco ma
l’assistente lascia correre: e Superpippo da due passi realizza
con il suo piattone destro. Al 37′ Pato potrebbe raddoppiare e
chiudere la partita ma non colpisce bene da centro area. Poi al
40′ e’ Inzaghi a non trovare il pallone di testa su una
punizione di Pirlo che viene respinta da Diawara non lontano
dalla linea di porta. Il primo tempo si chiude con il primo vero
brivido per Storari, che e’ bravo a respingere un destro potente
di Cheyrou.
   La ripresa inizia con un altro Marsiglia in campo ed e’ un
tempo di sola sofferenza per il Milan. Il primo pericolo per la
difesa rossonera viene sventato da Nesta, che e’ bravo e
fortunato a deviare il destro di Lucho quel tanto che basta per
farlo uscire di un centimetro a lato, ma il pareggio arriva
subito dopo. Su una punizione battuta da Cheyrou, Heinze salta
piu’ in alto di Oddo e segna di testa al 4′. E il Velodrome si
risveglia con 60mila marsigliesi che iniziano a gridare forte.
   Leonardo dalla panchina si sbraccia per predicare la calma,
Gattuso prende il posto di Ambrosini ma la squadra torna a
spezzarsi in due, con la coppia di attaccanti isolata dal resto
dei compagni. Flamini rischia grosso al 16′ con un’entrata a due
piedi che il benevolo arbitro Larsen giudica solo da
ammonizione, ma tutta la squadra e’ in debito d’ossigeno, primo
fra tutti Zambrotta, che non vede piu’ Niang sulla sua fascia.
   Ma la premiata ditta Seedorf-Inzaghi e’ ancora in campo e
basta un attimo di distrazione all’Om per essere punito. La
posizione di Inzaghi questa volta e’ piu’ che buona, la
velocita’ e l’intuito non li ha mai persi e cosi’ al 29′ mette
dentro da centro area il secondo assist di Seedorf anticipando
il difensore. E il tabu’ Marsiglia viene cosi’ cancellato. 
 

 

 

IBRA A SAN SIRO DA EX, CURVA NORD INDIFFERENTE
Zlatan Ibrahimovic e’ tornato a Milano, dove domani sfidera’ l’Inter con il suo Barcellona nella prima gara della Champions League. Lo svedese e’ sbarcato a Malpensa con i compagni poco dopo le 12.30. ”E’ una buona sensazione tornare a Milano – ha detto – sara’ una grande partita”. Alla domanda se abbia seguito l’inizio di stagione dell’Inter ha risposto: ”non ho visto le partite, ma ho visto i risultati, sta facendo molto bene”. E sull’ ottimo rendimento di Samuel Eto’o ha aggiunto: ”Sono contento per lui”. A Ibrahimovic e’ stato infine chiesto che accoglienza si aspetta dai tifosi. ”Niente – ha replicato -. Se parlano bene di me sono contento”.

Ma la Curva Nord interista ha gia’ deciso la strategia da adottare. ”Niente fischi e…niente applausi”, in una parola: indifferenza. Nei giorni scorsi la Curva ha deciso che durante la gara ”non vi sara’ quindi alcuna considerazione per il ritorno di Ibrahimovic. Ibra non ha mai capito l’affetto che abbiamo sempre provato per lui e per cio’ che ha fatto per l’Inter per tutto il corso della sua permanenza nerazzurra”.

”In occasione degli ultimi incontri avuti con lui prima della cessione al Barca – si legge sul sito della Curva Nord – ha sempre ribadito come fosse un professionista e fosse sempre pronto a lottare per la maglia che avrebbe indossato a prescindere dai colori. Questo ‘rispettabile’ atteggiamento professionale ha consentito all’Inter di ottenere immensi risultati sul campo e non possiamo che essergliene riconoscenti; ma per noi una maglia non vale l’altra e per questo non possiamo certo tributargli alcun bentornato come invece meriterebbe qualunque ex-giocatore che avesse dimostrato un minimo di riconoscenza a chi l’ha sempre sostenuto”.

Un gestaccio del campione svedese in una delle sue ultime partite in nerazzurro ha segnato il rapporto con il tifo organizzato, che ora promette di trattarlo ”alla stessa stregua di cio’ che e’ adesso: un avversario come gli altri 10 che affronteranno la Nostra amata Inter”.

ansa.it           inserito da michele de lucia